“Diavoli della Bassa”, il bambino zero replica a Voci Vere: “Mi confronto solo con gli altri bambini vittime”
SAN FELICE E FINALE EMILIA - "Mi confronto solo con gli altri bambini vittime", e non con i genitori adottivi.
Dopo la presentazione del libro "Io bambino zero, come la giustizia ha fallito: la mia verità sul caso dei diavoli della Bassa modenese" (Vallardi) scritto da Davide Tonelli Galliera, Giordano Bindi, coordinatore del Gruppo Voci Vere Italia aveva chiesto un confronto con l'autore.
Il faccia a faccia però non ci sarà.
A dirlo è lo stesso Tonelli Galliera, dopo la richiesta di Bindi per un confronto "serio e paritetico, per smentire quanto detto in quella sede da alcuni oratori sul mio conto".
"Il signor Bindi non fa altro che usare le mie presentazioni per fare pubblicità al suo libro. Il confronto paritetico con me non lo avrà, solo gli altri ex bambini vittime di quella vicenda si meritano un confronto con me", ha ribadito Davide Tonelli Galliera all'invito dei gruppo Voci Vere- in particolare di Giorgdano Bindi, papà adottivo di una di quelle bambine coinvolte - di partecipare a un dibattito pubblico su suoi racconti.
Nessun confronto con Bindi, quindi, su una vicenda, quella dei pedofili della Bassa Modenese, tornata d'attualità con il podcast e la docuserie "Veleno" e poi con il libro scritto da Davide Tonelli Galliera, su Davide, il "bambino zero", uno dei 16 minori tolti alle famiglie di origine col sospetto di essere vittime di abusi sessuali e vittime e protagonisti di riti satanici all'interno dei cimiteri.
Sotto accusa il metodo psicologico per interrogare i minori adottato dai professionisti modenesi. Con la teoria del "disvelamento progressivo" si riteneva che il minore vittima di abuso riveli, in modo graduale, la sua storia solo se si crea un contesto in cui egli può parlare il più possibile, gli psicologi coinvolti hanno interrogato i bambini seguendo linee di incitamento ed insistenza.
Con l’utilizzo inappropriato di questa tecnica, i bambini furono sottoposti ad interrogatori lunghi e ripetitivi, atti a far dire loro non la verità, ma quel che gli adulti che li interrogano si attendono che essi rivelino.
In mezzo ai racconti di riti satanici e violenze, finì anche il parroco don Giorgio Govoni, che morì di infarto.
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