Riaperta gara per il rinnovo della concessione dell’A22, il Coordinamento: “Cispadana sia scollegata dalla vicenda A22”
Comunicato stampa del Coordinamento cispadano NO autostrada – SI strada a scorrimento veloce in merito alla riapertura della gara per il rinnovo della concessione dell’A22.
"Il Ministro Salvini e Autobrennero Spa provano a fregarsene dell’Europa, non è detto ci riescano. Alla già complicata vicenda del bando per il rinnovo della concessione della A22 si è aggiunto un altro elemento tragicomico: il 28 novembre con un decreto è stata riaperta la gara, ma mettendo come scadenza per presentare la domanda di partecipazione il 3 dicembre. Pochi giorni per chi volesse fare un “pensiero” ad un affare che prevede investimenti per 10 miliardi di euro ma ricavi previsti per 30 miliardi. L’obiettivo è fin troppo chiaro, rendere praticamente impossibile la partecipazione di concorrenti di Autobrennero Spa, l’attuale concessionario. Tutto risolto, quindi? No! Sulla gara per l’A22 gravano tante incertezze, la principale è l’incompatibilità del meccanismo scelto, il progetto di finanza con diritto di prelazione per il proponente (cioè Autobrennero Spa), con le norme europee sulla concorrenza.
Proprio sul diritto di prelazione lo scorso ottobre la Commissione Europea ha inviato al governo italiano una lettera di messa in mora per sottolineare che “Tale disposizione viola i principi di parità di trattamento e di non discriminazione sanciti dagli articoli 3 e 30 della direttiva 2014/23/UE”. E su tale norma si è in attesa anche di una sentenza della Corte di Giustizia Europea, di cui non si potrà non tener conto tanto che nel decreto di riapertura della gara si ricorda che il bando riserva all’Amministrazione “la facoltà di annullare la gara o modificarne o rinviarne i termini in qualsiasi momento e a suo insindacabile giudizio”. Insomma, non c’è alcuna certezza che la gara si concluda. Questa situazione, sappiamo, ha ricadute sulle due infrastrutture che riguardano direttamente la nostra Regione: Bretella e Cispadana. Con le due società di progetto partecipate al 51% da Autobrennero, quindi dipendenti dalla soluzione del nodo relativo al rinnovo della A22. Per quanto riguarda la Cispadana autostradale stiamo parlando di una infrastruttura “nata” nel 2006 a seguito di un improvvido abbandono del progetto, esistente e ancora attuale, di realizzo dei tratti mancanti della strada a scorrimento veloce secondo il crono-programma di Muzzarelli del 2002. Si tratta di una infrastruttura autostradale oramai non adeguata alle nuove strategie trasportistiche che prevedono per le medie e lunghe distanze il trasporto su ferro e non su gomma.
Una riconversione al trasporto ferroviario (con le necessarie piattaforma intermodali) che dal 2032, con l’entrata in funzione del nuovo tunnel di base del Brennero, diventerà una necessità per i nostri distretti industriali se vorranno continuare ad esportare nei Paesi del resto d’Europa. Invece di realizzare infrastrutture veramente adeguate per risolvere, in modo intelligente guardando al futuro, le criticità trasportistiche nel contesto di area vasta, si continua a perdere tempo dietro un’opera superata già alla sua presentazione. Si è perso un altro anno, e se ne perderanno tanti altri, a causa di una politica, sia a livello regionale che locale che non sa, e non vuole, assumersi le necessarie responsabilità. Come Coordinamento cispadano vorremmo invece che dal nuovo PRIT, che il Consiglio regionale dovrà discutere e approvare a breve, emergesse una visione del sistema trasportistico regionale coerente con le scelte europee che privilegiano per gli scambi nell’ambito continentale e verso il resto del mondo la ferrovia, le vie navigabili interne e quelle marittime.
Vorremmo insomma che si guardasse agli interessi reali del sistema produttivo e dei cittadini in generale con una visione trasportistica meno impattante sull’ambiente, con minore consumo di suolo, con riduzione dei costi, nel frattempo lievitati a causa dei tempi di attesa imposti dalla Politica, e dei tempi di realizzo. Chiediamo ancora una volta che la Cispadana sia scollegata alla vicenda A22 e che si vada alla realizzazione di un primo stralcio di strada a scorrimento veloce da Reggiolo a Mirandola, guardando verso est, e il nuovo ponte sull’Enza, guardando verso ovest, così da incominciare a dare risposte concrete al territorio che ne ha disperatamente bisogno".
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