Mirandola, “Il sistema carcerario tra detenzione e rieducazione”: gli studenti del “Luosi Pico” incontrano i detenuti
MIRANDOLA - Da diversi anni l'Istituto di Istruzione Superiore “Luosi Pico” di Mirandola, progetta e persegue un progetto innovativo rivolto agli studenti delle classi quinte per approfondire il significato dell’articolo 27 della Costituzione Italiana, quello che sancisce i principi legati alla responsabilità penale, alla funzione rieducativa della pena e al rispetto della dignità umana anche nei contesti di privazione della libertà. Il progetto è figlio del prof. Claudio Rampelli, storico insegnante di Diritto ed economia politica dell’Istituto oggi in pensione, che lo ha inventato nel lontano 2014, ed è attualmente organizzato dal prof. Angelo Tucci.
Questo progetto che, porta il titolo “Il sistema carcerario tra detenzione e rieducazione”, è parte di un più ampio progetto del Dipartimento di Diritto ed Economia politica dell’Istituto, chiamato LegalMente, e gode del pieno appoggio della dirigente scolastica, prof.ssa Rossella Di Sorbo, la quale, infatti, non ha mai fatto mancare il suo sostegno sia dal punto di vista didattico, che economico e burocratico, ed, infine, è stato fatto proprio dalla Commissione di Educazione civica, presieduta dal prof. Claudio Carretti, che lo ha inserito nel Curriculum di educazione civica ed è stato inserito dalla prof.ssa Maria Luisa Rago (Referente TPCO) tra i Moduli orientativi dell’Istituto. Il progetto si propone di sensibilizzare i giovani su temi di grande rilevanza civile e giuridica, come il sistema penitenziario, la funzione rieducativa della pena e la necessità di promuovere il reinserimento sociale dei detenuti. L'iniziativa è nata dalla consapevolezza dell’importanza di trasmettere ai futuri cittadini valori di inclusione, comprensione e rispetto dei diritti umani, anche nei confronti di coloro che stanno scontando una pena. Il programma si svolge in due fasi principali:
1. Approfondimento teorico: Le classi quinte, con il supporto di insegnanti di diritto, educazione civica e lettere, partecipano a lezioni e seminari sull’articolo 27 della Costituzione. Attraverso lo studio dei principi costituzionali, i ragazzi approfondiscono tematiche complesse come la presunzione di non colpevolezza, il divieto di trattamenti inumani, e il ruolo della pena come strumento di reinserimento e non di vendetta.
2. Visite didattiche agli istituti penitenziari: Dopo aver maturato una solida base teorica, gli studenti visitano diversi istituti penitenziari. Qui, grazie alla collaborazione con il personale dell'amministrazione penitenziaria e con associazioni di volontariato, hanno l’opportunità di confrontarsi direttamente con la realtà carceraria e comprendere le sfide e le difficoltà di chi vive e lavora in questo contesto.
Il programma di quest’anno si articola in:
- Una giornata didattica-conferenziale rivolta alle classi quinte dell’Istituto e tenuta dal prof. Angelo Tucci, referente del progetto insieme alla prof.ssa Vania Piccinini (che dirige il Dipartimento di diritto ed Economia), dal prof. Walter Loddì (che dirige il Dipartimento di Storia e Filosofia) e dal Dott. Roberto Cavalieri (Garante dei diritti dei carcerati della Regione Emilia-Romagna).
- Visione del Film “Ariaferma” (di Leonardo di Costanzo, 2021), con annesse spiegazioni di parti significative del film da parte della Prof.ssa (UNIBO) Elisa Mandelli.
- Ben 7 visite didattiche presso quattro diversi Istituti carcerari della nostra Regione, e nello specifico: 1) Casa Circondariale “Costantino Satta” di Ferrara; 2) Casa Circondariale “Sant’Anna” di Modena; 3) Casa di Reclusione di Castelfranco Emilia; 4) Casa Circondariale “Rocco D’Amato” di Bologna.
Le visite agli istituti penitenziari sono state progettate non solo come un’esperienza didattica, ma come un momento di riflessione. Gli studenti possono interagire con detenuti selezionati per i progetti rieducativi, comprendere le loro storie e vedere in prima persona come il carcere non sia solo un luogo di espiazione, ma anche un ambiente dove si cerca di ricostruire una prospettiva di vita per il futuro. Gli incontri con gli operatori penitenziari e gli educatori completano il quadro, offrendo agli studenti un’immagine a 360 gradi del sistema penale italiano. Durante questi incontri, i ragazzi scoprono come vengono attuati i programmi di rieducazione e di reinserimento e ascoltano testimonianze che toccano temi come il lavoro in carcere, la formazione professionale e le attività educative, tutte finalizzate a dare ai detenuti una seconda possibilità. Il progetto ha suscitato (negli anni passati) grande interesse e partecipazione da parte degli studenti, che hanno potuto confrontarsi con realtà di cui, nella vita quotidiana, si tende a ignorare l’esistenza o a considerare con pregiudizio. Gli studenti hanno avuto l'opportunità di mettere in discussione stereotipi e preconcetti, avvicinandosi alla complessa realtà del sistema penale in modo critico e consapevole.
Molti studenti, a seguito delle visite, negli anni passati hanno scelto di approfondire questi temi per l'elaborazione del loro progetto di maturità. Alcuni di loro hanno, inoltre, manifestato interesse per possibili carriere in ambito giuridico, sociale o educativo, ispirati dall’esperienza vissuta durante il percorso. L’Istituto “Luosi Pico” è convinto che questo progetto rappresenti un passo importante verso una scuola che non solo istruisce, ma educa alla cittadinanza e al rispetto dei diritti fondamentali. Il progetto sull’articolo 27 della Costituzione si inserisce, infatti, in un più ampio percorso di educazione civica che mira a formare cittadini consapevoli e responsabili. L’iniziativa dimostra come la scuola possa aprire una finestra su realtà delicate e complesse, aiutando gli studenti a maturare una comprensione profonda dei valori costituzionali e del significato della dignità umana.
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