Covid, nel 2020 Emilia-Romagna prima in Italia nell’assicurare prestazioni sanitarie essenziali
Nel 2020, l’anno del Covid, l’Emilia-Romagna è stata la prima regione in Italia nell’assicurare le prestazioni sanitarie ai propri cittadini. Lo attesta il monitoraggio effettuato dal ministero della Salute, uno dei massimi strumenti di valutazione dei sistemi sanitari, elaborato con l’obiettivo di verificare che tutti i cittadini italiani ricevano le cure e le prestazioni rientranti nei Livelli essenziali di assistenza (Lea).
“I dati del monitoraggio dei Lea del 2020 certificano ancora una volta la qualità del nostro sistema sanitario che, anche di fronte all’impatto devastante della pandemia, ha assicurato in Emilia-Romagna, più che in ogni altra regione d’Italia, i livelli di assistenza sanitaria ai cittadini, sia nella prevenzione per esempio screening oncologici, che nell’attività territoriale e in quella ospedaliera" - commentano il presidente della Regione Stefano Bonaccini e l’assessore alle Politiche per la salute Raffaele Donini “Ancora una volta siamo risultati il sistema sanitario regionale più virtuoso in Italia, grazie soprattutto alla dedizione e all’abnegazione dei nostri professionisti, che non smetteremo mai di ringraziare. Una sanità che nell’anno terribile della pandemia ha trasformato le sale operatorie in terapie intensive e ricoverato decine di migliaia di cittadini per Covid, chiudendo per un periodo limitato l’attività ambulatoriale. Misure necessarie per gestire l’urto della pandemia, ma continuando ad assicurare i livelli essenziali nel momento di massima crisi del sistema, anche in questo caso con la riduzione della media Lea più contenuta a livello nazionale rispetto al 2019”. “È un risultato - chiudono Bonaccini e Donini - che non ci ripaga del dolore che ha colpito centinaia di migliaia di famiglie, né ci sottrae alla responsabilità di affrontare le rilevanti criticità attuali per quel che riguarda la sostenibilità del sistema sanitario pubblico e universalistico e la carenza di personale sanitario. Temi, questi, che saranno al centro della nostra azione politica nei confronti del Governo”.I risultati del monitoraggio Quest'anno per la prima volta il monitoraggio è stato redatto attraverso il Nuovo Sistema di Garanzia (Nsg) che ha sostituito la griglia precedente. Il monitoraggio è stato effettuato a scopo informativo, vista la peculiarità del periodo gravato dal Covid, che ha influenzato anche la sanità dell'Emilia-Romagna. Il Nsg presenta un nuovo gruppo di 22 indicatori fondamentali e considera adempienti le Regioni che raggiungono la sufficienza su tutte e tre le aree di assistenza, senza possibilità di compensazione: prevenzione, distrettuale e ospedaliera. Nell'anno più segnato dal Covid, la Regione Emilia-Romagna ha raggiunto il punteggio complessivo di 91,2 su 100 (ottenendo 89,08 in prevenzione, 95,16 nell’assistenza distrettuale e 89,52 in quella ospedaliera) davanti a Toscana, Provincia Autonoma di Trento e Veneto. Non solo: confrontando i dati con quelli del 2019, è la regione che ha resistito meglio al Covid, perdendo appena 3,3 punti rispetto al 2019, quando il punteggio della regione si era attestato 94,5. Dal momento che il 2020 è stato un anno contraddistinto da un'emergenza sanitaria che ha costretto i servizi sanitari regionali a riorganizzarsi in fretta per affrontare la pandemia, il Comitato Lea (Comitato permanente per la verifica dell’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza, istituito presso il Ministero della Salute) ha stabilito che il rapporto quest'anno avrà solo un valore informativo. Complessivamente solo 11 regioni hanno fatto registrare un punteggio sufficiente in tutte le aree: oltre all’Emilia-Romagna, ci sono Piemonte, Lombardia, Provincia Autonoma di Trento, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Toscana, Umbria, Marche, Lazio e Puglia. Dal ministero si evidenzia come durante il 2020 la pandemia abbia causato numerose criticità per il sistema sanitario nazionale: c’è stata una notevole diminuzione dei ricoveri nell’area ospedaliera, un peggioramento marcato nell’area prevenzione su diversi indicatori quali lo screening e le vaccinazioni) e anche per l’area distrettuale si sono evidenziate delle criticità come, per esempio, l’aumento dei tempi registrati nell’area emergenza-urgenza. LEGGI ANCHE:
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