“Modena Disegna Legalità”, domenica 11 maggio arriva l’assessora regionale alla Legalità Elena Mazzoni
MODENA - Tre giornate di iniziative, libri, musica e teatro per la diffusione sul territorio della cultura della legalità.
È così che “Modena disegna la legalità” fino a domani, 11 maggio, riunendo cittadini, istituzioni, università e le realtà territoriali interessate a contrastare le mafie sul territorio modenese.
L’iniziativa è patrocinata da Regione Emilia-Romagna, Avviso Pubblico, Comune di Modena e Tavolo della Legalità, Unimore ed è realizzata in collaborazione con diversi soggetti del territorio.
Numerosi gli eventi di formazione specifici per insegnanti, studenti, professionisti e lavoratori, presentazioni di libri e dibattiti, oltre a un concerto e uno spettacolo teatrale: tutti avranno come filo conduttore la legalità e il contrasto alle mafie.
Domani, domenica 11 maggio, l’assessora regionale alla Legalità e Agenda digitale, Elena Mazzoni, parteciperà al seminario “Da bene confiscato a bene comune: storie a lieto fine di riuso sociale”, presso il Dipartimento di Giurisprudenza di Unimore (via San Geminiano 3, Modena).
Il seminario, in programma alle ore 9.30 in Aula Magna, sarà occasione di confronto sulla restituzione di beni confiscati alle mafie alla collettività e la loro nuova vita come risorse per il territorio e simboli concreti di riscatto e legalità. Interverranno amministratori locali, esperti, rappresentanti del mondo accademico e delle associazioni.
Il patrimonio immobiliare confiscato alla criminalità organizzata in Emilia-Romagna è cresciuto in modo significativo negli ultimi anni, arrivando a oltre 300 immobili di varia natura, con una forte concentrazione nelle province di Parma e Reggio Emilia. Di questi, 84 sono già stati destinati a finalità sociali, in particolare 56 agli enti locali, grazie anche al contributo regionale di oltre 7,2 milioni di euro dal 2011 ad oggi.
"L’impegno della Regione- spiega l’assessora Mazzoni- va nella direzione di un aumento delle risorse (+7,5% nel 2025) per sostenere i Comuni nel recupero di questo patrimonio, promuovendo modelli innovativi di gestione, il coinvolgimento del terzo settore e delle comunità locali, e percorsi di formazione per il personale degli enti locali. È necessario ridurre i tempi tra sequestro e confisca definitiva, favorire assegnazioni provvisorie e diffondere le buone pratiche, in raccordo con l’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati, per garantire il buon esito delle iniziative di recupero sociale".
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