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09 Maggio 2026
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Conferenza territoriale sociale e sanitaria, focus sul punto nascite di Mirandola

MIRANDOLA - Come preannunciato nel corso dell’ultima Conferenza territoriale sociale e sanitaria della Provincia di Modena, nella seduta di mercoledì 15 febbraio è intervenuto l’assessore alla Sanità della Regione Emilia-Romagna, Raffaele Donini. È stato così accolto l’invito del Presidente della Ctss, Gian Carlo Muzzarelli che, in particolare a nome dei sindaci dell’Unione dei Comuni Area Nord e di Mirandola, aveva richiesto la presenza dell’assessore per un confronto ad ampio raggio sul tema dei Percorsi nascita a livello provinciale e sul Punto nascita di Mirandola.
In apertura Muzzarelli ha ribadito la necessità di sostenere il Sistema sanitario pubblico universalistico come obiettivo di tutti coloro che fanno parte della Conferenza. “La Regione ha aperto una fase di Stati generali della Sanità, ricevendo il contributo unanime della Ctss modenese”, ha sottolineato Muzzarelli ricordando “il disegno provinciale con un sistema di rete integrata ospedaliera, territoriale, sociosanitaria e tecnologica” che si potrà rafforzare con la realizzazione degli investimenti del PNRR, e l’elemento di assoluto valore rappresentato dal personale sanitario. L’Azienda USL ha fornito ai presenti un aggiornamento su quanto già condiviso in occasione della precedente seduta, che rappresenta nei dati e nei risultati ciò che da anni nel territorio si sta facendo per il rafforzamento del Percorso nascita provinciale. La Dg Ausl Petrini ha ricordato come la difficoltà diffusa nel reperimento di specialisti ginecologi - nonostante la collaborazione tra professionisti di tutta la rete e il mantenimento dei canali di reclutamento sempre aperti - abbia costretto l’Azienda alla sospensione dell’attività di assistenza al travaglio-parto al punto nascita di Mirandola per ragioni di sicurezza. A fronte di ciò sono stati subito attivati canali di contatto diretto con le partorienti e più in generale con tutte le donne per esigenze ostetriche e ginecologiche per garantire la tempestività della presa in carico. “Sulla provincia di Modena il Percorso nascita sta dando buoni risultati e questo è un dato di garanzia per il sistema”, ha osservato la Ds Ausl Romana Bacchi che, dopo aver illustrato i principali indicatori, ha fatto un focus sulla situazione del Percorso nascita e del Punto nascita a Mirandola. Dopo gli interventi dei sindaci l’assessore regionale alla Sanità Raffaele Donini ha osservato come sia necessaria una fase nuova delle relazioni col territorio, all’altezza delle sfide presenti e future: “Sono le sfide che formano la comunità e una comunità che non ha memoria non può avere futuro: dal 2020 è cambiato il mondo, anche se la carenza di personale era una istanza già presente”, ha osservato ricordando le ferite e lacerazioni sul Sistema sanitario nazionale e su quello regionale portate dal covid, con 100mila persone ricoverate e 300mila curate al domicilio, quasi 600mila prestazioni fatte dalle Usca, decine di migliaia di interventi rinviati e poi recuperati, 19mila vittime. “Il covid non è stato né democratico né demografico, non possiamo dimenticarlo. La sola Regione Emilia-Romagna in tre anni ha impiegato quasi un miliardo di euro di risorse proprie per contrastare la pandemia e organizzare la vaccinazione, finanziamenti che non stanno arrivando e che come regioni chiediamo all’unanimità”. Donini ha proposto di intensificare gli incontri con le Ctss provinciali per affrontare in modo responsabile e realistico le future sfide per il sistema sanitario. “I dati nazionali indicano ancora l’Emilia-Romagna come prima regione per la garanzia e l’adempimento dei Livelli essenziali di assistenza, nell’anno 2020 in cui eravamo già attaccati dalla pandemia”. Rispetto ai temi particolari ha ricordato come la decisione di sospendere l’attività di assistenza al parto a Mirandola sia stata preceduta dalla rappresentazione da parte dell’Ausl della difficoltà di reperimento di personale in misura tale da poter garantire la sicurezza di donne e bambini e dei professionisti stessi. Stressando il più possibile il sistema si è lavorato per la circolazione del personale fra le diverse aziende provinciali. Si è poi ricorso all’esternalizzazione che tutti riconosciamo come distorsione del sistema e che in Regione è stata utilizzata in modo limitato e solo per mantenere il servizio in reparti a rischio di interruzione: “Stiamo tentando il più possibile di ridurre questa traiettoria con l’obiettivo di reciderla, poiché non può diventare strutturale”. Assumendosi la responsabilità, ha poi proseguito, l’Assessorato ha preso atto del parere tecnico della Commissione nascita regionale che ha indicato che il Punto nascita avrebbe dovuto essere sospeso, ma ha proseguito continuando ad assicurare il servizio: “attendiamo ora che la Commissione nazionale del Ministero ci dica se il progetto per dare un futuro al reparto – qualora si reperiscano i professionisti – ha una sua sostenibilità. In caso affermativo dovremo continuare a lavorare per trovare il personale, qualora questo tipo di situazione non sia contemplabile ne prenderemo atto. Nel frattempo Modena ha un Percorso nascita, che comprende anche Mirandola, con esiti anche più positivi della media regionale e ciò è un orgoglio per chi risiede e lavora qui e amministra queste aziende sanitarie”. Si riducono infatti le donne che partoriscono fuori regione, i tagli cesarei sono inferiori alla media regionale, la rete territoriale con ben 31 Consultori e 23 sedi di Pediatria delle comunità è tra le più forti in regione, gli accessi ai consultori sono al 62% contro una media del 57,7%, è migliore la performance sull’allattamento, ha osservato l’Assessore: “qui il Percorso nascita funziona”. L'assessore Donini ha poi sottolineato quanto fatto a Mirandola: si è potenziato il percorso nascita, mantenuti i professionisti nel reparto, assicurato un servizio innovativo di home visiting che, in linea con il DM77, individua la casa come primo luogo di cura. “Sta partendo la rete dei punti infermieristici di comunità che cambierà la cultura dell’assistenza, dando appropriatezza e anche più servizi”. Rispondendo ad alcune domande degli amministratori locali Donini ha poi fatto riferimento ai ristori per le spese energetiche assicurati dal Fondo nazionale: “si impone una riflessione per capire quale ruolo deve avere la sanità, perché con meno risorse è difficile fare più cose. Siamo tornati la prima regione per attrazione di mobilità attiva: il 70% dei cittadini italiani che esce dalla sua regione, viene prima di tutto in Emilia-Romagna, nella rete pubblica”. Sul PNRR e gli investimenti ha rimandato a una discussione ad hoc, citando gli importanti numeri della programmazione regionale. Rispetto al tema della formazione del personale, l’assessore ha sottolineato la richiesta generalizzata su tutto il territorio italiano, e non solo, di profili adeguati di professionisti sanitari, che porta allo spostamento anche verso altre regioni. “Tra le sfide c’è il tema dei medici di emergenza-urgenza, che sono in Italia 12mila, di cui 5mila andranno in pensione, a fronte di un ingresso di 1500. La prima riforma che dobbiamo condividere con i territori è una innovazione sull’emergenza-urgenza. Non partendo da tagli o rinunce ma cogliendo la sfida dell’appropriatezza: siamo in condizione di migliorare il sistema di presa in carico del cittadino sulle patologie tempo-dipendenti, riorganizzando la rete del 118 e dei Pronto soccorsi, l’assistenza territoriale e la continuità assistenziale”. Sul tema delle liste d’attesa, ha osservato infine Donini, occorre capire di cosa c’è davvero bisogno. Sempre più la popolazione invecchia e ha bisogno di risposte alle patologie croniche di cui soffre, che va offerta sul territorio e non solo con la rete ospedaliera. “Apriamo una fase di riflessione per la programmazione” ha osservato Muzzarelli cogliendo l’impegno a una revisione periodica con l’assessore “cercando di lavorare insieme; credo ci siano tutte le condizioni per provare a garantire quella qualità della sanità che con le professionalità e le tecnologie può ulteriormente migliorare. Oggi ovviamente non si danno pareri – ha concluso – ma si assume la disponibilità al confronto”.
Durante l’incontro di Ctss del 15 febbraio, come già avvenuto nella precedente seduta, è stato, inoltre, presentato un focus sulla situazione del Punto nascita di Mirandola, dopo la sospensione dell’assistenza al travaglio-parto: si è ribadito il mantenimento del ginecologo nelle 12 ore diurne, nonostante permanga la carenza di professionisti, e la presenza h24 di ostetrica, pediatra e anestesista.
La direttrice sanitaria Ausl Romana Bacchi ha ricordato il piano di rafforzamento dell’assistenza alle donne in gravidanza messo in atto sul Distretto per il pre e post-parto, nella collaborazione tra Consultorio e Ospedale, con controlli nel puerperio per le donne in dimissione dall’Ospedale (anche per le donne seguite nel privato); lo stretto monitoraggio delle donne in carico tramite più sistemi di rilevazione - ad oggi non sono state rilevate situazioni a rischio -; l’attivazione di un numero di telefono dedicato h24, che ha ricevuto in tutto il periodo circa 160 chiamate. La dottoressa Maria Cristina Galassi, Direttrice del Dipartimento Materno-infantile dell’Azienda USL, ha poi descritto il progetto “Primi mille giorni”, un insieme di azioni e strategie volte a garantire la salute della madre sin da prima del concepimento e fino ai due anni di vita del bambino. Azioni che in parte sono già comprese nel Percorso nascita, altre rappresentano una sfida volta alla realizzazione di nuovi interventi sinergici e integrati tra sistema sanitario territoriale, enti locali e associazioni del territorio. Sostegno alla maternità, alla genitorialità e al puerperio sono gli obiettivi guida di queste azioni che raggiungono non solo la donna ma l’intero nucleo famigliare, con informazioni e interventi che non si limitano all’assistenza alla gravidanza e al travaglio-parto ma si estendono a tutta l’esperienza genitoriale, con attenzione anche alle gravidanze multiproblematiche. “Le donne ci chiedono di essere sostenute – ha osservato Galassi – va garantito il momento della nascita ma allo stesso modo va garantito il prima e il dopo, il ritorno a casa e l’assistenza nei primi mille giorni. Ecco perché stiamo avviando queste azioni e, in particolare su Mirandola, si lavora per incontrare la donna in tempi strettissimi dopo il parto”. Attraverso l’home visiting i professionisti la accompagnano nel suo ambiente di vita e possono così offrire un sostegno qualificato ai suoi bisogni e guidarla nella rete dei servizi presenti sul territorio. Fortissima su Mirandola anche l’integrazione del materno- infantile con l’emergenza-urgenza, che consente un pronto intervento e una presa in carico integrata. Infine, si sono sottolineati tutti gli incontri informativi realizzati dalle ostetriche sul territorio. Anche in ambito medico le progettualità previste sono molteplici e riguardano il ripristino e ampliamento dell’offerta ambulatoriale, ovvero le visite ginecologiche, le ecografie ginecologiche e l’ambulatorio isteroscopia e colposcopia. Verrà inoltre potenziata l’attività chirurgica ginecologica per fornire alla donna un’offerta completa dall’inizio alla risoluzione della patologia. “Gli esiti delle procedure concorsuali sia per l’anestesia che per la ginecologia”, ha poi osservato Romana Bacchi ribadendo il forte impegno dell’Azienda sanitaria per il reperimento di personale, “ci consentiranno di rafforzare questi obiettivi”. In conclusione la Dd Ausl Anna Maria Petrini ha ricordato il grande sforzo dell’Azienda per riorganizzare e rafforzare il territorio: in linea con gli obiettivi ministeriali illustrati nel DM 77 si sta già attivando la Centrale Operativa Territoriale di Mirandola, seconda in provincia – ha informato Petrini – oltre ai punti di infermieristica di comunità sempre in corso di attivazione e al rafforzamento delle attività dell’infermieristica domiciliare 365 giorni l’anno e h12, un potenziamento partito proprio da Mirandola e oggi esteso su tutto il territorio. Anche sul versante ospedaliero prosegue il rafforzamento della struttura organizzativa per dare piena operatività ai reparti del Santa Maria Bianca con la nomina dei direttori di strutture complesse: Ostetricia e Ginecologia (Dott. Alessandro Ferrari), Chirurgia Generale (Dott. Stefano Sassi), Ortopedia (Dott. Calogero Alfonso), PS-Medicina d’Urgenza (Dott.ssa Elena Grossi), Pneumologia (Dott. Alessandro Andreani). Si aggiungeranno presto i nuovi primari di Cardiologia (concorso tra pochi giorni) e di Radiologia (bando già pubblicato). La Dg ha poi ribadito gli investimenti strutturali su ospedale e territorio di Mirandola, per quasi 31milioni di euro (17 solo sull’Ospedale e 13,7 sul territorio) già tutti finanziati e in corso di progettazione o di realizzazione, citando progetti strategici come la realizzazione della Medicina d'urgenza e terapia semintensiva (durata 6/7 mesi con cantiere avviato a inizio febbraio) e gli investimenti sulle diagnostiche pesanti grazie al PNRR (arriveranno a Mirandola una nuova RMN, 4 diagnostiche radiologiche e mammografo). “Territorio e ospedale hanno bisogno di essere rafforzati e questo è avvenuto e continua ad esserci”, ha osservato Petrini dopo il dibattito, “il 2022 si è chiuso con un +26% di attività ortopedica, +3% di chirurgia, 92% in più sulla chirurgia polispecialistica ambulatoriale che riguarda bisogni di tantissime persone ed è stato raggiunto l’obiettivo del recupero del 100% degli interventi sospesi durante la pandemia. La ristrutturazione di un’ala del Santa Maria Bianca consentirà infine di avere dei letti tecnici di Cardiologia sulla quale stiamo lavorando per rafforzare la presa in carico territoriale, per dare risposte immediate ai cittadini”.

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