Il presunto assassino che avrebbe ricattato una donna, il telefonino che viene riattivato, la rabbia della madre
Il presunto assassino che avrebbe ricatto una donna, il telefonino che viene riattivato, la rabbia della madre. Sono le novità che emergono nel caso di Alice Neri, la 32enne di Ravarino che non è mai più tornata a casa dopo l'aperitivo con un amico a Concordia. Il suo corpo è stato ritrovato nel portabagagli della sua auto a cui è stato dato fuoco. Il principale sospettato del femminicidio è Mohamed Gaaloul, imbianchino di 29 anni di origine tunisine che vive con la moglie a Concordia. Il giovane - irregolare sul territorio e oggetto di un decreto di espulsione - si è spostato all'estero il giorno dopo l'omicidio. E' stato arrestato in Francia dopo aver passato Svizzera e Germania. Il 22 dicembre ci sarà l'udienza presso la Corte d'Appello francese che deciderà la consegna dell'uomo all'Italia. Un passaggio formale che dovrebbe portare Gaaloul, qui, a rispondere del reato di cui è sospettato, per la fine dell'anno.
Alice e Mohamed si conoscevano?
Dalla lettura dei giornali e dalla visione delle trasmissioni televisive che approfondiscono il tema emergono anche nuovi particolari. Il primo è che il Mohamed cui si erano riferiti i datori di lavoro della precedente occupazione di Alice non sarebbe il Gaaloul che l'avrebbe uccisa Sarebbe solo un caso di omonimia. Quindi Alice e l'uomo che le avrebbe tolto la vita non si conoscevano. La madre ricostruisce a "Pomeriggio Cinque" l'ultimo giorno di vita della ragazza «Dopo essere uscita dal lavoro e prima di tornare a casa, Alice ha incontrato l’altro Mohamed, quello che lavorava con lei nella ex azienda. Questo Mohamed è un ex collega, un verniciatore, non c’entra niente col tunisino arrestato. Alice gli avrà fatto vedere la ditta». Secondo il Corriere della Sera, però, i due comunque si conoscevano. A dare manforte a questa teoria, emersa dopo l'arresto del tunisino, è però un indizio piuttosto labile.Ora però qualcosa di più filtra dagli inquirenti transalpini della Dzpj, la «Direction zonale de la policie judiciaire» Est che ha effettuato il blitz nella periferia della cittadina al confine con la Svizzera. Un portavoce, in una nota diffusa da Afp, ha fatto sapere che «a priori, il sospettato sarebbe un conoscente della vittima». Nient’altroIntanto Gaaloul sarebbe indagato anche per estorsione. Infatti avrebbe portato avanti nei confronti di una donna. L'imbianchino avrebbe avuto in prestito del denaro, circa 2 mila euro dalla donna, e non intendeva restituirglielo. Per questo l'avrebbe ricattato, dicendo che avrebbe diffuso immagini intime di loro due. Tra gli altri guai giudiziari dell'uomo, anche una indagine per droga. La cosa potrebbe aprire nuovi scenari. Oppure no.
Il telefonino che viene riattivato
Il marito di Alice ha fatto sapere che il telefonino della donna è stato riacceso. Spiega al Resto del Carlino Nicholas Negrini:«E’ stato recapitato un messaggio di whatsapp inviato a mia moglie dalla mamma e da una sua amica il 13 dicembre scorso. Il messaggio, però, era stato inviato il 18 novembre dopo le 7, quando il telefono di Alice risultava già spento».In Procura vige il massimo riserbo, e gli inquirenti non hanno reso noto se il cellulare della vittima è stato ritrovato e repertato oppure no. In questo caso, non sarebbe bruciato nel rogo della macchina. Oppure lo ha sempre conservato l'assassino?
Lo sfogo della mamma: "L'amico non doveva lasciarla sola"
E' stato anche grazie alle indicazioni di Marco, l'amico sardo di Alice Neri con cui la ragazza ha passato la sera, che si è arrivati all'arresto del presunto assassino. L'uomo ha detto che quella sera al bar di Concordia dove i due si erano incontrati quel ragazzo fissava insistentemente la sua amica. Un comportamento sospetto, da predatore. E allora perchè Marco ha lasciato sola Alice andandosene a casa sua? Se lo chiede la mamma di Alice, Patrizia Montorsi, durante la trasmissione Pomeriggio Cinque dialogando con la conduttrice Barbara D’Urso. Lo sfogo:«Come si fa a lasciare lì, nel buio di un parcheggio, una ragazza con cui si è stati insieme sei ore? Ai miei occhi questa sua piccolezza ha fatto ammazzare mia figlia. Ora Marco si nasconde, ma io glielo vorrei dire in faccia». E ancora: «Non si lascia una ragazza sola in una situazione come quella. Stando lì, avrebbe fatto da deterrente. Per la legge magari l’assassino sarà questo tunisino. Ma per me c’è anche un altro che dovrebbe pagare»
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