Cispadana, il Coordinamento: “2025 anno di politica attendista. A cosa serve fare nuove autostrade?”
Nota stampa a firma Silvano Tagliavini per il Coordinamento cispadano NO autostrada – SI strada a scorrimento veloce:
"Ripercorrendo il 2025, per quanto riguarda la Cispadana viaria l’unica conclusione che si può trarre è che è stato un anno di politica attendista. Tutto ha ruotato intorno alla vicenda della concessione della A22 e tutto, di conseguenza, è rimasto fermo. Affermazioni perentorie, smentite dai fatti, da vari esponenti politici, nazionali e locali, sulla possibile soluzione della vicenda A22 e di conseguenza, scontata ma non provata, automatica realizzazione della Cispadana autostradale nonostante le posizioni espresse da Autobrennero all’indomani della presentazione del Project financing al MIT (vedi intervista del D.G. Costa di Autobrennero del 08/12/2022 su mancanza di finanziamento della Cispadana autostradale). Purtroppo (o per fortuna ?!) con questa tattica attendista nulla si è mosso, sia sul fronte autostradale che quello di strada a scorrimento veloce, e a farne le spese continua ad essere il territorio interessato. Ma tutto attorno la realtà si è dimostrata, per tutto il 2025, in continuo movimento e in una chiara direzione: si va sempre più verso un sistema integrato dove la fanno da padrone le ferrovie per le lunghe distanze e gli sbocchi dall’entroterra, comprese le realtà oltre-alpe, verso realtà portuali e viceversa. Le piattaforme intermodali per collegare la rete ferroviaria alle realtà locali.
Questo lo si può dedurre dagli investimenti in atto in tutto il nord-est e anche nella nostra Regione. Il 2025 si è chiuso all’insegna, lo dovrebbe essere in primis per la Politica trasportistica, di una perentoria nonché quasi banale domanda: a che cosa serve potenziare le attuali autostrade o, ancora di più, a cosa serve farne delle nuove? Il 2026 si è aperto con ulteriori conferme che la direzione da prendere è ben diversa da quella che indicherebbe la realizzazione della Cispadana in forma autostradale. Alcuni esempi:
1 - Autobrennero (quella che per qualcuno dovrebbe essere solo di realizzazione e gestione autostradale) acquisisce la gestione della piattaforma intermodale di Pordenone consolidando il suo impegno nella logistica ferroviaria (Autobrennero con le sue associate ferroviarie è il secondo operatore in Italia ed uno dei più importanti in Europa).
2 – (più vicino a noi) nel Porto di Ravenna si lavora per potenziare il sistema ferroviario con nuovi binari pensando in particolare allo snodo ferroviario di Poggio Rusco per meglio collegare la realtà portuale con la linea del Brennero (va ricordato che è in corso di realizzazione il secondo tunnel ferroviario dell’omonimo Passo che manderà in pensione quello autostradale per le merci e molti passeggeri).
3 - In questa ottica è stato deciso, nell’ambito della conferenza dei servizi per la ZLS ferrarese, la nuova configurazione del nodo ferroviario di Bondeno (nell’ambito dell’auspicabile potenziamento della tratta Ravenna-Poggio Rusco) con una positiva ricaduta su tutto il territorio da Ferrara verso Bologna.
4 – il potenziamento in atto della piattaforma intermodale Borsari a Villa Poma con una grande opportunità per tutta l’area nord della Provincia di Modena.
5 – il potenziamento quasi ultimato della linea ferroviaria Parma-Poggio Rusco da e per il Porto di La Spezia.
6 – il potenziale raddoppio della linea Modena-Mantova-Verona
7 – (cosa di questi giorni) la U.E. ha autorizzato l’Italia a introdurre un sostegno economico alla manovra ferroviaria merci nei porti per ridurre i costi e agevolare il trasporto ferroviario intermodale.
Tutto questo riconduce alla iniziale domanda: a cosa serve potenziare le attuali autostrade (vedi terza corsia da Modena a Verona o quella da Bologna a Ferrara) o addirittura realizzarne delle nuove (vedi Cispadana e Romea autostradali) o è meglio invece dirottare gli sforzi, anche e soprattutto economici, su soluzioni che si possano integrare a questo sistema in crescita come la realizzazione dei tratti mancanti della Cispadana a scorrimento veloce da Reggiolo a Ferrara (un primo tratto da Reggiolo a Mirandola sarebbe la concreta risposta alle aspettative del territorio) come peraltro previsto da Reggiolo a Parma abbinato al potenziamento della ferrovia Parma–Poggio Rusco (vedi punto 5). Ricordiamo che nel 2026 la Regione affronterà il tema, scottante, del nuovo PRIT. “Occasione e necessità di una profonda riflessione” come ebbe a dichiarare il neo-Presidente De Pascale in campagna elettorale".
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