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03 Maggio 2026
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Modena, inaugurato il nuovo Centro pasti

MODENA - Una capacità produttiva potenziale di oltre dieci mila pasti al giorno, con prodotti certificati, menu qualificati e la realizzazione di un’area verde all’esterno di una struttura sostenibile e innovativa.

Nella mattinata di oggi, sabato 29 novembre, è stato inaugurato il nuovo Centro pasti di Modena in via Giuseppe Fucà, in presenza anche del sindaco Massimo Mezzetti, dell’assessora alle Politiche educative Federica Venturelli, della Presidente di CIRFOOD Chiara Nasi e della Direttrice area Emilia di CIRFOOD Lorella Vignali.

La struttura, già attiva dall’inizio dell’anno scolastico, è frutto di un partenariato pubblico-privato tra il Comune di Modena e Modena Food Service, la Società di progetto costituita da CIRFOOD e Ing. Ferrari, per la costruzione del nuovo edificio e la gestione del servizio di ristorazione scolastica e socioassistenziale.

“Questo è molto di più di un edificio ma un progetto preciso di comunità e di benessere", ha sottolineato il sindaco Massimo Mezzetti. "La scelta di realizzare un partenariato pubblico-privato con CIRFOOD e Ing.Ferrari rappresenta per noi un progetto solido e molto attento alla sostenibilità ambientale. Dai 230 pannelli fotovoltaici sul tetto al frutteto didattico per le attività educative, sono molte le scelte che fanno di questo un luogo particolarmente significativo per la città. Il Comune di Modena conferma quindi una tradizione che lo caratterizza da più di 40 anni, con un nuovo centro pasti che consente grandi performance e mantiene al proprio interno questo servizio per la collettività".

Per l’assessora Venturelli “il nuovo Centro pasti, insieme alla recente inaugurazione della mensa alla primaria Sant’Agnese, e alle mense in corso di realizzazione alle scuole Buon Pastore, Giovanni XXIII, Leopardi e Rodari, conferma una scelta precisa dell’Amministrazione: considerare il pasto parte integrante del percorso educativo. Il tempo della mensa è infatti tempo di scuola, un’occasione di crescita che coinvolge bambini e famiglie e che si fonda sulla qualità e sulla sana alimentazione. Per questo, nonostante un contesto socioeconomico complesso e risorse statali sempre più limitate, come Comune abbiamo deciso di investire su una struttura moderna, sostenibile e tecnologicamente avanzata, anziché rinunciare al servizio come accaduto altrove. Il partenariato pubblico-privato ha permesso di realizzare un centro di cottura innovativo, che rafforza un modello in cui i costi per le famiglie restano accessibili e la città continua a garantire un servizio qualificante per bambine e bambini”.

In particolare, il progetto nasce attraverso lo strumento del project financing: enti locali e privati che uniscono le forze per opere e realizzazioni di pubblica utilità. CIRFOOD e Ing. Ferrari hanno avanzato una proposta di progetto e l’amministrazione comunale, dopo averla valutata, ha inserito il progetto di fattibilità negli strumenti di programmazione e indetto la gara per l’affidamento della concessione che si è aggiudicata Modena Food Service.

La società, che ha realizzato la nuova struttura in 18 mesi, con un investimento pari a circa 11.3 milioni di euro, gestisce il servizio di ristorazione per i prossimi 16 anni, trascorsi i quali l’edificio, di tipo strategico, entrerà a far parte del patrimonio comunale senza oneri aggiuntivi.

CIRFOOD, oltre che della produzione e della distribuzione dei pasti, si occupa, con personale formato, anche della somministrazione nelle scuole. “Questo progetto è per noi motivo di grande orgoglio – ha spiegato Chiara Nasi, Presidente CIRFOOD - non solo perché abbiamo dotato la città di Modena di un nuovo centro pasti, ancora più efficiente e performante, ma soprattutto perché è la prova evidente di quanto sia fondamentale, in questo tempo, una forte collaborazione tra pubblico e privato, per perseguire il bene comune e per innalzare la qualità dei servizi, con una forte attenzione al tema della sostenibilità. CIRFOOD è un’impresa cooperativa, che per sua natura mette sempre in primo piano un approccio intergenerazionale. E credo questo progetto ne sia un esempio concreto. Una partnership tra pubblico privato che porta occupazione, benessere, attenzione all’ambiente e cultura. Cibo, cultura e persone, i concetti che esprimono a pieno l’identità della nostra impresa e del nostro territorio”.

“La produzione dei pasti avviene in legame fresco- caldo: ciò significa che ogni mattina le materie prime fresche vengono lavorate e cucinate per poi essere conferite presso le scuole della città – spiega Lorella Vignali, direttrice area Emilia CIRFOOD – Le attrezzature utilizzate, inoltre, sono state scelte secondo tre criteri: la performance produttiva in relazione alla qualità dei piatti, l’efficienza e la sostenibilità dell’impatto ambientale e l’ergonomia, cioè l’attenzione al lavoro delle nostre persone”.

 

La struttura

Il nuovo Centro pasti, che sorge su un lotto di terreno concesso, in diritto di superficie, a titolo oneroso dal Comune, ha una superficie di circa 2mila 700 metri quadri. La capacità produttiva del centro è pari a circa 10mila pasti al giorno, grazie a sistemi sostenibili e innovativi.

L’edificio, ad alta efficienza energetica, è dotato di sistemi impiantistici che prevedono l’impiego di fonti energetiche rinnovabili. Tra questi, un impianto fotovoltaico in grado di sopperire ad almeno il 30 per cento del fabbisogno energetico annuo complessivo della struttura. Gli impianti di cui è fornita la struttura consentono, inoltre, di ottimizzare i costi di manutenzione con apparecchiature ad alta efficienza e affidabilità e un sistema di regolazione e controllo da remoto consentirà il monitoraggio dei consumi.

Le attrezzature di cottura, preparazione e mantenimento all’interno del centro sono ad alta efficienza energetica e dotate di tecnologie di industria 4.0, connettibili al sistema generale di monitoraggio e gestione del centro.

Rifiuti organici e oli esausti vengono conferiti a un impianto specializzato di digestione anaerobica da cui si originano compost e biometano. L’olio vegetale esausto è invece destinato a un impianto di bioraffineria per la produzione di biodiesel: in ottica di economia circolare, questa attività consente di compensare le emissioni dei mezzi, ibridi o elettrici, utilizzati per il trasporto dei pasti verso le scuole.

Questo nuovo stabile, si candida, inoltre, a ottenere il livello di certificazione Silver secondo il protocollo internazionale di sostenibilità Leed (istituito da Green Business Certification Inc): tra i migliori standard di riferimento in termini di risparmio energetico, riduzione delle emissioni e benessere ambientale interno.

 

Le aree verdi

All’esterno dell’edificio, il concetto di compensazione passa attraverso il verde, generando una protezione dell’area agricola a sud e residenziale a ovest.

In particolare, la progettazione del verde non si limita ad aumentare le piantumazioni esistenti, ma vede la realizzazione di un “frutteto didattico” che, oltre alla funzione ambientale, ha anche un ruolo culturale e educativo. Specie da frutto, tipiche del territorio (pero abate, melo campanino, prugno modenese, durone nero di Vignola, vitigno lambrusco Sorbara, Salamino e Grasparossa) saranno organizzate in piccole formazioni a filari.

Il frutteto, una volta completato, sarà a disposizione per attività didattiche volte a recuperare la conoscenza organolettica, culturale e sociale del patrimonio agroalimentare locale e, allo stesso tempo, garantire la trasmissione di saperi e tecniche di coltivazione.

Nelle aree esterne, infine, è stato realizzato un impianto di laminazione e di recupero delle acque piovane, che verranno poi impiegate per l’irrigazione del verde.

 

La proposta gastronomica

Mense sempre più inclusive, menù sani ed equilibrati e, soprattutto, la condivisione del cibo, a scuola, come grande opportunità per educare ad abitudini alimentari corrette per la promozione della salute e la prevenzione.

Il Comune di Modena, in questi anni, ha fortemente investito nella qualificazione delle sue mense scolastiche sia per raggiungere un ottimale livello in termini di qualità nutrizionale e sensoriale, che come strumento di food policy con il quale sviluppare politiche sociali ed economiche sul territorio, capaci di generare sviluppo.

Il tempo mensa è tempo scuola e la ristorazione scolastica è fondamentale per educare bambine, bambini e famiglie a una sana e corretta alimentazione. Anche per questo, la qualità nutrizionale del pasto scolastico è al centro del progetto ristorativo: negli anni i menu scolastici sono stati ripensati, evitando i cibi processati, garantendo monitoraggi sulla sicurezza del pasto e, al contempo, su un corretto bilanciamento nutrizionale.

La ristorazione scolastica garantisce, infatti, pasti dieteticamente equilibrati, sani e nutrienti (validati dal Servizio nutrizionale del Dipartimento di Igiene Pubblica dell’Azienda Usl di Modena), cucinati con derrate alimentari fresche di prima qualità, tenendo conto della stagionalità e della tradizione culturale gastronomica locale e regionale, con materie prime prevalentemente provenienti da agricoltura biologica.

Il Comune e CIRFOOD hanno, infatti, intrapreso, nel tempo, un percorso volto a elevare l’impiego di prodotti certificati biologici, Dop e Igp o a marchio “di Montagna” raggiungendo importanti traguardi. Infine, sono attivi progetti sperimentali volti all’utilizzo di prodotti tipici del territorio, per la realizzazione di piatti unici tradizionali (esempio “Gramigna al ragù emiliano”) e con pietanze ecosostenibili, che hanno un basso impatto ambientale e che vengono prodotte in modo etico. Mensilmente, infine, vengono proposti menu speciali che servono a vivacizzare il contesto scolastico, festeggiare alcune occasioni e festività, valorizzare particolari prodotti del territorio, e far conosce piatti delle tradizioni locali e regionali o di altri Paesi e culture.

 

 

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