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09 Maggio 2026
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Pre e post-parto al punto nascite di Mirandola, si potenziano visite, ecografie e chirurgia ginecologiche

MIRANDOLA - Nella seduta di mercoledì 25 gennaio della Conferenza territoriale sociale e sanitaria della provincia di Modena è stata accolta la richiesta di sindacati e dei sindaci, in particolare dell’Area Nord, di avere un quadro aggiornato sui Percorsi nascita in provincia (in particolare, per quanto riguarda il punto nascite di Mirandola).
"Prima di dare la parola alla direttrice sanitaria dell’Azienda USL di Modena, Romana Bacchi - si legge nella nota stampa diffusa dall'Ausl di Modena - il presidente Gian Carlo Muzzarelli ha comunicato la disponibilità dell’assessore regionale alla Sanità Raffaele Donini a partecipare al prossimo incontro della Ctss, già fissato per il prossimo 15 febbraio. “I Percorsi nascita della provincia hanno dato negli anni esiti decisamente positivi in termini di risultati, di appropriatezza ed efficacia, anche rispetto alla media regionale”, ha chiarito in apertura la direttrice sanitaria dell'Ausl, illustrando i dati che emergono dagli attenti monitoraggi aziendali che sono necessari a una corretta programmazione e gestione dei percorsi per il mantenimento degli obiettivi di sicurezza e qualità. Si assiste in provincia - spiega l'Ausl di Modena -  a una forte riduzione della popolazione in età fertile e all’incremento dell’età media delle gestanti (33 anni, in progressivo incremento) con un 34,7% delle madri che hanno età pari o superiore a 35 anni; sono inoltre presenti fattori di rischio come ad esempio la bassa scolarità (24,3%) o l’obesità (12,6%) che incidono rispetto all’esito della gravidanza. La rete dei Punti nascita (PN) prevede una struttura, il Policlinico di Modena con circa 2.900 parti/anno (2836 nel 2022), per la centralizzazione di gravidanze ad alto rischio e neonati prematuri; due strutture con più di 1.000 parti l’anno (Sassuolo, 1360 parti e Carpi, 1054 parti); una struttura, Mirandola, con meno di 500 parti (238 parti fino alla sospensione dell’attività di assistenza al parto il 22 dicembre 2022). La rete dei PN non solo è fortemente integrata con i Consultori familiari (31 in tutta la provincia di Modena) e le Pediatrie di Comunità (23 nel territorio provinciale) che hanno un’offerta di assistenza molto importante nel pre e post parto, ma opera in modo integrato secondo percorsi che prevedono l’attribuzione delle gravide sulla base dei profili di rischio e che hanno condotto a esiti nei range dell’atteso in termini di tagli cesarei e trattamento in centri hub dei nati pre-termine. Rispetto ai percorsi, nel periodo 2015-2022, in tutti i distretti, la quota di donne prese in carico dal Consultorio è aumentata in misura superiore alla media regionale, segno dell’efficacia della rete nell’intercettare le famiglie e nell’offerta assistenziale. Sull’allattamento gli esiti a tre mesi in provincia di Modena sono superiori alla media regionale, con dati migliori su distretti come Pavullo, Mirandola, Sassuolo. Complessivamente, dagli indicatori si evince che l’organizzazione dell’assistenza è la presa in carico funzionano bene sull’intero territorio provinciale. A seguire, la direttrice sanitaria ha fatto un focus sulla situazione del Punto nascita di Mirandola, dove, nonostante l'attuale sospensione delle attività di parto, sono comunque mantenute le 12 ore diurne del ginecologo e la presenza h24 di ostetrica, pediatra e anestesista. Ha ricordato il piano di rafforzamento dell’assistenza alle donne in gravidanza sul Distretto nel pre e nel post-parto, in stretta collaborazione tra Consultorio e Ospedale. Anche in ambito medico le progettualità previste sono molteplici e riguardano il ripristino e ampliamento dell’offerta ambulatoriale, ovvero le visite ginecologiche - che nel 2023 saranno innalzate dalle 15 alle 31 settimanali - le ecografie ginecologiche - con 3 sedute settimanali a CUP -, le ecografie ostetriche e l’ambulatorio isteroscopia e colposcopia, con l’aumento di 2 sedute rispetto al passato (da 8 a 10). Verrà inoltre potenziata l’attività chirurgica ginecologica che sarà poi oggetto di consolidamento con l’acquisizione di nuove figure anestesiologiche. “Stiamo continuando le procedure concorsuali sia per l’anestesia che per la ginecologia”, ha ricordato Romana Bacchi in conclusione, ribadendo il forte impegno dell’Azienda sanitaria per il reperimento di personale. Ringraziando per l’impegno delle Aziende sanitarie e dei loro professionisti, il sindaco di Concordia Luca Prandini, pur consapevole delle difficoltà di reperimento di personale, ha ribadito la necessità di continuare a lavorare per mettere in campo delle misure straordinarie che consentano il ripristino dell’attività. L’assessora alla sanità di Mirandola Antonella Canossa ha evidenziato l’ulteriore taglio di servizi sull’Ospedale, rilevando un disegno di depauperamento del territorio iniziato negli anni del terremoto. Dando un giudizio positivo sui servizi offerti nell’area, Andrea Sirianni di Cisl ha ringraziato per il coinvolgimento dei sindacati e ha osservato come sia strategico per il territorio mettere a disposizione tutti gli strumenti per fornire un’assistenza il più possibile qualificata per sostenere il desiderio di maternità dei modenesi. L’assessora alla sanità del Comune di Carpi Tamara Calzolari ha ricordato che la criticità di personale di Ginecologia insiste anche sull’Ospedale Ramazzini; il sindaco di San Felice Michele Goldoni ha ribadito che l’Ospedale di Mirandola è punto di riferimento della comunità e ha auspicato per le prossime sedute l’individuazione di un termine per la ripresa del servizio di assistenza al parto. Il sindaco di San Possidonio Carlo Casari ha rafforzato la necessità di sostenere la natalità sul territorio e di evitare lo spopolamento dell’area garantendo un punto un’assistenza sanitaria adeguata. Il sindaco di Pavullo Davide Venturelli ha osservato che nella situazione attuale è anacronistico chiedere una riapertura ma è necessario garantire sulla montagna gli stessi servizi offerti a Mirandola. Roberto Righi di Cgil ha evidenziato necessità di tenere insieme la sicurezza di gestanti e operatori con i bisogni di quel territorio e ribadito, a fronte delle criticità, l’importanza di garantire il pre e post parto in tutta la provincia. Nicola Russo di Uil ha invitato a proseguire nel potenziamento illustrato da Ausl e ragionare su come offrire clinical competence e attrattività ai professionisti, anche eventualmente in un unico grande centro provinciale. Il sindaco di Medolla Alberto Calciolari ha ribadito l’importanza dei temi sollevati, così come quello di un hub unico provinciale che, anche alla luce dei progressivi tagli in sanità, potrebbe rispondere a esigenze di razionalizzazione e sicurezza del sistema. Ha poi ringraziato l’Ausl riconoscendone gli sforzi e sottolineando la competenza dei Primari del Santa Maria Bianca. La Sindaca di Formigine Maria costi ha ripreso il tema delle risorse nazionali, perché i servizi hanno costo e la spesa sanitaria non può scendere e quello della fertilità come patrimonio è un tema politico e sociale su cui collaborare. Il presidente dei Comitati consultivi misti Luciano Sighinolfi ha osservato che occorre spostare l’attenzione su come informare i cittadini e i giovani rispetto al tema della natalità e procreazione. “I CCM – ha dichiarato – sono tutti presenti e rappresentano centinaia di persone che possono supportare il sistema sanitario in questo sforzo a favore della natalità”. La Ds Ausl Romana Bacchi ha ribadito che occorre “lavorare per la tutela della fertilità e della possibilità di procreare, la cui perdita è uno dei grossissimi rischi che stiamo correndo, a fronte di una cultura che non riesce a rendere i percorsi per la maternità facili e accessibili: è un problema sociale molto importante che stiamo affrontando e continueremo ad affrontare”. Maria Cristina Galassi, direttrice del Dipartimento materno-infantile dell’Ausl, ha precisato che non vi è un modello diverso tra Mirandola e Pavullo e che “la sospensione di un servizio come quello dell’assistenza alla nascita muove tante preoccupazioni, ma l’auspicio è che si rifletta sui reali e complessivi bisogni assistenziali della donna e si pensi a modelli diversi che tengano conto anche dei bisogni dell’intero nucleo famigliare”. “La nostra società si sta trasformando radicalmente e ha bisogno di un altro impianto: se ai giovani diamo solo precarietà i figli non arrivano – ha osservato Gian Carlo Muzzarelli –. Prendo atto con soddisfazione che, in base ai dati oggi presentati, il distretto dove le donne vivono meglio il percorso nascita e partecipano di più sia quello di Pavullo, occorre continuare a garantire tutti i servizi su tutta la rete provinciale e verificare e riorganizzare l’offerta nei luoghi dove invece i dati sono più bassi”, ha concluso, ribadendo che tutte le osservazioni emerse saranno verificate con l’Assessore regionale in occasione del futuro incontro, con un impegno ulteriore a garantire la rete provinciale dei percorsi nascita e a verificare la loro integrazione in vista della realizzazione del nuovo centro materno-infantile al Policlinico".

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