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07 Maggio 2026
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“Fluida/Mente”: AOU di Modena e Cesto di Ciliege insieme per le donne operate al seno

L’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena e “Il Cesto di ciliege o.d.v”. insieme con un progetto artistico che coinvolge le donne operate al seno. FLUIDA/MENTE è una raccolta di lavori realizzati dalle partecipanti al corso di acquerello e tecniche acquerellabili, promosso dall’associazione e condotto dall’artista Ersilia Sarrecchia. Le partecipanti hanno sperimentato il potere riabilitativo e terapeutico dell’arte, scoprendo come gli elementi del linguaggio visivo ed il gesto creativo possano trasformarsi in potenti strumenti per esprimere emozioni e liberare la creatività. Ora la mostra è stata allestita nell’atrio del Policlinico di Modena e sarà possibile visitarla sino al 5 dicembre 2024La mostra si compone di 46 opere che sono state riprodotte e installate a cura dell’AOU di Modena. Le partecipanti al progetto sono: Simona Cuoghi, Elena Gazzetti, Rita Gazzetti, Adriana Gianello, Patrizia Gorrieri, Luciana Lolli, Maria Giovanna Morabito, Teresa Rauseo, Nadia Sacchi.

Sono molto contento di poter ospitare al Policlinico questa mostra – ha commentato Claudio Vagnini, direttore generale dell’AOU di Modenache dà valora a un progetto artistico con grandi valenze terapeutiche e riabilitative che rientra a pieno titolo nella filosofia del percorso di Umanizzazione delle cure che la nostra Azienda sta implementando da tempo, grazie alla sinergia di tante associazioni di volontariato, tra cui Il Cesto di Ciliegie che ringrazio ancora per la sensibilità”. 

"Accettare di avere un tumore al seno e sostenere l’iter terapeutico che ne consegue, dalle cure all’intervento, è un percorso difficile per ogni donna che si trovi a viverlo – ha sottolineato la vicesindaca e assessora alla Sanità, salute e servizi del Comune di Modena Francesca Maletti – e, oltre alle cure biologiche e fisiche, è importante che il soggetto pubblico non trascuri quello che è l’aspetto psicologico che ne deriva. Ed è una cura nella cura poter affrontare questo percorso insieme ad altre donne con cui si condividono le stesse paure, incertezze e speranze. Ancor più se questo sentire comune lo si esprime attraverso nuovi canali in modo libero e creativo, dando sfogo a ciò che si prova nel profondo. Il sistema sanitario deve, sempre di più, mettere al centro non solo la malattia ma la persona, come avvenuto con questo progetto”.

“Le partecipanti hanno sperimentato il potere riabilitativo e terapeutico dell’arte, scoprendo come gli elementi del linguaggio visivo ed il gesto creativo possano trasformarsi in potenti strumenti per esprimere emozioni e liberare la creatività – spiega Johanna Lisa Ronco, vicepresidente de “Il Cesto di ciliege o.d.v. - FLUIDA/MENTE  è stato per noi molto più di un semplice corso di tecnica artistica: è stato un viaggio emozionante che ha aperto uno spazio di riflessione, condivisione e libertà emotiva. In questo contesto accogliente le donne hanno potuto esplorare profondamente le proprie emozioni e liberare la propria creatività. Una esperienza unica e coinvolgente, che ha offerto l’opportunità di entrare in connessione con sé stesse e con gli altri attraverso l’arte dell’acquerelloUn sentito ringraziamento va all’Azienda Ospedaliero-Universitaria e al Direttore Generale, dott. Vagnini, per aver accolto la mostra negli spazi del Policlinico, offrendo così un’opportunità di visibilità e sostegno alle donne che affrontano percorsi di malattia e rinascita. Un grazie speciale anche al Servizio Comunicazione e Informazione, per il prezioso lavoro di allestimento, e all’artista Ersilia Sarrecchia, che ha messo a disposizione non solo la sua competenza, ma anche la sua esperienza del potere salvifico dell’arte. Infine, un ringraziamento profondo alle donne che hanno condiviso i propri lavori, opere che raccontano un percorso personale ma che, attraverso questa mostra, divengono dono per la comunità. Perché, se è vero che la creazione artistica arricchisce chi la compie, è altrettanto vero che, nel condividerla, si creano occasioni preziose di crescita e connessioni per l’intero gruppo”.

Questa esperienza è stata profondamente immersiva – ricorda Ersilia Sarrecchia, socia Cesto di Ciliege, artista e docente – Durante l’atto pittorico, i pensieri si dissolvevano e il colore ci guidava verso un mondo parallelo, uno spazio introspettivo dove la malattia non è mai stata menzionata, dove la malattia non è mai esistita. Ogni partecipante ha potuto abbandonarsi al flusso creativo, ritrovando una dimensione di libertà e leggerezza. È stato un viaggio nell’intimo, dove l’arte è diventata un ponte verso la parte più autentica di sé stesse, un momento sospeso in cui emozioni e colori dialogavano in totale armonia. Come guida di questo percorso, è stato commovente osservare come il potere dell’arte abbia aperto nuove prospettive e offerto un rifugio alla bellezza e alla speranza.”

È stata una bellissima esperienza carica di significato, i dipinti che ci ha fornito il Cesto di Ciliege, erano tutti molto diversi come formato e come tipologia. Il primo passaggio che abbiamo fatto è stato scansionarli in alta definizione in due diversi tipi di formato, verticale e orizzontale. Per poterli esporre nella hall del Policlinico abbiamo individuato un sistema che lasciasse le opere fluttuanti interpretando il tempo della malattia e delle cure che è per definizione un tempo sospeso.” Chiosa Angelo Pappadà, grafico del Servizio Comunicazione e Informazione AOU.

“Per una donna con neoplasia della mammella - ha  commentato Federico Piacentini, oncologo e responsabile del Percorso Diagnostico Terapeutico “Percorso Mammella” dell’AOU di Modena, responsabile del PDTA della Mammella - la pittura può diventare una valida alleata per la lotta contro la malattia, una specie di antidoto per contrastare gli effetti collaterali - fisici o psicologici - che chirurgia, radioterapia e soprattutto le terapie oncologiche spesso comportano, peraltro per lunghi periodi di tempo. La pittura diventa un modo per dare forma a emozioni altrimenti indescrivibili, per distrarre dal pensiero ricorrente della malattia e dell'incertezza nel futuro che questa comporta, per ridurre stati d'ansia o di angoscia che potrebbero minare l'aderenza ai trattamenti antitumorali. Ma anche per creare momenti di condivisione tra donne con lo stesso problema di salute e occasione di sensibilizzazione alla prevenzione e cura del tumore della mammella. E questa Mostra organizzata dal Cesto di Ciliegie, che ancora una volta avvicina il personale medico e sanitario alle pazienti fuori dagli ambulatori, sembra proprio voler imprimere su tela tante esperienze di vita vissuta con questa malattia, il tumore della mammella appunto, che ogni anno viene diagnosticato a oltre 700 donne della nostra città”.

Questa mostra è il PUNTO d'arrivo di un meraviglioso progetto artistico, riabilitativo, educativo inclusivo – si è complimentata la dottoressa Enza Palma, direttrice Chirurgia Oncologica e Senologica AOU di Modena - è un messaggio di Speranza per tutte le donne affette da un tumore mammario che stanno per iniziare il percorso di cura. Entrando nell’atrio del Policlinico le Nostre pazienti potranno ammirare la “meraviglia della rinascita” e pur consapevoli che stanno per inoltrarsi in un percorso lungo e tortuoso lo faranno con il cuore un po' più leggero, grazie all’esempio di altre meravigliose donne che hanno “colorato” questo percorso. Sono grata a chi ha permesso tutto ciò: il Cesto di Ciliege che ci sostiene in tutte le nostre avventure; la Prof.ssa Ersilia Saracchia che con amore si è dedicata alle nostre donne; la Direzione generale dell’AOU di Modena che ha aperto le porte dell’Ospedale a questa fantastica iniziativa. Queste iniziative, a mio avviso, rientrano nel messaggio di Seneca “E’ questo che si richiede all’uomo, che giovi agli altri uomini; se è possibile, a molti, se no, a pochi, se neanche questo può avvenire, giovi a chi gli è più vicino, se non è possibile, a sé stesso. Perché, quando si rende utile agli altri, svolge un servizio pubblico".

“La diagnosi di tumore è vissuta dalla paziente come un evento traumatico con un impatto emotivo considerevole che annulla le proprie certezze e blocca la progettualità di vita –aggiunge Maria Greco, fisioterapista referente per il percorso Senologico – Ciò mette a repentaglio il proprio equilibrio, non solo fisico, ma anche emotivo. In questo contesto difficile, caratterizzato da ansia e paura, è importante che la persona possa trovare una modalità per esprimere le proprie emozioni. Tutte le attività artistiche come ad esempio la poesia, la musica, la scultura, la danza e la pittura offrono alla persona uno strumento per esprimere le proprie emozioni, scaricare le negatività e riprendersi il proprio mondo interiore. In questi ultimi anni questi progetti artistici hanno dato vita a diversi studi scientifici dove si evidenzia come questi aiutino ad affrontare più serenamente le cure e il percorso terapeutico, favoriscano il ripristino dell’equilibrio emotivo e migliorino la qualità di vita promuovendo la socializzazione".

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