Recupero interventi post-pandemia: nel modenese raggiunto l’obiettivo regionale
Nella seduta della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria (Ctss) della Provincia di Modena che si è tenuta ieri, 13 dicembre, la direzione dell’Azienda USL di Modena ha illustrato il Piano di recupero delle attività sanitarie – chirurgia e prestazioni ambulatoriali – che a causa della pandemia hanno subito rinvii e rallentamenti.
Per raggiungere gli obiettivi posti dalla Regione, Azienda USL, Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena e Ospedale di Sassuolo Spa hanno lavorato congiuntamente all’attuazione di diverse misure, attraverso la Task Force a valenza provinciale che, già dal periodo Covid, garantisce un monitoraggio attento su temi cruciali come disponibilità di posti letto, criticità dell’emergenza sanitaria, gestione integrata delle piattaforme chirurgiche. Ancora oggi l’attività degli ospedali risente dell’impatto della pandemia, sia in termini di ricoveri che di positività dei professionisti.
Rispetto alle piattaforme chirurgiche è stato consolidato l’utilizzo condiviso delle strutture provinciali tramite lo spostamento dei team chirurgici sulle varie sedi, per eseguire gli interventi sui pazienti in attesa da più tempo, anche ricorrendo alle sale operatorie del privato accreditato durante il periodo emergenziale. Contemporaneamente si è lavorato per rimodulare le sedute sulla base di precise priorità (emergenza, oncologia e recupero liste di attesa). La revisione sistematica delle liste con recall dei pazienti e l’incremento dell’offerta ha consentito di arrivare complessivamente al 79,1% del recupero a fronte di un obiettivo regionale (entro il 31/12) dell’80%, che si conta di raggiungere nelle prossime settimane.
Proseguono inoltre le collaborazioni tra i professionisti e le direzioni sanitarie ospedaliere per garantire l’esecuzione degli interventi programmati entro i tempi previsti dalla classe di priorità, con una performance provinciale relativa agli 11 mesi pari al 73,5%, superiore alla media regionale (70,2%).
Si è lavorato molto anche sulla specialistica ambulatoriale, per raggiungere l’obiettivo regionale del 90% delle prenotazioni ordinarie entro i tempi previsti dalla normativa (30 gg per prime visite, 60 gg per esami diagnostici). Anche qui le azioni messe in campo sono individuate e condivise nella Task Force provinciale che vede il coinvolgimento delle aziende sanitarie (direzioni ospedaliere e di cure primarie, rappresentanti MMG e specialisti territoriali) con l’obiettivo di garantire un’offerta diffusa e aderente agli standard previsti, nel rispetto, ove possibile, del concetto di prossimità, ponendo in essere misure correttive e progetti di miglioramento. Tra le azioni intraprese, l’arruolamento di specialisti territoriali e ospedalieri (periodica pubblicazione di bandi e concorsi) e la revisione in corso d’anno, con confronto periodico, dei volumi dell’offerta di AOU, Ospedale di Sassuolo e Privato Accreditato per l’erogazione incrementale di prestazioni. Sul versante dell’appropriatezza della prescrizione informatizzata e del miglioramento dei percorsi di presa in carico ospedalieri è stato inoltre attivato un Gruppo interaziendale con direzioni sanitarie, amministrative e servizi informatici. Sul reperimento di personale non mancano criticità, in particolare per Oculistica, Dermatologia, Cardiologia, Fisiatria, Pneumologia, Urologia, Neurologia, Ortopedia. Gastroenterologia e Radiologia.
Quanto ai risultati, il mese di novembre l’indice di performance complessivo era pari all’81,6%, mentre nella settimana 5-11 dicembre il target è stato raggiunto registrando un valore del 90,5%.
Particolare rilievo assume infine il progetto interaziendale Specialista on call, iniziato nel 2020 durante la pandemia e in costante potenziamento, per mettere in relazione i medici di base con gli specialisti al fine di migliorare l’appropriatezza delle prescrizioni di visite ed esami tramite un confronto immediato e diretto. Quasi raddoppiate le chiamate effettuate rispetto al 2021, sono oltre 6000 nel 2022, principalmente dirette alle diverse branche specialistiche, ma non mancano contatti al Pronto soccorso per un consulto su casi di emergenza.
Nel corso della Ctss il presidente Gian Carlo Muzzarelli ha più volte ribadito la necessità di lavorare insieme, Conferenza, Sindaci, Aziende sanitarie e Università per garantire ai cittadini la continuità di “un sistema sanitario che assicuri appropriatezza e professionalità, nonostante i problemi che abbiamo davanti in particolare in termini di risorse, anche se in più sedi la Regione ha garantito la copertura ed è stato definito il riparto sui territori a livello nazionale. C'è un importante lavoro in corso da parte di Aziende sanitarie e Università, per organizzare al meglio le risposte ai bisogni sanitari dei cittadini e formativi dei professionisti, e per dare forza e integrazione alle reti su tutta la provincia agendo su tutte le strutture e piattaforme. Abbiamo bisogno di utilizzare al massimo tutte le opportunità che ci sono, cogliere le occasioni tecnologiche, leggere il cambiamento in corso nella sanità e lavorare insieme per governarlo”.
È dunque necessario continuare a tenere alta l’attenzione, ha sottolineato Muzzarelli impegnandosi a convocare una nuova Ctss per un approfondimento sul PNRR allargato ai sindacati e al terzo settore, e a tenere un timing costante sull’avanzamento dei progetti e sui temi chiave come le liste d'attesa. Occorre anche, ha aggiunto, “una riflessione sulle mutazioni sociali in corso nella nostra provincia. Serve infine da parte di tutti noi Sindaci un ulteriore sforzo su covid e influenza: insistiamo sull'importanza della vaccinazione, mai come oggi fondamentale”.
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