Rapine, estorsioni e aggressioni davanti al Policlinico di Modena, arrestata 43enne: il complice era già in carcere
MODENA - Ieri, lunedì 9 febbraio, i Carabinieri della Stazione di Modena Principale, in collaborazione con il personale della Questura di Reggio Emilia, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa, il 13 novembre 2025 dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Modena su richiesta della Procura, nei confronti di una donna italiana di 43 anni, ricercata da alcuni mesi. Il medesimo provvedimento restrittivo era già stato immediatamente eseguito nei confronti del complice, un uomo di 31 anni, di origine turca, il quale era già detenuto per altra causa presso la casa circondariale di Modena. Gli indagati sono entrambi gravemente indiziati dei delitti di concorso in rapina, estorsione e lesioni personali aggravate commesse a Modena nei pressi del Policlinico, nel pomeriggio del 14 ottobre 2025. Nella circostanza gli stessi, secondo le accuse, portarono a
compimento più aggressioni con brutale violenza ed in rapida successione temporale, ai danni di più persone.
In particolare dapprima avrebbero aggredito con calci e pugni un uomo impossessandosi del suo telefono, poi restituito soltanto in cambio della consegna di una somma di denaro; successivamente hanno strattonato una donna che aveva tentato di aiutare e soccorrere la prima vittima, causando la rottura anche del suo telefono. Subito dopo gli indagati si sarebbero parati di fronte ad un altro uomo, intimandogli di consegnare loro una somma di denaro e di accompagnarli in un centro abitato vicino alla città di Modena. Al rifiuto dello stesso l’indagato lo avrebbe colpito con un pugno danneggiandogli anche lo specchietto dell'auto. I due indagati hanno, poi, raggiunto la quarta vittima, una donna, e, allo scopo di impedirle di contattare il numero di emergenza 112, l’uomo dapprima le avrebbe afferrato il polso torcendolo, quindi si sarebbe impossessato del suo telefono scagliandolo a terra, per poi colpirla al volto con una gomitata provocandole un trauma all’orbita sinistra.
Infine, l’indagato avrebbe estratto un coltello brandendolo e minacciando un ragazzo che aveva assistito all’ultima aggressione. L’identificazione degli indagati è stata possibile mediante:
- l’acquisizione di certificazione medica rilasciata alla indagata poco prima dal Pronto Soccorso dell’ospedale Policlinico di Modena;
- il sequestro di un certificato medico telematico perso dall’indagato durante le aggressioni;
- l’individuazione fotografica positiva degli indagati effettuata da tutti gli aggrediti.
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