Cispadana, il Coordinamento: “Fuorviante chiedere chiarezza ad altri quando il problema è nel territorio”
Comunicato stampa del Coordinamento cispadano sul rinvio della gara per la Concessione A22 e sul recente comunicato del PD e Liste civiche dell’Area Nord della Provincia di Modena:
"E’ singolare la coincidenza temporale del rinvio della gara (Decreto del MIT del 26 giugno scorso) e l’ennesima richiesta (28 giugno scorso), di una parte di politica locale, di fare chiarezza sui tempi di realizzo della Cispadana (forse questi ultimi non si sono accorti del Decreto di rinvio ?). Rimane comunque incomprensibile tale richiesta per i seguenti motivi:
a) il nuovo rinvio della gara al 30 novembre prossimo è dovuto all’attesa del pronunciamento da parte della Corte di Giustizia europea sulla questione “prelazione”. I tempi della Corte non sono definibili e di conseguenza la stessa data della gara;
b) ammesso, e non concesso, che l’esito della gara sia a favore di Autobrennero la stessa Società non ha mai definito la tempistica per la realizzazione della Cispadana autostradale;
c) tempistica a parte, Autobrennero deve prima “chiudere “ il buco societario in ARC creato dal fallimento della COOPSETTE e altri (oltre 100 milioni di euro);
d) chiuso questo “buco” si dovrebbe trovare, da parte di Autobrennero, oltre un miliardo e 500 milioni per la realizzazione dell’autostrada (cifra non compresa nel P.P.P. presentato al Governo);
e) quando si parla di autostrada non si fa mai cenno all’esigenza di approntare, seriamente, piattaforme intermodali;
f) manca a tutt’oggi, dopo oltre 8 anni, il Piano Economico Finanziario (PEF) dell’opera giudicata, da Pattuzzi, Presidente di ARC, fallimentare !
Per contro il problema può essere risolto con:
1) lo stralcio del progetto Cispadana (di esclusiva competenza regionale) dalla concessione A22;
2) il ritorno al progetto della Cispadana inter-provinciale (strada a scorrimento veloce – C1) già approvato dalla Regione e sicuramente più rispondente alle necessità del territorio;
3) la tempistica definita dalla Regione senza altri interlocutori istituzionali (Governo, Ministero dei Trasporti);
4) l’opera cantierizzata con le risorse impegnate dalla Regione per l’autostrada;
5) l’opportunità di avere sul territorio “vasto” piattaforme intermodali, in particolare per il distretto mirandolese, già operative (vedi ad esempio la piattaforma Borsari già operante a Poggio Rusco) o da realizzare;
6) il potenziamento in atto di alcune tratte ferroviarie locali ed altre in progetto;
7) la realizzazione, che può procedere a stralci, di un primo lotto da Reggiolo a Mirandola della C1 (cosa suggerita alle forze politiche, amministratori locali e attività produttive da oltre un anno);
E’ dunque fuorviante, per usare un eufemismo, il continuo chiedere chiarezza e tempistiche certe ad altri quando il problema è prima di tutto nel territorio e quindi chiediamo:
- le forze politiche e gli amministratori hanno ben chiara l’esigenza trasportistica e viaria di questo territorio ?
- gli stessi soggetti hanno una seppur minima idea di come sia cambiata, e cambierà nel prossimo futuro, la filosofia di trasporto, sia di persone che merci, con l’apertura del secondo tunnel ferroviario del Brennero, la attuazione di vari progetti di inter-modalità e gli accordi, sia regionali che internazionali, sottoscritti su questo tema?
- hi guarda ancora con favore verso la luna (l’autostrada) si è accorto che la luna (l’autostrada) non è più coerente (patto che lo sia mai stata) con un futuro economicamente e ambientalmente sostenibile ed in totale contraddizione rispetto agli obbiettivi illustrati dalla Regione nel convegno del 30 ottobre 2023 dal titolo: “verso la de-carbonizzazione dei trasporti”?
Lo chiediamo e attendiamo risposte coerenti e concrete".
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