San Felice, villa Ferri: l’ex sindaco Silvestri dopo le accuse della maggioranza sanfeliciana
SAN FELICE- La proprietà di Villa Ferri ha respinto l’offerta di acquisto dell’immobile avanzata dall’Amministrazione comunale di San Felice sul Panaro: un'epopea- iniziata nel 2009- "nata sbagliata" secondo la lista di maggioranza Noi sanfeliciani.
L'ex sindaco di San Felice Alberto Silvestri ha così commentato il mancato acquisto.
Buongiorno Silvestri, ha saputo del mancato acquisto di Villa Ferri?
Sì, purtroppo. Una notizia che non avrei mai voluto leggere. Abbiamo lasciato su un vassoio d'argento un accordo scritto, sancito dal Consiglio comunale, per l'acquisizione della proprietà del Casino di Caccia degli Estensi. Una grande e unica occasione per realizzare un sogno, per investire con coraggio sul futuro del centro storico di San Felice.
L'Amministrazione Goldoni alla fine dà la colpa alla proprietà, cosa ne pensa?
Anche alla precedente amministrazione. Altrimenti non sarebbe qui ad intervistarmi. Devo dirle che la proprietà fa giustamente i propri interessi. Conosce un imprenditore che non li farebbe con un teorico contributo per la ricostruzione di quasi 4 milioni di euro. Ma le posso garantire che ci siamo confrontati per anni in modo franco e corretto. Si era partiti da posizioni distanti, ma l'obiettivo di far rivivere al più presto Villa Ferri aveva prevalso!
Ha parlato di Villa Ferri come di un sogno...
L'acquisto e la riqualificazione di Villa Ferri è stato per anni il sogno irraggiungibile di questa comunità.
Il suo fascino ha ammaliato cittadini di ogni idea politica e risveglia ancora oggi la voglia di discutere della nostra comunità, anche in un periodo così difficile per il protrarsi della pandemia. Vede, il contributo per la ricostruzione di quasi 4 milioni euro promesso dalla Regione era ed è un'occasione davvero più unica che rara. Da non farsi scappare per nulla al mondo.
Ma perchè, per lei, era così importante acquistare e riqualificare Villa Ferri?
Villa Ferri era il progetto in grado di cambiare il volto del centro storico di San Felice e dell’area pubblica che comprende l’ex caserma dei Vigili del Fuoco, l’ex scuola elementare ed i 6 progetti di riqualificazione compresi nel piano organico di cui uno parzialmente realizzato, per intenderci, via Don Minzoni e Largo Posta. Un grande investimento di riqualificazione di spazi pubblici che sono ora abbandonati, senza progetti e senza idee. E il fiore all’occhiello sarebbe stato proprio il recupero del Casino di Caccia degli Estensi, il bene con maggiore pregio storico culturale insieme alla Rocca. Un modo per dare valore alla nostra storia dando nuovi e migliori servizi e spazi pubblici alla comunità ed ai nostri giovani. Significava creare occasioni per rivitalizzare un centro in difficoltà ed aumentarne l'attrattività.
Avevamo una idea molto chiara per il futuro della nostra comunità, accompagnata da progetti e relativi finanziamenti.
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