Agricoltura, il ministro Patuanelli nel modenese alla scoperta dei prodotti del territorio
Tour all’insegna della riscoperta della storia e dell’identità dei prodotti agroalimentari di eccellenza del territorio modenese per il ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli, che ha visitato a Formigine alcune delle più note e prestigiose aziende del comparto, alla presenza dell’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi. Prima tappa presso l’antica acetaia Andrea Mussini, autentico “tempio” dell’Aceto balsamico tradizionale Dop, uno dei simboli gastronomici del territorio. L’occasione, per il ministro, di ascoltare dalla viva voce degli appassionati produttori ‘dell’oro nero’ i segreti di uno dei prodotti di qualità made in Emilia-Romagna più ricercati dai gourmet di tutto il mondo, minimo 25 anni di invecchiamento dentro botti di legno. A margine della riuscita e apprezzata Colazione Balsamica, Mario Gambigliani Zoccoli presidente dell’Associazione Esperti Degustatori ABTM, ha anche consegnato al Ministro Stefano Patuanelli il diploma Esperto Degustatore di ABTM.
“L’Aceto balsamico tradizionale- ha sottolineato Mammi nell’incontro con i produttori locali- è davvero l’emblema di un territorio, l’Emilia-Romagna, che ha saputo fare della qualità delle sue produzioni agroalimentari, conosciute in tutto il mondo la sua bandiera, il suo carattere distintivo. La presenza qui oggi del Ministro, nel cuore di un territorio che vanta ben 44 prodotti Dop e Igp, testimonia la sua attenzione per un patrimonio che è non solo dell’Emilia-Romagna e dei suoi produttori, ma dell’Italia intera”.Seconda tappa del tour modenese di Patuanelli e Mammi, la Cantina sociale Pedemontana, dalla storia centenaria, per la visita allo stabilimento di produzione del Lambrusco Grasparossa Dop e delle altre varietà produttive. Proprio l’anno scorso si è tenuta a battesimo la nascita del Consorzio unico del Lambrusco dell’Emilia, nato dalla fusione dei preesistenti sodalizi di Modena e Reggio Emilia per affrontare insieme le sfide del mercato globale, due territori che vantano assieme più di 16mila ettari di superficie messa a vite per la produzione di vino. Il presidente del neo nato consorzio, Claudio Biondi, ha raccontato la grande diffusione commerciale del Lambrusco, il vino più italiano più esportato -arriva il 70 paesi - e l’importante lavoro a tutela del marchio che si sta facendo a livello mondiale contro i tentativi di falsificazione e di sofisticazione, con i marchi registrati in ben 15 Paesi.
“In Emilia-Romagna- ha concluso Mammi- siamo abituati a lavorare tanto e tutti insieme, cercando di privilegiare la qualità nella produzione agricola e nella trasformazione alimentare. Questa capacità di fare gioco di squadra, di condividere risultati e obiettivi, è il nostro punto di forza, il tratto che ci caratterizza nel mondo delle imprese, dei consorzi, delle cooperative, e nelle relazioni tra istituzioni e produttori”.
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