Lettera aperta al presidente dell’Emilia-Romagna e al presidente dell’Assemblea legislativa dal Comitato contro ogni autonomia differenziata
Lettera aperta indirizzata al nuovo presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, e al nuovo presidente dell'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna, Maurizio Fabbri, da parte del "Comitato Emilia-Romagna contro ogni autonomia differenziata, per l’Unità della repubblica e l’uguaglianza dei Diritti":
"Oggetto: Legge di iniziativa popolare: “Con la presente legge la Regione Emilia-Romagna interrompe il processo in corso diretto all’acquisizione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia ai sensi dell’art.116 comma III Cost.”.
Riteniamo utile e doveroso nei confronti dei cittadini sottoscrittori della proposta di legge di iniziativa popolare validata nel luglio 2023 (v. allegata delibera Consulta di garanzia statutaria-legislatura XI), chiedere formalmente che tale proposta di legge venga sottoposta all’esame ed alla discussione del Consiglio regionale al più presto, in una delle prossime sedute. È a nostro avviso utile sottolineare come, anche a seguito della fondamentale sentenza della Corte Costituzionale n. 192/2024, rimanga l’interesse dei cittadini sottoscrittori a che la nostra Regione faccia chiarezza, nell’ambito del proprio ordinamento, sulla posizione da assumere riguardo all’autonomia differenziata. Non possono ritenersi sufficienti a tal fine, le pur apprezzabili dichiarazioni pubbliche del Presidente de Pascale, che si riportano nei punti salienti: “le pre-intese furono un errore, io mi batterò perché ci si fermi; ho un’altra idea di autonomia e non da azionare tramite l’art 116: è l’autonomia dei Comuni, autonomia di prossimità”. Dichiarazioni queste, tuttavia, che possono apparire contradditorie con altre successive: “ci vuole un'autonomia bipartisan”.
Queste importanti dichiarazioni programmatiche necessitano di precisi passaggi istituzionali che assumano una univoca linea politica e forniscano risposte formali conclusive su questo delicato tema, nel pieno rispetto dei principi costituzionali magistralmente sussunti nella recentissima sentenza -su citata- della Consulta. Con questa pronuncia la Corte dichiara incostituzionali le norme della Legge 86/2024, che contrastano col principio di Unità della Repubblica e della rappresentanza politica; le norme che contrastano con l'esigenza di assicurare ai cittadini diritti essenziali uniformi nelle prestazioni; afferma essere incostituzionale il criterio prescelto dal legislatore ordinario sul trasferimento di potestà legislativa dallo Stato alle regioni richiedenti: possibile richiedere solo trasferimento di funzioni per meglio rispondere a particolari esigenze del territorio, da dimostrare, tenendo conto del fondamentale principio di sussidiarietà. È evidente che, se si vuole comunque perseguire la strada dell'autonomia, ci si deve attenere a quanto disposto in particolare dall'art 5 Cost e dalla su ricordata pronuncia. La strada è tracciata in modo netto e preciso: difficile oggi una scelta bipartisan.
Necessario poi è il riferimento alle delibere regionali con cui fu conferito, sin dal 2018, al Presidente della giunta il potere di negoziare con il Governo pro-tempore il trasferimento di materie legislative. Altrettanto necessario riferimento è alla negoziazione effettivamente portata avanti e confluita nelle pre-intese concordate negli anni 2018-2019 con i Governi allora in carica, dalle tre regioni richiedenti: Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto. Il contenuto si differenzia solo nella richiesta numerica di materie ma non nella sostanza, che attiene alla pretesa di trasferimento di potestà legislativa dallo Stato alla Regione con esautoramento del potere statale. Che una tale impostazione stridesse con la Costituzione, in particolare con l’unità della Repubblica e l’uguaglianza dei diritti civili e sociali su tutto il territorio nazionale (cosa che può essere garantita solo da interventi legislativi unificanti), era evidente per il Comitato contro ogni autonomia differenziata, per l’Unità della Repubblica e l’uguaglianza dei diritti, tanto che si è ritenuto necessario promuovere la Lip sottoscritta da 6.000 cittadine/i dopo avere, inascoltati, promosso una Petizione popolare a sua volta sottoscritta da 3.500 cittadine/i.
Ciò che era chiaro per il Comitato contro ogni autonomia differenziata, purtroppo non lo era per le Istituzioni regionali dell’epoca. Ora, proprio sulla base della pronuncia della Corte Costituzionale, è necessario mettere ordine e, riteniamo, rivedere le pregresse decisioni regionali sul punto: o disponendo la revoca delle risoluzioni assembleari (bene riprese ed elencate nell’allegata delibera della Consulta di garanzia) o, meglio, interrompendo formalmente, con legge regionale, il percorso intrapreso - rivelatosi incostituzionale - come espressamente richiesto con la Lip. Il Comitato confida nell’attenzione e nella sensibilità istituzionale dei Presidenti, chiede la possibilità di incontrarli ed attende un gentile riscontro".
- Terremoto oggi in Grecia: scossa a Creta, paura ma nessun danno
- SuperEnalotto, jackpot continua a salire: tempistiche e come riscutere la vincita
- Mercosur -Ue, Lettera aperta: il "prezzo giusto" della terra modenese non è un numero a Bruxelles
- Domenica 15 marzo a Mirandola si presenta il libro "Metodo Montenegro" sulle cronache ironiche di un docente precario
- Da venerdì 20 marzo Fondazione Ago di Modena ospita la mostra di Alessandro Lupi “Così è, se ci appare”
- test
- Mercosur, il Parmigiano Reggiano può vincere la sfida: stop al “Parmesan” ma resta il nodo pesticidi
Ultime 24h
I più letti
Most Read Posts
- Università, Tor Vergata seconda in Italia in Neuroscienze, Matematica e Biologia molecolare
- Barilla, campagna stampa e digital per celebrare memoria e passione
- Iran, nuova proposta agli Usa. Trump: "Non accettabile ma parliamo". Piano Usa per liberare le navi a Hormuz
- Terremoto oggi in Grecia: scossa a Creta, paura ma nessun danno































































