Discarica Finale Emilia, l’Osservatorio “Ora tocca a noi”: “Le tesi di Arpae non stanno in piedi”
FINALE EMILIA- L' Osservatorio civico "Ora tocca a noi " continua l'approfondimento e lo studio dei dati relativi alle discariche Hera-Feronia di Finale Emilia.
Questa la nota stampa:
"Il fatto che i valori di vari contaminanti rilevati nelle acque sotterranee negli anni 2008-2010 fossero sensibilmente più bassi rispetto ai valori degli stessi contaminanti riscontrati negli anni successivi, smentisce in modo categorico la tesi portata avanti da Arpae secondo cui questi inquinanti sarebbero di origine naturale.
Evidentemente se il livello degli inquinanti è aumentato in modo così esorbitante dal 2008 ad oggi, è chiaro che deve essere intervenuta una causa esterna ad alterare lo stato qualitativo delle acque sotterranee e questa causa esterna sono le discariche Hera-Feronia. È un ragionamento logico e diretto che porta a questa conclusione.
Altra prova della responsabilità delle discariche Hera-Feronia in questo gravissimo inquinamento, è il fatto che all'indomani dell'adozione da parte di Arpae dei cosiddetti Valori di Fondo per vari inquinanti ritenuti "di origine naturale", gli stessi inquinanti come Ferro, Manganese e Solfati hanno superato anche questi nuovi limiti. Anche in questo caso vi è una sonora smentita delle tesi di Arpae, di fatto viene a cadere la teoria dell'attribuzione dei valori di fondo naturale per gli inquinanti non conformi alle CSC e la dimostrazione oggettiva di questo è che a maggio 2023 i livelli degli inquinanti hanno superato anche i nuovi limiti peraltro ben più alti, stabiliti dai valori di fondo introdotti da Arpae.
C'è poi un altro fatto grave e inquietante. Non si comprende per quale motivo nella relazione del 2023 redatta da Feronia, così come nelle relazioni precedenti, non venga mai considerata la presenza del Bario che è stato riscontrato in concentrazioni superiori ai limiti di legge delle CSC (Concentrazione soglia di contaminazione).
È poi incomprensibile il fatto che anche Arpae non abbia mai chiesto spiegazioni in merito e non abbia mai preso provvedimenti a fronte degli accertati superamenti di legge.
Già al primo accertamento della prima sostanza con valore di concentrazione superiore alla relativa CSC, Arpae avrebbe dovuto attivare d'ufficio le procedure per gli obblighi di bonifica come previsto dall'art. 244 del D.Lgs 152/06, cosa mai avvenuta ne' nei primi riscontrati sforamenti di legge (anno 2008), ne' in tutte le successive e numerosissime occasioni di riscontro di superamenti delle CSC per diverse sostanze e per migliaia di casi.
Tutto ciò ha portato ad una situazione attuale di persistenti fenomeni di contaminazione della falda, sia nella parte più superficiale che nell'aquifero profondo. In base ai dati analizzati siamo di fronte ad una situazione di degrado e di inquinamento delle acque sotterranee che è continuativa nel tempo ed in progressivo peggioramento".
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