Accordo Aimag-Hera, a Medolla il centrodestra vota contro: “l’Aimag che oggi conosciamo, non ci sarà più”
MEDOLLA - Pubblichiamo la nota dei consiglieri comunali del centrodestra di Medolla sull'accordo Aimag-Hera.
Nelle scorse settimane anche il comune di Medolla si è apprestato a deliberare sulle sorti di Aimag.
Appare chiaro come ad oggi, visto il documento sottoposto al vaglio dei consiglieri, possa sembrare non esserci alternativa rispetto alla cessione della governance della nostra multiutility. Ma questo declino è stato reso possibile da un immobilismo ed una volontà, politica, originati negli scorsi anni. Non ci si può appellare all’indebitamento di Aimag, comunque in netto risanamento, quando un cda nel 2020 ha scelto di ricorrere a finanziamenti senza alcun tetto di garanzia.
Non si può presentare un documento, totalmente blindato, affermando che nell’ultimo anno sia stato avviato un percorso partecipato fatto di ascolti e proposte. Ogni miglioria o proposta sono da sempre state scartate, poiché quanto emerso durante il primo incontro di gennaio, è quanto, oggi, viene sottoposto al voto dei consigli. Difficile pensare che possa rappresentare un’opportunità per il futuro del nostro territorio. Come difficilmente possiamo credere che un colosso quotato in borsa, che risponde a rigide leggi di mercato, possa avere interessi nell’integrarsi con le modalità e le politiche adottate da un’azienda nata per rispondere a specifiche esigenze ed indirizzi del territorio.
Quello che gli amministratori faticano ad ammettere, è che l’Aimag che oggi conosciamo, non ci sarà più, e diventerà un stellite controllato dalla stessa azienda che, ad oggi, deteneva una percentuale di minoranza di Aimag stessa. E quel piccolo tesoretto, rappresentato dalle azioni di proprietà dei comuni, rasenterà un valore pari allo zero, dal momento che quelle azioni potranno essere acquisite unicamente da Hera stessa, in quanto controllante e socio di maggioranza.
La vicenda è stata mal gestita, e si è persa un’occasione per poter continuare a vantare la presenza di un’azienda identitaria del territorio. Un amministratore non può limitarsi a varare delibere senza essere in grado di condannare ciò ha portato a questa situazione. Quando un partito, un sistema, governato e controllato per anni da nomine politiche fallisce, non si possono cercare responsabilità legati ad eventi e crisi energetiche mondiali perché, la sola responsabilità da imputare, è soltanto all’interno di quel partito.
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