Intitolazione di una strada di Mirandola a Sergio Ramelli, Anpi: “Atto inaccettabile che ignora storia e Costituzione”
MIRANDOLA - Nota stampa dell'Anpi Sezione Mirandola:
"Abbiamo appreso con viva preoccupazione del voto favorevole del Consiglio Comunale all'intitolazione di una via o un parco a Sergio Ramelli. Premesso che non c'è - né mai ci potrà essere - nulla da minimizzare sulla morte di un giovanissimo ragazzo ucciso, ribadiamo con fermezza la nostra totale opposizione a questa scelta, che riteniamo profondamente sbagliata e divisiva. Intitolare uno spazio pubblico a Sergio Ramelli, militante di un'organizzazione neofascista, non è un atto di ricordo, ma una celebrazione inaccettabile di un passato oscuro e violento, in linea con quanto purtroppo avviene in altre parti d'Italia dove peraltro questa scelta ha fatto scaturire scontri accesi all’interno della società civile. La tragica morte di Ramelli, avvenuta per mano di militanti della sinistra extraparlamentare, non può e non deve essere strumentalizzata per riabilitare un'ideologia che la nostra Costituzione ripudia con chiarezza. Ricordiamo che l'articolo che vieta l'esaltazione del fascismo è un pilastro della nostra Repubblica democratica, nata dalla Resistenza contro l'oppressione nazifascista.
La toponomastica di una città democratica non può e non deve essere ostaggio di revisionismi storici e nostalgie fasciste, è necessario onorare figure che si sono distinte per i valori di democrazia, antifascismo e giustizia sociale, non persone legate a movimenti che hanno seminato odio e violenza. Ricordiamo inoltre che poco tempo fa, in consiglio comunale, ci fu un voto negativo all’intitolazione a Berlinguer di un parco. Berlinguer un uomo che ha fatto della democrazia un credo, che si è sempre battuto per i diritti dei lavoratori, per la pace, il disarmo, che ha promosso l’ecologismo e la lotta alla mafia. E ora invece intitoliamo una via a Ramelli con tanto magari di festeggiamenti di gruppi di estrema destra come accaduto in diverse città italiane?
Per queste ragioni, con la massima determinazione, chiediamo alle Istituzioni competenti e all'Amministrazione Comunale di revocare immediatamente questa decisione inopportuna e divisiva. Ci auguriamo che l'Amministrazione, che pochi giorni fa festeggiava con noi il 25 aprile, dimostri la saggezza e il rispetto per i valori costituzionali necessari per annullare questo grave errore".
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