Incontro con Bonaccini a Medolla, il Coordinamento: “Visione novecentesca del sistema trasportistico”
MEDOLLA - Il Coordinamento Cispadano NO autostrada – SI strada a scorrimento veloce replica alle posizioni espresse dall'ex governatore dell'Emilia-Romagna Bonaccini nell’incontro pubblico tenutosi a Medolla lo scorso 12 dicembre:
"Bonaccini ancorato ad una visione novecentesca del sistema trasportistico ed in particolare per quanto riguarda l’asse cispadano. E’ quanto se ne deduce dalle argomentazioni espresse sia durante l’iniziativa pubblica tenutasi a Medolla nella serata del 12 dicembre scorso a cura del Circolo PD locale, sia al termine della stessa, a “microfoni spenti”, in un breve scambio di battute con Fausto Bocceda, esponente del Coordinamento presente alla serata. Uno dei temi dell’iniziativa era il consumo di suolo in ambito agricolo, presenti gli esponenti delle Associazioni di Categoria, a cui Bonaccini ha risposto citando il limite del 3% imposto dalla Legge regionale ma smentito da Bocceda visto che la stessa, L.R. 24/2017, non conteggia i nuovi insediamenti produttivi, logistici e infrastrutturali. Bonaccini ha poi tentato una difesa d’ufficio della costruenda Cispadana autostradale ribadendo la sua necessità come alternativa alla A1/A14 visti i forti limiti di assorbimento del traffico bolognese nel futuro “passante nord” confermando così quanto espresso a suo tempo dall’ex assessore Corsini che di fatto ammetteva che la Cispadana autostradale servirà per “distrarre” (spostare) traffico veicolare dal nodo di Bologna ai nostri territori (ecco spiegata la volontà di abbandonare il progetto di Cispadana a scorrimento veloce (C1) perpetrata fin dal 2006).
La parte più interessante è stata quella post-assemblea pubblica dove Bonaccini, incalzato dalle argomentazioni di Bocceda, ha ammesso che la realizzazione della Cispadana autostradale Reggiolo-Ferrara ha senso solo se si andrà con questo assetto fino a Ravenna (saranno interessanti le reazioni sulla trasformazione della Ferrara-mare in autostrada chiusa di cittadini e aziende del territorio). Di fatto la riesumazione del progetto regionale risalente ai primi anni 2000 definito “Grande rete autostradale” e dove il più corposo intervento riguardava la realizzazione di un unico corridoio autostradale conosciuto come “Collegamento dei due mari” dove per mari si intendeva l’Adriatico e il Tirreno collegando il Porto di Ravenna a quello di La Spezia (cosa del resto già possibile con l’esistente parallela linea ferroviaria eventualmente da potenziare) passando per Ferrara (linea Bologna-Padova-Venezia), Poggio Rusco (incrocio con la Bologna-Verona-Brennero) e Parma (linea Bologna – Milano). Ma se questo, realizzare l’autostrada, era già deplorevole nei primi anni di questo secolo, è ora, nel 2025, condannabile come colpevole mancanza di capacità di leggere i cambiamenti strutturali in atto che stanno portando alla evoluzione costante nel campo dei trasporti sulla base del progetto europeo (Corridoi Ten-T) già dal 2002 con il Libro Bianco della Commissione europea dei Trasporti e con maggiore evidenza con la realizzazione in corso del secondo tunnel ferroviario del Brennero (al 2032 non potranno più transitare merci su gomma) e il contemporaneo potenziamento di linea tra il Brennero e Verona.
Le posizioni di Bonaccini sono ancora più stridenti se si pensa che lo stesso, come presidente della Regione e in prospettiva ferroviaria, è stato propiziatore dell’accordo del 2017 con i maggiori movimentatori regionali di merci per spostare più merci possibile dalla gomma al ferro e l’accordo del 2023 con le ferrovie tedesche e austriache per il trasporto dei turisti sulla costa romagnola “per non intasare le autostrade” (parole di Bonaccini). Dunque perché impegnarsi con una nuova autostrada anziché optare per la realizzazione dei tratti mancanti di strada a scorrimento veloce che prevede un minor consumo di suolo agricolo (1/3 rispetto all’autostrada) per di più se combinata con la parallela ferrovia adibita al trasporto di merci e passeggeri nell’ambito di un territorio vasto (distanze medio-lunghe) nel contesto europeo? Come andranno le cose lo si potrà verificare presto nel tempo quando la Regione affronterà il tema del nuovo PRIT. In quella occasione si constaterà se c’è stato un reale cambio di passo con la nuova Amministrazione regionale (De Pascale in campagna elettorale: “riflettere sulle infrastrutture trasportistiche previste”) , viste anche le posizioni di AVS e 5S su questi temi, o se è ancora Bonaccini a dettare la linea politica sulle infrastrutture trasportistiche in E.R. (il lupo perde il pelo ma non il vizio)".
- Terremoto oggi in Grecia: scossa a Creta, paura ma nessun danno
- SuperEnalotto, jackpot continua a salire: tempistiche e come riscutere la vincita
- Mercosur -Ue, Lettera aperta: il "prezzo giusto" della terra modenese non è un numero a Bruxelles
- Domenica 15 marzo a Mirandola si presenta il libro "Metodo Montenegro" sulle cronache ironiche di un docente precario
- Da venerdì 20 marzo Fondazione Ago di Modena ospita la mostra di Alessandro Lupi “Così è, se ci appare”
- test
- Mercosur, il Parmigiano Reggiano può vincere la sfida: stop al “Parmesan” ma resta il nodo pesticidi











































































