Web e cyberbullismo, la Polizia di Stato incontra gli studenti dell’istituto “Meucci” di Carpi
CARPI - Prosegue nelle scuole di Carpi il ciclo di incontri organizzati dalla Polizia di Stato unitamente all’Ufficio Scolastico Regionale – VII Ambito Territoriale di Modena, con lo scopo di parlare con gli studenti di legalità.
Un’iniziativa rivolta ai più giovani - spiega la Polizia di Stato - per sensibilizzare i minori su un uso consapevole del web e prevenire il diffondersi del fenomeno del cyberbullismo e di tutte le varie forme di aggressività e di prevaricazione connesse ad un uso distorto delle tecnologie, che vedono gli autori nascondersi sovente dietro l’anonimato garantito dai social e che tante lacerazioni creano su ragazzi più fragili.
Nella mattinata di oggi, giovedì 16 febbraio, il dirigente del Commissariato di Carpi ha incontrato due prime dell’Istituto di istruzione superiore Meucci di Carpi. Nel corso dell’incontro, circa 50 ragazzi si sono confrontati sui temi dei diritti, della dignità sociale, dell’uguaglianza, del contrasto ad ogni forma di denigrazione e privazione e della sicurezza in rete. Se è in rete, infatti, che si esprime la personalità dei ragazzi e si svolgono gran parte delle loro relazioni, la rete è anche l’ambiente virtuale in cui questi ultimi si possono trovare in pericolo o possono diventare essi stessi un pericolo. I ragazzi sono stati sensibilizzati sull’amplificata potenzialità aggressiva delle loro condotte nel web, rispetto a quelle tenute vis a vis.
Si è parlato delle caratteristiche di diffusività, offensività ed inconsapevolezza del cyberbullismo, rispetto al bullismo, che di questo è l’evoluzione telematica. Con l’obiettivo di istruire i ragazzi ad un uso rispettoso e responsabile della rete, sono state illustrate, perché molto spesso sconosciute o del tutto ignorate, le conseguenze penali dei loro agiti, quando integrino i presupposti di fattispecie reato, allorquando gli autori hanno compiuto i 14 anni. Si è affrontato il delicato tema della responsabilità civile dei genitori per le conseguenze delle condotte-reato dei propri figli minorenni, illustrando, infine, il contenuto di sentenze che hanno liquidato alle vittime di bullismo e cyberbullismo ingenti somme di denaro a ristoro del danno morale, biologico ed esistenziale e gravato al contempo le famiglie dei responsabili di quelle condotte.
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