Finale Emilia: “devianza” giovanile e baby gang, lettera degli studenti del Morandi alle istituzioni
FINALE EMILIA - La classe classe 4°E del Liceo economico sociale "Morandi" di Finale Emilia ha concluso il proprio percorso di riflessione sulla devianza giovanile consegnando a Federica Veratti, Christian Felloni e Martina Fabbri, intervenuti a nome del Comune di Finale Emilia, una lettera indirizzata all'assessora alle politiche giovanili Anna Baldini del Comune di Finale Emilia e, per conoscenza, all'assessora alle politiche giovanili di UCMAN Monja Zaniboni.
"Poichè crediamo che la scuola debba darci anche gli strumenti per essere cittadini attivi e partecipi - spiegano gli studenti della 4°E - abbiamo deciso di condividere le proposte da noi elaborate nella speranza che: - i Comuni diano vita a una Consulta dei Giovani - i giovani vengano interpellati su quelle che sono le loro esigenze - i giovani vengano coinvolti nell’associazionismo territoriale - i giovani possano essere parte attiva della propria comunità" Di seguito, la loro lettera: "In qualità di alunni del Liceo Morandi, situato a Finale Emilia, frequentando il Liceo Economico-Sociale abbiamo affrontato, in ambito sociologico, il tema delle norme sociali e delle forme di controllo fino ad arrivare a parlare della devianza. Abbiamo approfondito le teorie della Scuola di Chicago (devianza come forma di subcultura e rapporto tra spazio urbano e devianza), la teoria di Merton (devianza come esito del divario tra mezzi e fini), la teoria dell’etichettamento (devianza come stigma e profezia che si autoavvera). Di devianza si parla spesso, a sproposito, sui giornali e sulla base anche degli articoli pubblicati tra novembre e dicembre relativi alle baby gang che agivano nei nostri territori abbiamo voluto approfondire l'analisi di questo fenomeno. Abbiamo letto, suddivisi per gruppi, un documento pubblicato dal Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità a ottobre 2022 (“Le gang giovanili in Italia”) e analizzato i risultati dell’indagine: da chi sono composte le gang giovanili, come si riconoscono, che tipi di reati commettono; i fattori che influenzano la nascita delle gang giovanili; le attuali misure di contrasto al fenomeno e reinserimento sociale; le proposte di intervento. A noi giovani studenti è stato poi chiesto di elaborare delle proposte di intervento relative al nostro territorio, ai paesi in cui viviamo. Abbiamo rivisto le nostre proposte confrontandoci con la cooperativa Aliante, nella persona di Giorgia Silvestri, che gestisce servizi di accoglienza per minori e giovani a rischio dispersione, centri per giovani, educativa di strada, e tanti altri progetti interessanti. Poichè crediamo che la scuola debba darci anche gli strumenti per essere cittadini attivi e partecipi, abbiamo deciso di condividere le proposte da noi elaborate nella speranza che: - i Comuni diano vita a una Consulta dei Giovani - i giovani vengano interpellati su quelle che sono le loro esigenze - i giovani vengano coinvolti nell’associazionismo territoriale - i giovani possano essere parte attiva della propria comunità Premesso che abbiamo realizzato che il fenomeno della devianza giovanile è molto complesso e articolato, consapevoli del fatto che anche a livello giuridico mancano riferimenti utili e strumenti adeguati, condividendo l’importanza del ruolo di scuole e famiglie, riteniamo tuttavia che anche l’Ente Locale possa agire in via preventiva prestando attenzione agli aspetti di seguito elencati: - proporre ai giovani che hanno commesso reati la possibilità di “riparare” il danno arrecato partecipando a progetti sociali nell’ambito del volontariato - lavorare su una migliore illuminazione nelle strade e nei parchi. - abbellire le città e curarne gli edifici, in quanto chi è abituato ad un ambiente curato ha meno probabilità di attuare comportamenti criminali. - proporre occasioni di incontro e sensibilizzazione su questo argomento coinvolgendo scuole, famiglie, associazioni di volontariato, servizi sociali, forze dell’ordine - rendere accessibile a livello comunale sportelli di ascolto psicologico - mettere a disposizione dei giovani palestre e luoghi all’aperto in cui incontrarsi per fare sport - individuare luoghi in cui sia possibile fare attività laboratoriali ed espressive - promuove gruppi di incontro per ragazzi con alle spalle atti devianti - organizzare occasioni di confronto tra genitori e piani di supporto alla genitorialità - offrire ai ragazzi a rischio dispersione stage lavorativi estivi. Confidando nel confronto costruttivo tra istituzioni e cittadini, porgiamo distinti saluti. Gli studenti e le studentesse della classe 4°E"
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