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04 Maggio 2026
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Sfiducia Nannetti. Una mano per Nonantola pronta al dialogo

NONANTOLA- La lista civica Una mano per Nonantola ribadisce i motivi che hanno portato alla scelta della mozione di sfiducia alla sindaca Nannetti: una decisione sofferta, che però si è rivelata indispensabile secondo la lista civica. Questa la nota del gruppo consigliare:
C’è una crisi profonda alla base della scelta, davvero molto sofferta, della Lista civica Una Mano per Nonantola di scrivere e sottoscrivere una mozione di sfiducia alla sindaca di Nonantola. Non una scelta dettata dalla fretta e dal pressapochismo. Al contrario, deriva da un lungo periodo in cui si è cercato di stimolare il dialogo, l’ascolto e il rispetto anche davanti a decisioni già prese. Banalizzarne e ridicolizzarne le motivazioni, considerandole inconsistenti e alla stregua di un atto di irresponsabilità- esattamente come avvenuto un anno e mezzo fa con le dimissioni dei due assessori- è dunque inopportuno e non di aiuto. E non aiuta francamente semplificare la soluzione alla crisi con l’offerta di un posto nella Giunta comunale, quando le modalità di relazione tra la Giunta stessa e il Consiglio, le forze politiche, le rappresentanze e le associazioni del territorio sono le stesse di cui- allora come ora- lamentiamo l’inadeguatezza. Tutto questo ci restituisce invece la conferma di quanto rimanga distante il nostro modo di vedere questa crisi, e la via per uscirne, da quello della sindaca. La Lista civica Una Mano per Nonantola è nata in occasione delle ultime elezioni Amministrative e ha raccolto al suo interno la disponibilità di molte persone attive e impegnate tutti i giorni nella società civile e nell’associazionismo. Convinte dalla necessità, anche da parte di chi non ha fatto e non fa parte di partiti politici, di dover contribuire e dare una mano sulle questioni più rilevanti che abbiamo di fronte, da affrontare con dialogo largo e spirito unitario, andando oltre alla delega in bianco. Questa convinzione e questa disponibilità non sono mai venute meno, nonostante le tante difficoltà, proprio per la consapevolezza che i problemi sono complicati e le soluzioni da cercare mai immediate. Per questo motivo, non abbiamo presentato una mozione di sfiducia nemmeno dopo le dimissioni degli assessori, e nemmeno dopo aver ravvisato che anche queste non hanno modificato in alcun modo il rapporto tra la sindaca e i gruppi politici che l’hanno sostenuta. Anzi, abbiamo provato a rilanciare la richiesta di allargare il coinvolgimento, almeno nelle scelte fondamentali, proponendo di affrontarle insieme, prima che fossero definite, in un laboratorio programmatico. Scelte fondamentali che riguardano, tra le altre:
  • la grave crisi sociale ed economica amplificata dalla pandemia;
  • l’emergenza abitativa per le famiglie e i singoli in difficoltà;
  • il come tradurre le esigenze, davvero non rimandabili, di conversione ecologica in scelte pratiche di urbanistica, pianificazione, mobilità;
  • l’urgenza di una progettazione per la ripresa e la resilienza del sistema imprenditoriale e della collettività approfittando dei fondi PNRR.
Nemmeno alla fine dello scorso dicembre abbiamo interrotto il percorso, in occasione dell’approvazione del bilancio, per permettere di concludere l’iter in tempi strettissimi proprio per non rallentare le procedure di liquidazione dei rimborsi per l’alluvione. E questo, nonostante avessimo chiesto per molto tempo e in tutti i modi, senza esito, che sui rimborsi stessi si discutesse e si riferisse con costanza e frequenza in Consiglio comunale, e soprattutto che si trovasse il modo per rimborsare anche i cittadini che erano rimasti esclusi a causa di cavilli burocratici. Nonostante sulla crisi sociale avessimo chiesto un tavolo inclusione a guida politica forte da parte della sindaca, tavolo che è stato demandato invece a organi amministrativi dell’Unione. Nonostante sul Piano Urbanistico Generale e sull’assetto idrogeologico avessimo richiesto ripetutamente, anche con ordini del giorno, di avviare il confronto in Consiglio comunale: confronto sempre rimandato dalla Giunta alla conclusione del quadro conoscitivo da parte dei tecnici, ora previsto (pare) non prima di ottobre di quest’anno. Alla fine di questo gennaio il laboratorio programmatico richiesto da Una Mano per Nonantola si è avviato effettivamente, con  la partecipazione dei gruppi politici PD, Nonantola Progetto 2030, della Lista e della Giunta. Si è iniziato con l’affrontare il tema delle aree e degli insediamenti produttivi, a partire dall’area del PIP Gazzate e del progetto di insediamento logistico di oltre 7 ettari presentato in Commissione consiliare solamente alla fine di questo gennaio, senza che i gruppi politici venissero preventivamente informati. L’aspettativa era che, a fronte di punti di vista molto diversi, su temi di così vasta portata e impatto, il confronto potesse svilupparsi con tempi, in sedi e con una profondità adeguati. Invece a inizio marzo, la nostra Lista è stata informata dalla sindaca che questo progetto, già depositato in Comune lo scorso luglio e già al vaglio degli organi tecnici competenti, sarebbe approdato in Consiglio comunale per l’approvazione finale entro questo stesso mese di aprile. La legge regionale infatti prevede un iter amministrativo semplificato per i progetti di sviluppo di attività economiche già insediate. Sul merito ci siamo già espressi con un comunicato approfondito. Ribadiamo la nostra profonda costernazione nell’apprendere la tempistica e definitività del progetto, laddove l’insediamento solo per il 30% può ritenersi sviluppo di una attività economica esistente che si occupa di tessile, ma per il 70% riguarda un’attività logistica nuova a vocazione regionale. Mentre sul PUG e sull’adozione dei nuovi vincoli derivanti dalle criticità idrogeologiche del territorio ci vengono costantemente riferite cause di forza maggiore che ne rallentano il percorso, questo progetto viene perfezionato e concluso in tempi brevissimi. Si tratta di due procedure differenti, ne siamo consapevoli, ma la perplessità è legittima. Possiamo considerare del tutto normale e fisiologico alla dinamica democratica che un insediamento logistico sulla già satura Nonantolana, non previsto dal piano regolatore vigente né  dal programma elettorale condiviso, che sigilla in una unica soluzione oltre 7 ettari di terreno ad alto rischio di alluvione, sia stato già definito dopo una negoziazione in solitaria condotta sicuramente non in tempi brevi dal Sindaco, e che possa essere dato per acquisito all’ultimo, anche grazie al probabile voto di una forza di opposizione? E’ accettabile, dopo aver ripetutamente chiesto dettagli in merito, venire a sapere dell’esistenza di progetti candidati ai fondi PNRR solo da una intervista successiva alla mozione, progetti ad oggi non diciamo discussi, ma nemmeno resi noti ad alcun gruppo politico? E’ accettabile che ancora non sia stato avviato alcun confronto sostanziale sul PUG con le forze politiche e che le informazioni che arrivano siano generiche e frammentarie? Quale messaggio trasmette una sindaca che rifugge di fatto il dialogo, determinando le scelte più importanti prima di discuterle? Quale idea di responsabilità e di democrazia fa trasparire questo continuo arroccamento e rifiuto del confronto politico da parte dell’amministrazione? Quali effetti pesantissimi di divisione, frammentazione e frattura politica e sociale può causare all’interno della società, tra i cittadini, nel mondo delle associazioni? E’ questo il bene della comunità? Possono essere davvero solamente derubricate a “inconsistenti” queste preoccupazioni, come sostiene la sindaca? Ci è sempre stato chiaro, e lo è oggi ancora di più, che le crisi profonde del presente richiedano più che mai uno sforzo largo e una capacità di dialogo straordinaria per individuare strade percorribili e il più possibile degne: un atto di coraggio e di vera responsabilità che finora da parte del Sindaco non si è materializzato. Tutto ciò premesso, siamo consapevoli dei problemi derivanti dal commissariamento di un Comune per un lungo periodo. Ma siamo consapevoli anche dei problemi derivanti da un’Amministrazione che governa senza una maggioranza effettiva in Consiglio comunale. Come possono i consiglieri di Una Mano per Nonantola lasciar passare i provvedimenti con il ricatto delle conseguenze di un commissariamento? Per dare una risposta soddisfacente ed esaustiva a questi interrogativi e alle legittime preoccupazioni, abbiamo lavorato con determinazione a una prospettiva di apertura che trasformi la crisi in una opportunità e si è proceduto a un dialogo serrato e intenso, al nostro interno e poi con le altre forze firmatarie della mozione di sfiducia. Proporremo, unitamente alle altre forze firmatarie della mozione, in uno specifico documento, una serie di questioni (atteggiamento sulle aree produttive, sui progetti presentati per i finanziamenti dal PNRR, su una road map sul PUG, ad esempio), sulle quali chiederemo un impegno ufficiale da parte della sindaca e del PD, nel segno della trasparenza e del pieno coinvolgimento democratico delle forze politiche".
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