Medicina, in Abruzzo prima terapia genica per la maculopatia
(Adnkronos) - E’ stato eseguito a Chieti, nel policlinico dell’Università d’Annunzio di Chieti-Pescara, il primo intervento di terapia genica sperimentale per la maculopatia legata all’età. L’intervento, unico in Abruzzo e tra i pochissimi in Europa, è stato effettuato dal professor Rodolfo Mastropasqua, Ordinario di Malattie dell’apparato visivo presso il Dipartimento di Neuroscienze Imaging e Scienze Cliniche dell’Università. Si tratta di una terapia innovativa che ha l’obiettivo di trattare una patologia agendo direttamente sulle basi genetiche, fornendo all’organismo una copia corretta di un gene difettoso o un altro gene che possa compensare il malfunzionamento. La maculopatia colpisce entrambi gli occhi anche in tempi diversi, si può riscontrare dopo i 50 anni ed è la prima causa di cecità e di ipovisione oltre i 65 anni, comincia con visione sfuocata ma prevalentemente distorta fino ad impedire la visione per vicino e per lontano, cambiando la vita dei pazienti che non potranno più leggere, guidare, lavorare al terminale e anche guardare nel proprio piatto per mancanza della visione centrale. In Italia sono affetti da maculopatia oltre un milione di persone. Questa patologia che spesso può essere veloce e aggressiva, esiste in due forme: secca ed umida. Quest’ultima oggi viene curata con una serie di punture annue di anti-Vegf (farmaci che inibiscono la formazione di nuovi vasi sanguigni). La terapia funziona ma va somministrata ogni uno o due mesi per tutta la vita con un notevole peso economico per le Asl e psicologico per i pazienti e per gli accompagnatori (indispensabili perché i pazienti sono ipovedenti). Ma ecco che potrebbe arrivare la svolta. "Con la terapia genica insegniamo alla retina a produrre anti-Vegf autonomamente con l’obiettivo finale di fare un solo intervento che durerà tutta la vita - afferma Mastropasqua - la tecnica è molto sofisticata: si inserisce dentro l’occhio un vettore, fatto da un virus benigno, che serve per trasportare nelle cellule retiniche del paziente le informazioni genetiche affinché possa indurre la retina del paziente a produrre autonomamente le molecole anti-Vegf. In questo modo non servirà più immettere farmaci con punture oculari". Il Centro di genetica oculare di UdA e Asl di Chieti - riporta una nota - fondato da Rodolfo Mastropasqua insieme al Magnifico Rettore Stuppia, genetista di chiara fama, è tra i primissimi e pochissimi centri europei ad effettuare questa chirurgia e a partecipare a questa sperimentazione. "Mantenere e conservare la vista con un solo intervento, soprattutto se effettuato precocemente, può non solo fermare ma addirittura migliorare la qualità della visione e della vita di questi pazienti e contemporaneamente risparmi economici notevoli per lo Stato. Ora – conclude Mastropasqua - attendiamo i risultati cumulativi dei pochi centri al mondo che stanno effettuando questa terapia sperimentale per stabilirne la reale efficacia nel tempo". ---salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
- Terremoto oggi in Grecia: scossa a Creta, paura ma nessun danno
- SuperEnalotto, jackpot continua a salire: tempistiche e come riscutere la vincita
- Mercosur -Ue, Lettera aperta: il "prezzo giusto" della terra modenese non è un numero a Bruxelles
- Domenica 15 marzo a Mirandola si presenta il libro "Metodo Montenegro" sulle cronache ironiche di un docente precario
- Da venerdì 20 marzo Fondazione Ago di Modena ospita la mostra di Alessandro Lupi “Così è, se ci appare”
- test
- Mercosur, il Parmigiano Reggiano può vincere la sfida: stop al “Parmesan” ma resta il nodo pesticidi
Ultime 24h
I più letti
Most Read Posts
- Università, Tor Vergata seconda in Italia in Neuroscienze, Matematica e Biologia molecolare
- Barilla, campagna stampa e digital per celebrare memoria e passione
- Inter campione d'Italia, lo scudetto è nerazzurro: la videonews
- Iran, nuova proposta agli Usa. Trump: "Non accettabile ma parliamo". Piano Usa per liberare le navi a Hormuz












































