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04 Maggio 2026
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Nonantola, mozione di sfiducia alla sindaca Federica Nannetti

mozione di sfiducia alla sindaca Federica NannettiNonantola, mozione di sfiducia alla sindaca Federica Nannetti. La firmano i sette consiglieri comunali Zoboli Omer, Minerba Andrea, Forleo Tommaso (Movimento 5 stelle), Monari Gianluigi, Serafini Giovanni (Una mano per Nonantola"), Di Bona Alessandro (Progetto 2030), Antonucci Francesco Cosimo (Nonantola Libera) per chiedere il decadimento della prima cittadina. Servono otto consiglieri comunali per votare in Consiglio lunedì sera la sfiducia: sette hanno già annunciato le loro intenzioni, e se gli altri due di Forza Italia che sono all'opposizione aderiranno, la mozione sarà approvata e si procederà allo scioglimento del Consiglio comunale e alla nomina di un commissario prefettizio. Tutti a casa? Difficile. Più probabile che la sindaca venga salvata dal voto dei suoi consiglieri e ai voti di Forza Italia, cambiando gazzatedi fatto la maggioranza. Ma perchè si è arrivato a tanto? Le opposizioni lamentano da tempo il mancato confronto con la sindaca, accusata di essere restia al dialogo. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il progetto del Polo Logistico, giudicato inutile, dannoso per l'ambiente e il traffico e precarizzante dal punto di vista lavorativo.    

Scrivono dalla lista Una mano per Nonanatola

Le vicende del proposto insediamento di un polo logistico nell’area ex Pip Gazzate, sul quale abbiamo già espresso il nostro giudizio in uno specifico documento, e la previsione di un centro commerciale e di opifici produttivi nell’area del “fondo Consolata” hanno portato alla massima evidenza i problemi e le difficoltà che abbiamo incontrato da subito in questa esperienza amministrativa della lista. In tutti i passaggi che abbiamo percorso, dall’uscita degli assessori dalla Giunta (ottobre 2020), dal dichiararci “liberi da ogni vincolo di maggioranza” (ottobre 2021), al voto di astensione al bilancio (dicembre 2021), abbiamo sempre precisato e ribadito il nostro giudizio critico determinato dalle medesime motivazioni, dalle stesse ragioni di fondo: l’incapacità di questa amministrazione di aprirsi ad un confronto vero e profondo sulle scelte fondamentali, ad affrontare le situazioni, da quelle ordinarie a quelle più spinose e complesse, e i percorsi decisionali, con la necessaria trasparenza e apertura, a operare con convinzione per un pieno coinvolgimento di tutte le forze politiche, sia di maggioranza sia di opposizione, presenti in Consiglio comunale, alla vita amministrativa della nostra collettività e alla condivisione sulle scelte più rilevanti e qualificanti da intraprendere e sulle risposte alle emergenze, quali la pandemia e l’evento alluvionale. La situazione che si è creata e gli sviluppi che si sono susseguiti riguardo alla destinazione a polo logistico dell’area del Pip Gazzate e le modalità con le quali il Sindaco, in sostanziale solitudine, ha condotto questa e altre vicende omettendo di coinvolgere il Consiglio Comunale, le forze politiche ivi rappresentate, le organizzazioni sindacali di rappresentanza, le associazioni e la comunità tutta, hanno prodotto una ulteriore lacerazione: pur operando in forza delle proprie prerogative, la scelta di procedere ignorando, quasi sistematicamente, un reale e ampio confronto a monte delle scelte, e non a scelte fatte, è fortemente lesivo del concetto di sviluppo democratico della partecipazione, elemento essenziale di crescita della consapevolezza e della più ampia condivisione su scelte così impattanti per un territorio, oltre che principio alla base della formazione della nostra lista. Nel corso della consiliatura abbiamo constatato che anche nel merito di tante ed importanti questioni sono emerse evidenti e rilevanti diverse valutazioni di merito e di approccio, che in taluni casi emergevano con una discrasia disarmante (tavolo inclusione, emergenza alloggi, sanità territoriale, politiche del territorio, mobilità sostenibile, nuovo PUG, ad esempio). Riteniamo, come ribadito nelle precedenti occasioni, che non sia più possibile che il governo della nostra comunità possa continuare ad essere esercitato con queste modalità: non può essere che la paura di essere contrastati, di avere un franco confronto, porti a “non fidarsi” dell’interlocutore e a decidere di procedere in solitudine convinti “di fare il bene del paese”. Si impone pertanto l’assunzione di decisioni e atti che consentano di aprire una fase nuova, in assoluta discontinuità con l’attuale gestione, che si basi e si sviluppi sulla massima trasparenza ed il più largo coinvolgimento di tutte le espressioni, istituzionali e non, della nostra comunità. Nostro malgrado, per le ragioni suesposte, ci troviamo costretti a sottoscrivere, e ci impegniamo ad approvare, la mozione di sfiducia al Sindaco, che verrà presentata da consiglieri comunali di diversi gruppi consiliari. Nel contempo la lista “Una mano per Nonantola” si impegna, fin da ora, a sollecitare, a sostenere e ad assumere ogni iniziativa utile a rilanciare l’obiettivo politico della ricomposizione a Nonantola di un più ampio e rappresentativo arco delle sensibilità progressiste, ambientaliste e delle pratiche dell’intervento sociale per il futuro governo della nostra comunità.  

IL TESTO DELLA MOZIONE DI SFIDUCIA ALLA SINDACA FEDERICA NANNETTI

Al Presidente del Consiglio Comunale di Nonantola. I sottoscritti consiglieri comunali, in carica presso il Comune di Nonantola, trasmettono la presente mozione di sfiducia nei confronti del Sindaco, ai sensi dell’art. 52, D.Lgs, 18 agosto 2000, n. 267, conformemente alle indicazioni dettate dell’art. 91 del Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale e delle Commissioni Consiliari del Comune di Nonantola.

Premessa

La normativa citata prevede che la mozione di sfiducia al Sindaco sia “motivata e sottoscritta” da almeno due quinti dei Consiglieri assegnati (nel caso del Comune di Nonantola, quindi, da almeno sette consiglieri comunali) ed è posta in discussione non prima di dieci giorni e non oltre trenta giorni dalla sua presentazione.  Per essere approvata, la mozione deve essere votata favorevolmente dalla maggioranza assoluta dei componenti il Consiglio (nel caso del Comune di Nonantola da almeno nove consiglieri) e, in caso di approvazione, ne consegue che il Consiglio, il Sindaco e la Giunta cessano dalla carica e si procede allo scioglimento del Consiglio dai sensi di legge.  La mozione di sfiducia al Sindaco, adottata dal Consiglio Comunale, rientra fra i provvedimenti caratterizzati da un’elevatissima discrezionalità, per cui la motivazione è fondamentalmente incentrata su una diversità di sensibilità politiche, di una non condivisione delle scelte amministrative e delle modalità di gestione delle pratiche di governo, tra il Sindaco e la maggioranza dei componenti il Consiglio comunale, anche per differenti e sostanziali valutazioni riguardo a diversi punti circa la realizzazione del programma in base al quale il Sindaco è stato eletto.

Motivazioni

Già dall’inizio della corrente consiliatura si sono incontrate e palesate pesanti difficoltà nell’esercizio delle prerogative in capo al Consiglio comunale, quale organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo dell’ente locale (art. 42 del T.U.E.L.), che consiste nella partecipazione alla definizione dei fini politico-amministrativi dell’ente che, costituendo i criteri guida dell’azione politica e gestionale del Comune, di fatto vincolano il Sindaco, gli Assessori, il Presidente, i dirigenti e i responsabili dei servizi. Le difficoltà, gli impedimenti e i contrasti, che le modalità con cui il Sindaco ha esercitato le proprie funzioni hanno reso più evidenti, indicati in più occasioni, sono stati:
  • l’insufficiente propensione di questa Amministrazione ad aprirsi al confronto sulle scelte fondamentali dell’ente e ad affrontare le situazioni ed i percorsi decisionali, da quelli ordinari a quelli più complessi, ivi comprese le emergenze, quali la pandemia e l’alluvione, con la necessaria trasparenza e l’adeguato coinvolgimento di tutte le forze politiche, sia di maggioranza, sia di opposizione presenti in Consiglio comunale;
  • una interpretazione poco inclusiva delle funzioni amministrative, nettamente incentrata sull’organo esecutivo, che di fatto marginalizza non solo il ruolo dei partiti o delle liste elettorali, ma anche quello, ancora più significativo, del Consiglio comunale, che ha funzione di indirizzo sull’azione amministrativa, a maggior ragione sulle questioni di più grande rilevanza;
  • l’azione sistematica di indebolimento dei percorsi partecipativi già avviati che invece di essere rimodulati, valorizzati e potenziati, vengono invece ridotti ad organismi formali e burocratici;
  • l’eccessivo verticismo degli atti assunti dalla Giunta e dal Sindaco, che ha prodotto fragilità progettuale, frammentazione delle azioni e assenza di una visione lungimirante e sostenibile del territorio, causando i seguenti effetti:
    • ritardi significativi e intollerabili nella progettazione e definizione di interventi strategici per il nostro comune;
    • la devalorizzazione e lo svuotamento delle funzioni istituzionali, in particolare del Consiglio comunale e delle Commissioni consiliari;
    • la drastica riduzione della comunicazione fra ente locale e cittadini,  e la conseguente mancanza di dialogo e di confronto sulle questioni rilevanti per il nostro territorio;
  • la metodica insufficienza della fase istruttoria riguardante i punti da discutere e su cui deliberare in Consiglio Comunale che non consente ai consiglieri l’approfondimento necessario per l’assunzione di scelte consapevoli e motivate; insufficienza che si fa drammatica quando si chiede al Consiglio comunale di intervenire, con modifiche anche rilevanti, su atti assunti nelle precedenti consiliature, in particolare sul piano urbanistico.
  • la sistematica disapplicazione degli impegni assunti negli ordini del giorno approvati dal Consiglio Comunale;
Le ultime vicende in campo urbanistico (ex PIP Gazzate e Fondo Consolata) sono solo un ulteriore esempio delle criticità generali sopra denunciate e confermano lo svuotamento delle funzioni del Consiglio comunale che, parimenti alle forze politiche ivi rappresentate, alle organizzazioni sindacali e sociali, alle associazioni e alla comunità tutta, sono stati esclusi dal percorso decisionale. Il Sindaco, pur sostenendo la legittimità formale del suo operato, nel procedere ignorando sistematicamente un reale e ampio confronto a monte delle scelte, e non a scelte fatte,  ha negli effetti prodotto una lesione dei principi fondamentali di partecipazione democratica della comunità alla formazione di una decisione che riguarda il suo presente ed il suo futuro. Parimenti, trattandosi di scelte sostanziali che indirizzano lo sviluppo del territorio, spettava al Consiglio comunale, quale organo di indirizzo politico-amministrativo, la decisione in merito. I sottoscritti consiglieri comunali ritengono che il governo della nostra comunità non possa continuare ad essere esercitato con queste modalità: la paura del dialogo e del confronto franco, non può e non deve portare a “non fidarsi” degli interlocutori istituzionali e a decidere di procedere in solitudine nella convinzione “di fare il bene del paese”.

Tutto ciò premesso

i sottoscritti Consiglieri comunali, stante l’aggravarsi delle difficoltà citate in precedenza nei rapporti tra i gruppi consiliari ed il Sindaco,

Chiedono

al Presidente del Consiglio comunale la convocazione immediata dell’apposita seduta del Consiglio Comunale, ai sensi dell’art. 91 del Regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale e delle Commissioni consiliari del Comune di Nonantola, nei termini e modi di legge, al fine di discutere e deliberare in merito alla presente proposta di mozione di sfiducia al Sindaco. Nonantola, 21 marzo 2022. I Consiglieri comunali: Zoboli Omer Minerba Andrea Forleo Tommaso Monari Gianluigi Serafini Giovanni Di Bona Alessandro Antonucci Francesco Cosimo

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