Sigarette e patologie croniche delle vie respiratorie, l’Ausl: “Attenzione ai danni alla salute provocati dal fumo”
Il fumo di tabacco conduce a patologie molto importanti quali neoplasie maligne a carico del pancreas, del polmone e dell’apparato gastroenterico, malattie cardiovascolari come infarto e ictus, malattie dell’apparato respiratorio quali la Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO).
“Sono decine di migliaia ogni anno i morti causati da fumo di sigaretta in ogni nazione – sottolinea il dottor Massimo Bigarelli, responsabile del progetto anti fumo dell’Azienda Usl di Modena - soltanto in Italia si stima che circa 80-90 mila decessi all’anno siano correlati al fumo di sigaretta”.
Tra le più gravi conseguenze sulla salute, ai primissimi posti vi è la Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO) malattia dell'apparato respiratorio caratterizzata da un'ostruzione irreversibile delle vie aeree, di entità variabile a seconda della gravità. Secondo le stime, “in Emilia Romagna ci sono 100 mila broncopneumopatici cronici ostruttivi e in provincia di Modena si stima siano 23 persone ogni mille pazienti seguiti dai medici di medicina generale” spiega il dottor Rodolfo Murgia direttore dell’Unità Operativa Complessa di Pneumologia dell’Ospedale di Mirandola e dell’area Nord.
"Il fumo di sigaretta, soprattutto attivo ma anche passivo- prosegue Murgia- è la principale causa che provoca la broncopatia cronica e i dati sono sempre più preoccupanti: secondo i recenti studi scientifici, in Italia si registrano anche giovani fumatori tra 11 e 15 anni. A seguire, ma in percentuale inferiore, le altre cause sono l’inquinamento ambientale e l’inquinamento interno riferito all’esposizione lavorativa. Si tratta di una malattia che condiziona in modo significativo la vita quotidiana delle persone: da un iniziale approccio di cura farmacologico, quando la malattia si aggrava il paziente ha bisogno di un intervento di riabilitazione fino all’ossigenoterapia e ventilazione. I pazienti cronici fanno fatica a respirare anche durante gesti semplici come mangiare o pettinarsi”.
Se il paziente affetto da BPCO smette di fumare, fin da subito si rallenta il decorso della malattia. Grazie ai corsi per smettere di fumare che Azienda Usl Modena organizza da vent’anni svariate decine di persone sono riuscite a smettere di fumare. “Ogni anno partecipano circa 250 persone e di queste il 70% riesce a smettere di fumare- sottolinea il dottor Massimo Bigarelli coordinatore dei centri anti fumo presenti in ogni distretto sanitario della provincia.
In occasione del No Tobacco Day, il 31 maggio, l’Azienda Usl di Modena ha organizzato una diretta Facebook con i propri esperti su come smettere di fumare, dove saranno illustrati i percorsi e le possibilità a disposizione dei cittadini modenesi, tra cui i corsi di gruppo, molto partecipati e richiesti. L’incontro sarà trasmesso alle 17.30 in diretta streaming sulle pagine Facebook e Youtube dell’Azienda Usl Modena.

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