Intitolazione di una via di Mirandola a Sergio Ramelli, Pulitanò (FdI): “Anpi si sciacqui la bocca prima di nominarlo”
MIRANDOLA - "Trovo assolutamente gravi e sconcertanti le parole dell’Anpi della sezione di Mirandola sulla volontà del Consiglio comunale della città dei Pico di voler intitolare una via a Sergio Ramelli in occasione del 50° anniversario della sua uccisione" attacca Ferdinando Pulitanò, presidente provinciale e consigliere regionale di Fratelli d'Italia.
"Può essere che l’ANPI abbia qualche problema di memoria per questo ci terrei a rinfrescargliela: Sergio era un ragazzo la cui unica colpa fu quella di aver scritto un tema contro le Brigate Rosse e per questo venne assassinato da 8 persone di Avanguardia Operaia a colpi di chiave inglese. Ma non morì immediatamente, ci vollero 47 giorni di agonia in ospedale durante i quali per i suoi amici era impossibile andare a trovarlo in quanto gli ingressi erano sorvegliati. Persino per i suoi funerali non ebbe pace. Tutto questo avvenne nel pieno silenzio delle Istituzioni e da parte di chi copriva in quegli anni le organizzazioni extraparlamentari di sinistra con mancate prese di posizione chiare o silenzi colpevoli, ANPI compresa" continua l'esponente di Fratelli d'Italia.
"Ricordare Sergio" - afferma Pulitanò "non è ricordare un militante del Fronte della Gioventù ma un ragazzo innocente di soli 18 anni la cui vita fu strappata dalla violenza politica di quegli anni. L’ANPI, invece di facilitare una riconciliazione, evidentemente preferisce continuare a seminare odio ed ad alimentare divisioni che favoriscono solamente una pericolosa rimozione del principio di umanità che dovrebbe appartenere a tutti al di là delle appartenenze ideologiche e politiche. Non riconoscere che Sergio sia una vittima dell’odio politico, lo stesso odio che l’ANPI alimenta con comunicati di questo genere, significa voltare le spalle alla verità e negare i valori fondanti della nostra Repubblica. Evidentemente a nulla sono serviti vari interventi di esponenti di sinistra che in questi anni hanno provato a riconciliarsi, a nulla è servita la presenza del sindaco di Milano, Giuseppe Sala, alla commemorazione per i 50 anni della morte di Sergio, a niente il ricordo di Walter Veltroni, totalmente inutile è stata la presenza di Stefano Bonaccini all’intitolazione della via a Modena dedicata a Ramelli. A quanto pare l’odio politico dell’ANPI ha bisogno ancora di tempo per spegnersi. L’ANPI si sciacqui la bocca prima di nominare Sergio Ramelli e inizi a riflettere sul proprio ruolo e sulle proprie responsabilità" conclude Pulitanò.
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