Futuro dell’Unione dei Comuni, il segretario del PD provinciale Solomita resta trincerato dietro il “no comment”
MIRANDOLA E DINTORNI - C'è aria di trambusto nel centrosinistra locale: a sparigliare gli equilibri politici, l'annunciato addio mirandolese all'Unione dei Comuni modenesi Area Nord, che dal primo giorno di questo nuovo anno si sta progressivamente concretizzando. In attesa della sentenza del Consiglio di Stato, che confermerà o smentirà definitivamente la liceità della Mirandolexit, i sindaci delle varie municipalità rimaste in UCMAN si stanno confrontando sul futuro dell'ente, in un dibattito piuttosto velato, teso a celare minuziosamente eventuali discordanze. Già, perché la questione è complessa e afferisce tanto all'ambito tecnico-amministrativo, quanto a quello politico: sette comuni dell'Area Nord su otto sono infatti governati dal centrosinistra (fa eccezione San Felice). Al momento, sembrano in campo due linee. Da un lato, quella "devoluzionista" del sindaco di Medolla, nonché presidente dell'Unione Alberto Calciolari, che ha spronato i municipi "partner" a conferire nuovi servizi (QUI l'articolo completo):
UCMAN necessita di una “rilettura architettonica”: è chiaro come occorra agire nel duplice senso di una ristrutturazione e di un tamponamento dei servizi che vengono a mancare. Per ipotesi, se si dovesse creare ex novo un’unione dei comuni, auspicherei che tutte le municipalità conferissero i servizi in egual misura.
Sull'altra sponda, i sindaci di Finale Emilia e Cavezzo Poletti e Luppi, che non sono parsi particolarmente entusiasti dell'invito del collega (QUI l'articolo completo): se Poletti ha proclamato la necessità di procedere "con grande equilibrio", Luppi si è invece arroccata su un "no comment" molto eloquente. A sposare la linea del silenzio, anche il neosegretario provinciale del Partito Democratico Roberto Solomita: contattato per un parere relativo alla questione, il primo cittadino di Soliera ha fatto orecchie da mercante, affermando tramite ufficio stampa di non occuparsi della vicenda e di voler lasciare spazio ai colleghi dell'Area Nord. Una "non presa di posizione" tesa alla prudenza, che evidenzia tuttavia in maniera piuttosto chiara le difficoltà di casa PD. Spetterebbe infatti al segretario la promozione di una sintesi politica, che, ad oggi, risulta ancora parecchio lontana.
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