Caso Garlasco, la psicologa: “Parlare da soli non deve allarmare, via per scaricare ansia e stress”
(Adnkronos) - Dopo il caso Garlasco, con i soliloqui di Andrea Sempio registrati dagli inquirenti in più occasioni, l'esperta Anna Maria Giannini spiega: "Il soliloquio non è una patologia: significa semplicemente parlare da soli ad alta voce". La direttrice del Dipartimento di Psicologia dell’Università La Sapienza di Roma spiega all'Adnkronos Salute il significato psicologico di un comportamento spesso frainteso. "La voce interiore ha diverse funzioni. Può aiutare a chiarire idee, prendere decisioni, prepararsi per intenzione future. Può essere un modo per organizzare i propri pensieri e ridurre la percezione di confusione interiore", sottolinea l’esperta. "Diventa un tentativo di gestire stress e ansia. Però è bene dire che non sempre ciò che viene detto ad alta voce corrisponde alla realtà". Secondo Giannini, non esistono dati attendibili sulla diffusione del fenomeno, ma parlare da soli "non è affatto insolito. Si tratta, di portare all’esterno la propria voce interiore, rendendo i pensieri più concreti e trasformandoli quasi in un’azione".
Riferendosi al caso di Andrea Sempio, la psicologa invita alla cautela: "Parliamo di riassunti di intercettazioni. Per comprendere davvero il contesto bisognerebbe ascoltare integralmente gli audio originali". Nel caso specifico, aggiunge, "le ipotesi possono essere diverse: da una condizione di ansia e disordine interiore fino alla possibilità, sostenuta dalla difesa, che la persona stesse semplicemente ripetendo contenuti ascoltati altrove, come in una trasmissione". L’esperta precisa però che il fenomeno va approfondito "quando assume caratteristiche ripetitive o ossessive. Se una persona parla molto spesso da sola ad alta voce è opportuno un approfondimento diagnostico, con una valutazione psicologica o psichiatrica". Giannini invita anche a superare uno stereotipo molto diffuso: "L’idea che chi parla da solo sia 'matto' è sbagliata e va definitivamente superata". "Chi soffre di una condizione psicotica — chiarisce — può avere allucinazioni e credere di parlare con qualcuno realmente presente. Ma il semplice soliloquio non significa questo. Una persona che parla da sola può semplicemente cercare di ridurre il proprio stress". Infine, conclude, "non esistono differenze particolari legate all’età o al sesso. Il fenomeno è diffuso sia tra giovani sia tra adulti, uomini e donne. Parlare da soli non deve allarmare e non rende una persona pericolosa. Il punto, eventualmente, non è il fatto di parlare da soli, ma il contenuto di ciò che viene detto".
---cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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