Unimore, nuovo edificio di ricerca biomedica nel campus di via Campi
MODENA - Un nuovo edificio di ricerca biomedica nel campus di via Campi, a Modena, a disposizione anche della formazione dei futuri medici e infermieri modenesi, oltre 14mila mq per un valore di quasi 45milioni di euro, per i quali è stata avanzata richiesta di cofinanziamento al Ministero dell’Università e della Ricerca tramite il Bando MUR 1274/2021. Il Magnifico Rettore di Unimore Carlo Adolfo Porro ha illustrato alla Ctss (Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria) che si è tenuta lo scorso martedì, 13 dicembre, l’impegno in ambito medico-sanitario e le progettualità in corso.
Tre i pilastri della mission, formazione, ricerca e assistenza: sono gli ambiti scientifici in cui Unimore ha un ruolo strategico, come parte di Centri nazionali di ricerca di Partenariati attivati su bandi PNRR, nell’indirizzo strategico delle linee scientifiche delle varie collaborazioni. Quanto alla Facoltà di Medicina, conta oggi oltre 200 tra docenti e ricercatori, la maggior parte dei quali svolge attività assistenziale in AOU, e 19 Corsi di Laurea. Significativo l’avvio, per il 2022/23, del Corso di Laurea magistrale in Salute e Sport in partnership con l’Università di Verona.
Nell’ultimo biennio si è assistito a un incremento di immatricolazioni ai corsi di Infermieristica e Medicina (rispettivamente 197 e 180 nel 2021/2022), reso possibile dall’aumento dei posti disposto a livello nazionale, ma i laureati sono ancora su numeri inferiori, anche se comunque sopra la media degli anni precedenti. Nel 2022 sono stati rispettivamente 119 e 135 i neolaureati. 445 gli iscritti al primo anno di specializzazione medica nel 2021, in costante crescita dal 2018 quando erano 179.
Il Rettore ha poi esposto le criticità, essenzialmente strutturali, rispetto all’accoglienza dell’attività didattica e formativa. A fronte di ciò, vi è quindi la necessità di nuovi spazi all’interno delle attuali strutture del Policlinico, che rientrano in uno specifico Protocollo di intesa tra Unimore e AOU.
Alla Ctss è intervenuto anche il presidente dell’Ordine dei Medici di Modena, Carlo Curatola, che ha sottolineato l’importanza di mantenere un sistema sanitario competitivo garantendo la necessaria crescita post-laurea dei professionisti. Occorre potenziare i luoghi della formazione per consentire un aumento, se pure limitato, del numero dei professionisti sanitari, con tutti i percorsi e le scelte condivise nelle varie sedi istituzionali.
L’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena ha poi illustrato gli scenari di sviluppo edilizio per il periodo 2022-26. Un piano investimenti caratterizzato dall’obiettivo di rafforzare la collaborazione con Unimore, favorendo la mission aziendale incardinata sulle tre direttive: assistenza, formazione e ricerca. Il progetto parte dalle indicazioni del PNRR e consentirà di rendere disponibili ambienti nuovi da restituire anche all’attività universitaria.
Direttive principali del progetto sono: demolizione del corpo A (quello contiguo alla palazzina del Diagnosi e Cura crollata nel 2013) e del corpo L del monoblocco storico e la costruzione di un nuovo edificio nell’area sud del campus ospedaliero, che prevederà spazi per Unimore; riconsegna a Unimore delle aree occupate da AOU all’interno dell’edificio di Anatomia Patologica; demolizione del Poliambulatorio.
“Questi interventi sono in parte finanziati dal Fondo Complementare PNRR che assegna all’Azienda 10,8 milioni di euro” ha commentato il Direttore Amministrativo Lorenzo Broccoli. “Questa cifra, però, non copre gli incrementi di costo dovuti all’attuale congiuntura economica. Per questo motivo stiamo lavorando con la Regione Emilia – Romagna per trovare una soluzione che consenta di ottenere un’ulteriore quota di circa 2 milioni di euro. Nel frattempo, siamo impegnati perché la progettazione definitiva venga effettuata entro marzo del 2023 per procedere all’affidamento dei lavori. L’intero intervento, infatti, deve essere completato entro il 2025, il PNRR prevede che le nuove strutture siano attivate entro il 2026”. Un gruppo di coordinamento interdisciplinare dell’Azienda lavorerà per ricollocare le varie attività e risolvere gli eventuali problemi legati all’abbattimento. Il nuovo edificio realizzato nell’area sud avrà una superficie di 4.329mq per tre piani di altezza. Ospiterà depositi, spogliatoi, il Centro Trasfusionale e i Laboratori, liberando così un migliaio di metri quadri nell’Edificio di Anatomia Patologica che torneranno a disposizione di Unimore.
Il DG Aou Claudio Vagnini ha rilevato la crescita dei bisogni assistenziali nei cittadini modenesi, legato all’invecchiamento della popolazione e alle necessità sanitarie delle cronicità. “Il miglioramento delle cure, grande conquista della scienza contemporanea, ha cambiato le dinamiche della sanità: vi sono moltissimi pazienti che hanno speranze di vita importanti con patologie che un tempo non avevano una risposta terapeutica. Però, necessitano di una costante presa in carico che solo la sanità pubblica è in grado di offrire”. Inoltre, è intervenuto su un tema già sollevato dal Magnifico Rettore, l’invecchiamento e la carenza dei professionisti sanitari. “Non occorre solo aumentare il numero di professionisti ma rendere più appetibile la sanità pubblica per evitare la fuga nel privato. Se vogliamo mantenere questo standard della nostra sanità pubblica dobbiamo lavorare coesi per ottenere quell’incremento del finanziamento della sanità che questa sanità ha dimostrato di meritare anche per il grande lavoro fatto in questi anni di pandemia”.
Il Responsabile del Servizio Comunicazione e Informazione dell’AOU di Modena, Paolo Barbieri, ha poi illustrato le traiettorie principali della comunicazione Interna ed Esterna dell’Azienda, che, come da mission, sono centrate sulla valorizzazione dell’Assistenza, della Didattica e Ricerca. Il Servizio è impegnato a valorizzare la ricerca scientifica in accordo con Unimore, “il nostro obiettivo è fare dell’AOU una fonte di riferimento autorevole per la divulgazione scientifica ed essere luogo di «traduzione» della produzione scientifica ospedaliero-universitaria sia per altri tecnici, sia per i cittadini”.
Tra i progetti futuri spicca un incontro con istituzioni, associazioni di volontariato, pazienti e clinici organizzato il 21 febbraio per la Giornata delle Mondiale delle Encefaliti, con proiezione del cortometraggio Il Buio e la luce – girato in parte all’Ospedale Civile di Baggiovara. Infine, il 2023 sarà l’anno delle celebrazioni per i Sessant’anni del Policlinico di Modena, inaugurato nel 1963. Verranno realizzate diverse iniziative rivolte ai cittadini per festeggiare questo importante traguardo.
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