Allergie, in Emilia-Romagna oltre 200 bambini in attesa della desensibilizzazione controllata
"Oltre 200 bambini in attesa di sottoporsi alla desensibilizzazione controllata per le allergie gravi e dato che le liste sono bloccate dal 2020 in molti si sono rivolti a centri pubblici di altre regioni. È quanto mi è stato segnalato dall’associazione AsmAllergie Bimbi - spiega Castaldini - che a Bologna riunisce famiglie di bambini con gravi allergie, raccoglie fondi per assegni di ricerca e divulga buone pratiche, e di questo ho chiesto conto in Assemblea Legislativa all’assessorato alla Salute.
Le allergie sono le più frequenti malattie croniche nei bambini, consistono in una risposta anomala del sistema immunitario spesso successiva al contatto con una sostanza esterna, normalmente innocua, sulla stampa fin troppo frequentemente si leggono di storie tragiche si shock anafilattici con epiloghi infausti, solitamente di giovanissimi. La corretta presa in carico dei pazienti con queste patologie richiede un'alta specializzazione in quanto comprende manovre sanitarie complesse che necessitano personale esperto.
Per questo - continua Castaldini - dal 2019 la regione ha deciso attraverso una delibera di offrire un percorso integrato e di stabilire il centro di riferimento regionale della Rete di Allergologia e Malattie Respiratorie Infantili dell’Emilia- Romagna all’ospedale S. Orsola di Bologna. Non tutto però ha funzionato come immaginato, sia perché al centro regionale di Bologna si trattano anche le patologie lievi, gli accessi al pronto soccorso e tutta l’attività ordinaria, sia per mancanza di personale passato da 3 medici del 2020 a solamente uno nel 2023. Con le procedure di desensibilizzazione si porta, in una situazione controllata, il piccolo paziente a contatto con una minima quantità di allergizzante, in maniera gradualmente crescente, in modo da “abituare” il corpo alla sostanza per evitare una reazione estrema in caso di contatto accidentale.
Dal 2020 - continua la consigliera regionale di Forza Italia - il servizio è stato sospeso, e i piccoli pazienti che vorrebbero accedere alla desensibilizzazione sono in attesa, mentre altri si sono rivolti a centri pubblici di altre regioni che li hanno presi in carico. L’assessore ha promesso un focus su questo centro per poter assumere nuovo personale e implementare la funzionalità del centro di riferimento. Una promessa che accolgo con favore ma che verificherò con costanza. Inoltre, ho presentato una richiesta di audizione in commissione sanità, alla quale invitare aziende sanitarie, università e associazioni, per individuare, insieme a chi ha a che fare quotidianamente con le allergie pediatriche, le azioni sanitarie, ma anche educative e divulgative, che la Regione può impegnarsi a fare nel prossimo periodo".
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