Il Coordinamento cispadano: “Codice appalti, necessario cambiare le norme italiane”
In seguito alla posizione espressa dalla Commissione europea ai trasporti su Codice appalti e prelazione, arriva il comunicato stampa del Coordinamento cispadano NO autostrada – SI strada a scorrimento veloce:
"Le notizie che ci arrivano da Bruxelles erano ampiamente prevedibili, vista anche la posizione già espressa del precedente commissario alla concorrenza. L’Italia rischia di essere deferita alla Commissione di Giustizia Europea per il mancato adeguamento del Codice appalti alle Direttive europee alla concorrenza. Uno dei punti nevralgici è la norma che prevede il “diritto di prelazione” nei bandi per la concessione di assi autostradali e l’utilizzo della finanza di progetto nei bandi pubblici. Un caso specifico è quello relativo alla concessione A22. Ci sono state immediate reazioni “scomposte” ma che nulla cambiano della sostanza. E’ necessario cambiare le norme italiane. Questo implica il rinvio del bando di gara per anni. Una delle dirette conseguenze di tutto questo è il conseguente blocco delle opere collegate direttamente o indirettamente alla concessioneA22. Una di queste è la Cispadana che indirettamente rimane al palo per una assurda volontà politica di legarla strettamente alla concessione A22. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: il totale immobilismo su un problema reale per i territori coinvolti.
Sono alcuni i punti sui quali una politica regionale coerente e cosciente dovrebbe agire:
-1) scollegare completamente la realizzazione della Cispadana, in qualsiasi forma la si voglia realizzare, dalla concessione A22.
-2) prendere atto che per vari motivi, siano essi economici, ambientali o di strategia trasportistica, pensare oggi ad una Cispadana autostradale è fuori da ogni logica per i motivi sopra elencati.
-3) passare senza ulteriori indugi al progetto di strada a scorrimento veloce (C1) per gli stessi motivi sopra esposti.
-4) procedere alla realizzazione dei tratti mancanti della strada a scorrimento veloce (tratti già presenti da Parma a Ferrara per 1/3 del complessivo) per stralci come elencato nel crono-programma “Muzzarelli” del 2002 che prevede il primo stralcio la Reggiolo-Mirandola dando così una prima e concreta risposta ad un territorio che ha un drammatico bisogno di viabilità coerente con l’importanza economica che riveste a livello nazionale.
5) contemporaneamente avviare un serio confronto, in particolare tra il “basso mantovano”, la “bassa modenese” e “l’alto ferrarese”, sulla collocazione di una o più piattaforme intermodali gomma-ferro. Combinato disposto, come la elettrificazione della pressoché parallela ferrovia da Parma a Poggio Rusco proseguendo fino a Ravenna, indispensabile per il collegamento trasportistico alla rete TEN-T europea.
Tutto questo è possibile ad una condizione: cambiare totalmente l’impostazione del prossimo PRIT rispetto a quello attuale. Impostazione, nel prossimo PRIT, dettata da un atteggiamento della politica regionale dove scompaia la presunzione e la volontà di calare dall’alto le scelte e dove invece devono essere coinvolti attivamente i territori. Territori che devono assumere iniziativa politica e non aspettare passivamente, cosa che avviene da molti anni, la calata delle scelte dalle istanze superiori. Il Coordinamento mette a disposizione il proprio bagaglio di conoscenza e esperienza convinto che solo un confronto serio possa districare questa ingarbugliata vicenda dando così un “boccata d’ossigeno” a territori oramai alla “canna del gas” (sia per quanto riguarda i trasporti che la qualità dell’aria). Confidiamo dunque che in tempi stretti si proceda ad attivare questi percorsi. Il tempo va scadendo. Ognuno degli attori coinvolti si assuma la propria responsabilità di fronte alla storia".
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