Premio di studio “Legalità e territorio”, vince Asia Ouargziz con un elaborato sulla discarica di Finale Emilia
MODENA - Asia si è concentrata sui reati ambientali con specifico riferimento a un caso emerso a Finale Emilia, Luciano Francesco sul gioco d’azzardo contestualizzando il fenomeno nel territorio della provincia di Modena. Andrea ha approfondito il tema della corruzione e degli strumenti programmatici di prevenzione delle Amministrazioni locali del territorio, mentre Akra ha affrontato il fenomeno corruttivo in India.
Sono i quattro studenti che sono stati premiati presso il Dipartimento di Giurisprudenza in via San Geminiano 3, in occasione della tre giorni “Modena disegna la legalità”, nell’ambito della quarta edizione del Premio di studio “Legalità e territorio”.
Presenti l’assessore a Legalità e territorio Vittorio Ferraresi, l’assessora all’Istruzione Federica Venturelli e i direttori del Dipartimento di Giurisprudenza Carmelo Elio Tavilla, del Dipartimento di Ingegneria Francesco Leali e del Dipartimento di Economia Tommaso Fabbri.
Il Premio di Studio “Legalità e Territorio” mira alla promozione e all’incentivazione tra le giovani generazioni dello sviluppo della coscienza civile, costituzionale e democratica, con la collaborazione del Centro studi e documentazione sulla Legalità, istituito presso il Dipartimento di Giurisprudenza di Unimore. Di fatto il Premio, rivolto a studenti o dottorandi dell’Università di Modena e Reggio Emilia appartenenti ai Dipartimenti di Giurisprudenza, Economia “Marco Biagi” e Ingegneria “Enzo Ferrari”, nonché agli iscritti ai corsi di laurea speciali dei suddetti tre Dipartimenti, ha l’obiettivo di sostenere lo studio e l'analisi, da parte dei giovani delle tematiche connesse alla prevenzione della criminalità economica ed organizzata.
La scadenza per la presentazione delle domande, inizialmente fissata per fine ottobre 2024, è stata prorogata al 16 dicembre, estendendo la partecipazione oltre che agli iscritti all’anno accademico 2023-2024 anche agli iscritti 2024-2025.
In particolare, gli ambiti di studio con cui gli studenti si sono cimentati sono stati l’elusione, evasione fiscale e riciclaggio, la corruzione, il lavoro irregolare, i reati ambientali e il gioco d’azzardo. Su uno di questi temi i partecipanti dovevano presentare, alternativamente, un elaborato scritto consistente in un lavoro giornalistico o un documentario multimediale, di natura inedita.
Entro la data di scadenza prevista dal bando, sono pervenute 10 domande di partecipazione, tutti per la sezione scritta; non sono invece pervenuti lavori per la sezione multimedia. Per la valutazione, la Commissione, composta da docenti di Unimore e da rappresentanti del Comune di Modena, sono stati tenuti in considerazione i seguenti elementi: aderenza dell’elaborato all’argomento scelto; rapporto con il territorio di Modena; capacità critica ed espositiva; originalità; rigore nell’utilizzo delle fonti.
In questa edizione sono quindi stati premiati questi quattro studenti con il primo premio (1.500 euro) per la sezione scritta e tre menzioni d’onore sempre per la sezione scritta (1.000 euro ciascuno).
Il primo premio è stato assegnato ad Asia Ouargziz, iscritta al corso di laurea di Giurisprudenza, con l'elaborato “La tutela penale dell'ambiente. Alla ricerca di ecogiustizia: il caso della Discarica Feronia di Finale Emilia”.
Una menzione d’onore è stata data a Luciano Francesco Bertolani, iscritto al corso di Laurea del Dipartimento di Economia, con l'elaborato: “Quanto costa la fortuna? Dati, fatti e riflessioni sul gioco d'azzardo”. Un’altra menzione d’onore è arrivata anche ad Andrea Nicolini, iscritto al corso di laurea del Dipartimento di Giurisprudenza, con l'eleborato “Uno sguardo alla corruzione tra politica criminale, prevenzione e realtà territoriale”.
La Commissione, ad unanimità, in considerazione del fatto che non è stato assegnato il premio per la sezione multimedia, ha deciso di assegnare una ulteriore menzione d’onore anche per Akra Roychoudhory, iscritto al corso di laurea interateneo Unibo-Unife-Unipr e del Dipartimento di ingegneria Enzo Ferrari di Unimore, con l'elaborato “Dove giace la speranza: Un bilancio sulla corruzione in India”, che presentava articolate riflessioni connesse anche a temi etici quali la mancanza di responsabilità e il senso di indifferenza connesse al fenomeno corruttivo.
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