Mirandola, la biker Sara Diazzi: “Ecco cosa mi ha spinta ad indossare casco e guanti”
di Francesca Monari
MIRANDOLA - Diazzi ha 29 anni, va in moto da quando ne aveva 18 e può dire di rientrare in quella fortunata parte della popolazione che fa della propria passione un mestiere perché lei, con le moto, ci lavora. “Il settore del commercio mi è sempre interessato ma la vendita delle moto non ha competitor per me!” - commenta.
Quali sono i motivi che ti hanno spinta a farne un lavoro?
“A dire la verità questa opportunità mi è giunta inaspettata e come tutte le cose inaspettate, o tanto bene o tanto male! Beh per me ha fatto la differenza cambiare completamente lavoro e città dove spostarmi ogni giorno. Da Mirandola, dove vivo, ogni giorno vado a Carpi ma quei 60 km li faccio con il sorriso e non cambierei questo lavoro con nessun altro. Così come non cambierei con nessun’altra Buba, la mia moto, compagna di numerose avventure e viaggi con anche tempo avverso” - racconta.
Quando hai capito che volevi assolutamente una moto?
“È stato il mio primo ragazzo a 17 anni a farmi innamorare delle moto! Ed anche a farmi capire che non ero tagliata per essere una passeggera! La mia prima moto è stata una MT-125, acquistata nello stesso concessionario dove lavoro oggi!. Ho imparato ad usarla da autodidatta, dal momento che il 125 si può guidare con la patente da auto. Solo in seguito, per poter guidare cilindrate maggiori, mi sono iscritta in autoscuola”
I giovani amano ancora la moto?
“Sì amano la moto come simbolo di libertà. Tutto però dipende dall’età; sono anni particolari, diciamo che quello che fa la differenza è se hanno o meno la macchina. Ci sono più 16enni che scelgono la moto piuttosto che 18enni. Poi si passa ai 21 22 che cercano il 2 ruote”
Alcuni studi confermano quanto le quote rosa stiano crescendo nel mondo delle due ruote. É vero che per molte donne la moto è ancora percepita come un mezzo “difficile”?
“Le donne percepiscono la moto come adrenalina e se sono spaventate è perché in passato qualcuno le ha segnate come passeggere! Non esiste donna che non possa guidare un due ruote e non esistono due ruote che non possano essere guidate da donne. La differenza la fa il pilota, uomo o donna che sia!”
Cosa insegnano le moto?
“Beh, le moto insegnano a vivere. Insegnano i tempi. Insegnano le pause. Insegnano ad accelerare. Insegnano i riflessi. Insegnano la competizione, a mettersi in gioco. Insegnano a fare di meglio e per fare meglio serve la pratica. Insegnano ad essere attenti ai dettagli e ad avere orecchio ed occhio sul mondo intorno a te. Sono severe semplicemente perché il pilota di una moto è più esposto che il pilota di un'auto. Ma il senso di libertà di una moto, a parer mio, un’auto non potrà mai darlo!”
MIRANDOLA - Diazzi ha 29 anni, va in moto da quando ne aveva 18 e può dire di rientrare in quella fortunata parte della popolazione che fa della propria passione un mestiere perché lei, con le moto, ci lavora. “Il settore del commercio mi è sempre interessato ma la vendita delle moto non ha competitor per me!” - commenta.
Quali sono i motivi che ti hanno spinta a farne un lavoro?
“A dire la verità questa opportunità mi è giunta inaspettata e come tutte le cose inaspettate, o tanto bene o tanto male! Beh per me ha fatto la differenza cambiare completamente lavoro e città dove spostarmi ogni giorno. Da Mirandola, dove vivo, ogni giorno vado a Carpi ma quei 60 km li faccio con il sorriso e non cambierei questo lavoro con nessun altro. Così come non cambierei con nessun’altra Buba, la mia moto, compagna di numerose avventure e viaggi con anche tempo avverso” - racconta.
Quando hai capito che volevi assolutamente una moto?
“È stato il mio primo ragazzo a 17 anni a farmi innamorare delle moto! Ed anche a farmi capire che non ero tagliata per essere una passeggera! La mia prima moto è stata una MT-125, acquistata nello stesso concessionario dove lavoro oggi!. Ho imparato ad usarla da autodidatta, dal momento che il 125 si può guidare con la patente da auto. Solo in seguito, per poter guidare cilindrate maggiori, mi sono iscritta in autoscuola”
I giovani amano ancora la moto?
“Sì amano la moto come simbolo di libertà. Tutto però dipende dall’età; sono anni particolari, diciamo che quello che fa la differenza è se hanno o meno la macchina. Ci sono più 16enni che scelgono la moto piuttosto che 18enni. Poi si passa ai 21 22 che cercano il 2 ruote”
Alcuni studi confermano quanto le quote rosa stiano crescendo nel mondo delle due ruote. É vero che per molte donne la moto è ancora percepita come un mezzo “difficile”?
“Le donne percepiscono la moto come adrenalina e se sono spaventate è perché in passato qualcuno le ha segnate come passeggere! Non esiste donna che non possa guidare un due ruote e non esistono due ruote che non possano essere guidate da donne. La differenza la fa il pilota, uomo o donna che sia!”
Cosa insegnano le moto?
“Beh, le moto insegnano a vivere. Insegnano i tempi. Insegnano le pause. Insegnano ad accelerare. Insegnano i riflessi. Insegnano la competizione, a mettersi in gioco. Insegnano a fare di meglio e per fare meglio serve la pratica. Insegnano ad essere attenti ai dettagli e ad avere orecchio ed occhio sul mondo intorno a te. Sono severe semplicemente perché il pilota di una moto è più esposto che il pilota di un'auto. Ma il senso di libertà di una moto, a parer mio, un’auto non potrà mai darlo!”
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