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07 Maggio 2026
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Tumore alla vescica, Merck al Giro d’Italia con la campagna ‘Non girarci intorno’

(Adnkronos) - In un contesto in cui la sfida ai tumori richiede un approccio sempre più integrato e capillare, Merck Italia si conferma protagonista attiva nel promuovere la prevenzione, la diagnosi precoce, la sensibilizzazione e l'umanizzazione delle cure in ambito oncologico. In occasione del Mese della consapevolezza sul cancro alla vescica, l'azienda rinnova il suo impegno a fare la differenza nella vita dei pazienti e di chi se ne prende cura, con la campagna 'Non girarci intorno', patrocinata da Fiaso (Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere), Simg (Società italiana dei medici di medicina generale e delle cure primarie), Siuro (Società italiana di uro-oncologia) e Associazione Palinuro (Pazienti liberi dalle neoplasie uroteliali). L'iniziativa di Merck Italia intende sensibilizzare sui tumori della vescica e promuovere la conoscenza dei sintomi, così da favorire una diagnosi tempestiva che possa contribuire a salvare vite. In un'ottica di comunicazione capillare e di coinvolgimento diretto, la campagna si lega al Giro d'Italia, uno degli eventi sportivi più seguiti nel nostro Paese, di cui Merck è official partner.  Il messaggio di prevenzione e sensibilizzazione sul tumore della vescica - si legge in un una - raggiungerà direttamente le piazze e gli appassionati di ciclismo: in ogni tappa di arrivo Merck sarà presente al villaggio del Giro con uno stand, in cui il pubblico riceverà materiali divulgativi sulla patologia e parteciperà a momenti di edutainment. A questo si aggiungeranno attività di comunicazione mirate, anche sui canali digitali di Merck Italia, e momenti di confronto con esperti, per rompere il silenzio su questa patologia, spesso sottovalutata o trascurata, e stimolare un’attenzione più consapevole tra la popolazione. L'iniziativa di Merck Italia è in linea con la crescente attenzione al tema della prevenzione da parte delle istituzioni e della politica. "Come Governo e ministero della Salute - dichiara il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato - ci poniamo l'obiettivo di promuovere una maggiore consapevolezza tra i cittadini, affinché possano prevenire l'insorgenza di patologie che, grazie alla conoscenza e alla diagnosi precoce, possono essere intercettate per tempo. Oltre a garantire migliori esiti di salute, questo approccio ci consente allo stesso tempo di salvaguardare la sostenibilità del Ssn. Ben vengano quindi iniziative di educazione sanitaria che si avvalgano di partnership virtuose tra professionisti della salute, associazioni di pazienti e industria. Solo attraverso un dialogo costruttivo e un impegno congiunto tra tutti gli attori del sistema possiamo costruire un futuro più sano e sostenibile per tutti". 'Non girarci intorno' - prosegue la nota - si inserisce in un più ampio piano di educazione alla salute in ambito oncologico, con una particolare attenzione al tema dell'umanizzazione delle cure, che distingue l'impegno di Merck in quest'area terapeutica. "Il nostro obiettivo è contribuire a costruire una cultura della prevenzione che coinvolga tutti, dai cittadini ai professionisti sanitari - afferma Ramón Palou de Comasema, presidente e amministratore delegato Healthcare di Merck Italia - Vogliamo portare questo messaggio di conoscenza e attenzione ai sintomi della patologia in un contesto di grande visibilità come il Giro d'Italia, perché nella sfida ai tumori una diagnosi precoce può fare davvero la differenza. Non ci limitiamo allo sviluppo e all'offerta di soluzioni terapeutiche all'avanguardia, ma andiamo 'oltre il farmaco' con iniziative di prevenzione e sensibilizzazione. Facciamo ciò coinvolgendo tutti gli attori del sistema salute (medici e società scientifiche, associazioni di pazienti e istituzioni), e sperimentando formati e canali sempre diversi, per raggiungere il maggior numero di persone possibile".  Il tumore della vescica è il secondo tumore urologico più comune dopo quello alla prostata e in Italia nel 2024 sono stati diagnosticati 31.016 casi. E' più comune tra i 60 e i 70 anni ed è quasi 4 volte più frequente negli uomini che nelle donne. Il principale fattore di rischio per questa neoplasia è il fumo di sigaretta. Il carcinoma uroteliale è il tipo più frequente di tumore della vescica (rappresenta circa il 90% dei casi).  "Innovazione, tecnologia e un costante miglioramento della pratica clinica quotidiana, con un approccio sempre più multidisciplinare - spiega Sergio Bracarda, presidente nazionale Siuro - hanno permesso di arrivare a risultati importanti nella cura delle principali neoplasie urologiche. I trattamenti sono oggi mediamente più efficaci e in grado di aumentare le aspettative di vita anche per forme avanzate di malattia. Rimane tuttavia importante sensibilizzare l'opinione pubblica sui principali fattori di rischio evitabili, e tra questi il fumo di sigaretta, l'esposizione ad alcune sostanze chimiche e alcune condizioni croniche come le infezioni delle vie urinarie. E' inoltre importante informare su quei segni o sintomi che possono costituire campanelli d'allarme, ad esempio la presenza di sangue nelle urine (ematuria) per le neoplasie vescicali, e portare ad una diagnosi più precoce di malattia".  Il rischio di sviluppare un tumore alla vescica è aumentato dall'esposizione cronica alle ammine aromatiche e alle nitrosamine (frequente nei lavoratori dell'industria tessile, dei coloranti, della gomma e del cuoio) e da eventuali radioterapie che hanno coinvolto la pelvi. I sintomi con cui si può presentare questa neoplasia sono comuni ad altre condizioni fisiologiche e patologiche dell'apparato urinario e si possono manifestare con la presenza di sangue nelle urine (ematuria), la formazione di coaguli, la sensazione di bruciore alla vescica quando si comprime l’addome, difficoltà a urinare e dolore associato alla minzione, e una maggior facilità a contrarre infezioni delle vie urinarie.  "Il medico di medicina generale riveste un ruolo cruciale nella prevenzione e nella gestione dei tumori - sottolinea Alessandro Rossi, presidente Simg - E' fondamentale che il medico di famiglia sia in grado di aiutare il paziente a riconoscere i sintomi sospetti e, qualora necessario, di indirizzarlo tempestivamente verso visite specialistiche e approfondimenti diagnostici. Un approccio proattivo e consulenziale può fare la differenza, consentendo interventi tempestivi che possono salvare vite e migliorare le prospettive di cura. La collaborazione tra medico di famiglia e specialisti rappresenta dunque un elemento chiave nel percorso di tutela della salute dei cittadini anche in ambito oncologico. E' per questo che sosteniamo fortemente iniziative come quelle di Merck, che ricoprono un ruolo fondamentale in questa sfida". Giovanni Migliore, presidente Fiaso, rimarca che "la prevenzione è un gesto di responsabilità e di cura verso se stessi e gli altri. Portarla lungo le strade del Giro d'Italia significa renderla accessibile, concreta, parte della vita quotidiana. Siamo orgogliosi di sostenere un progetto che unisce sport, salute e territorio, perché promuovere la cultura della prevenzione vuol dire costruire una sanità più equa, vicina alle persone e capace di fare davvero la differenza nella vita dei pazienti oncologici e dei loro caregiver in ogni parte d'Italia".  "Abbiamo patrocinato con grande piacere e forte convinzione la campagna - conclude Edoardo Fiorini, presidente Associazione Palinuro - Lavoriamo per non fare mai sentire sola la persona con tumore alla vescica, e momenti come il Giro d'Italia sono utili a sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica su tutti i problemi che gravano sui pazienti e dare voce ai loro bisogni e alle loro esperienze".  ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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