600 bambini e bambine della Bassa all’anno non nasceranno più a Mirandola: gestanti macineranno chilometri per partorire
di Antonella Cardone
Seicento bambini e bambine della Bassa non nasceranno più a Mirandola: le gestanti saranno costrette a macinare chilometri per partorire. Lo si temeva da anni, e alla fine è avvenuto: chiude il Punto Nascita dell'Ospedale di Mirandola. Sospeso senza data di riapertura. Le mamme della Bassa, uniche in tutta la provincia di Modena perché gli altri punti nascita restano aperti, saranno costrette a terminare la gravidanza lontane da casa, coi parenti costretti a fare avanti e indietro per decine di chilometri su strade scomode e spesso dissestate. Sempre che, nel lungo tragitto verso l'ospedale, vada tutto bene.
L'ospedale di Mirandola era in bilico da tempo sulla possibilità di far partorire qui i figli della gente che nella Bassa ci vive. Ha sempre pesato come la spada di Damocle la soglia limite dei 500 parti annui. Andando sotto quella soglia non si stava più nel range di parti considerati sicuri e quindi - come accaduto a Pavullo - non si poteva tenere aperto. Ma non è stata la mancanza di mamme che partoriscono qui a far deflagrare tutto.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata - a sentire quanto dice l'Ausl- l'ennesimo pensionamento. Quello di uno dei ginecologi dell'ospedale. Non si riesce a sostituirlo, anche se ci sono i fondi per farlo. Né si riesce a spostare qualcuno da Carpi, Sassuolo o Modena. Nessuno, a quanto a pare, trova allettante venire a lavorare a Mirandola.
A questo si aggiungono le molte maternità che hanno interessato professioniste attive sull’Area Nord (Carpi e Mirandola): con ostetriche e infermiere incinta, saltano proprio i turni su Mirandola. In un settore - quello ostetrico - che peraltro proprio a Mirandola era stato potenziato appena un anno fa.
Già, questo è il punto. Perchè è comprensibile il problema della carenze di medici e personale. Se ne parla da mesi e mesi e riguarda tutta Italia e anche la nostra provincia con la sua sanità emiliana "da dieci e lode". Ma perchè se c'è un problema di carenza di personale su tutta la provincia di Modena si taglia il servizio proprio a Mirandola? Perchè l'Ausl organizza i turni per coprire tutta la provincia lasciando scoperta proprio Mirandola? Davvero solo perchè siamo in pianura ci tocca sobbarcarci il costo e la scomodità dei viaggi fio a Carpi, a Modena, a Sassuolo? O sconfinare fuori regione fino a Poggio Rusco o nel ferrarese a Cona?
Da Camposanto, Finale Emilia, San Felice sul Panaro, Medolla, San Possidonio, Concordia, Cavezzo, San Prospero e Mirandola le distanze fino al Punto nascita più vicino ora si contano in decine e decine di chilometri.
Eppure, osserva il presidente dell'Unione Area Nord Alberto Calciolari, che ha giudicato "inammissibile" la scelta dell'Ausl: "Un Punto Nascite è un servizio pubblico a tutti gli effetti, che deve tener conto delle esigenze delle famiglie dei circa 600 bambini che nascono ogni anno nella Bassa modenese".
E che dire della professionalità delle operatrici e degli operatori del Punto Nascita di Mirandola, della piccola ma calda e accogliente esperienza che sapevano garantire, della scuola di pensiero mirandolese su travaglio e gestazione? Sì, perchè partorire in un ospedale piuttosto che un altro non è la stessa cosa. Ogni ospedale ha il suo stile, le sue modalità, la sua scuola di pensiero, appunto. Negli ospedali piccoli si riesce di solito a garantire una dimensione quasi familiare, i tempi sono più morbidi, l'esperienza della maternità meno fredda. Dove andrà a finire tutto questo? E perchè togliere questa bella opportunità a tante future mamme? E a bambini e bambine della Bassa di avere F240 nel codice fiscale?
"Temiamo ci sia un disegno chiaro da tempo di voler chiudere Mirandola in favore di altri punti nascita" dicono chiaro e tondo da Forza Italia Antonio Platis e Mauto Neri. "Perchè l'Ausl ha deciso di chiudere senza aspettare il parere del Ministero e del Governo", insiste dalla Lega Guglielmo Golinelli.
Sono tante le domande che pesano sulla decisione dell'Ausl che ha alzato bandiera bianca su Mirandola. Domande che devono avere risposta. E tempi certi per la riapertura del Punto nascita di Mirandola.
https://www.youtube.com/watch?v=mP1MHhTtuXQ
L'ospedale di Mirandola era in bilico da tempo sulla possibilità di far partorire qui i figli della gente che nella Bassa ci vive. Ha sempre pesato come la spada di Damocle la soglia limite dei 500 parti annui. Andando sotto quella soglia non si stava più nel range di parti considerati sicuri e quindi - come accaduto a Pavullo - non si poteva tenere aperto. Ma non è stata la mancanza di mamme che partoriscono qui a far deflagrare tutto.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata - a sentire quanto dice l'Ausl- l'ennesimo pensionamento. Quello di uno dei ginecologi dell'ospedale. Non si riesce a sostituirlo, anche se ci sono i fondi per farlo. Né si riesce a spostare qualcuno da Carpi, Sassuolo o Modena. Nessuno, a quanto a pare, trova allettante venire a lavorare a Mirandola.
A questo si aggiungono le molte maternità che hanno interessato professioniste attive sull’Area Nord (Carpi e Mirandola): con ostetriche e infermiere incinta, saltano proprio i turni su Mirandola. In un settore - quello ostetrico - che peraltro proprio a Mirandola era stato potenziato appena un anno fa.
Già, questo è il punto. Perchè è comprensibile il problema della carenze di medici e personale. Se ne parla da mesi e mesi e riguarda tutta Italia e anche la nostra provincia con la sua sanità emiliana "da dieci e lode". Ma perchè se c'è un problema di carenza di personale su tutta la provincia di Modena si taglia il servizio proprio a Mirandola? Perchè l'Ausl organizza i turni per coprire tutta la provincia lasciando scoperta proprio Mirandola? Davvero solo perchè siamo in pianura ci tocca sobbarcarci il costo e la scomodità dei viaggi fio a Carpi, a Modena, a Sassuolo? O sconfinare fuori regione fino a Poggio Rusco o nel ferrarese a Cona?
Da Camposanto, Finale Emilia, San Felice sul Panaro, Medolla, San Possidonio, Concordia, Cavezzo, San Prospero e Mirandola le distanze fino al Punto nascita più vicino ora si contano in decine e decine di chilometri.
Eppure, osserva il presidente dell'Unione Area Nord Alberto Calciolari, che ha giudicato "inammissibile" la scelta dell'Ausl: "Un Punto Nascite è un servizio pubblico a tutti gli effetti, che deve tener conto delle esigenze delle famiglie dei circa 600 bambini che nascono ogni anno nella Bassa modenese".
E che dire della professionalità delle operatrici e degli operatori del Punto Nascita di Mirandola, della piccola ma calda e accogliente esperienza che sapevano garantire, della scuola di pensiero mirandolese su travaglio e gestazione? Sì, perchè partorire in un ospedale piuttosto che un altro non è la stessa cosa. Ogni ospedale ha il suo stile, le sue modalità, la sua scuola di pensiero, appunto. Negli ospedali piccoli si riesce di solito a garantire una dimensione quasi familiare, i tempi sono più morbidi, l'esperienza della maternità meno fredda. Dove andrà a finire tutto questo? E perchè togliere questa bella opportunità a tante future mamme? E a bambini e bambine della Bassa di avere F240 nel codice fiscale?
"Temiamo ci sia un disegno chiaro da tempo di voler chiudere Mirandola in favore di altri punti nascita" dicono chiaro e tondo da Forza Italia Antonio Platis e Mauto Neri. "Perchè l'Ausl ha deciso di chiudere senza aspettare il parere del Ministero e del Governo", insiste dalla Lega Guglielmo Golinelli.
Sono tante le domande che pesano sulla decisione dell'Ausl che ha alzato bandiera bianca su Mirandola. Domande che devono avere risposta. E tempi certi per la riapertura del Punto nascita di Mirandola.
https://www.youtube.com/watch?v=mP1MHhTtuXQ- Terremoto oggi in Grecia: scossa a Creta, paura ma nessun danno
- SuperEnalotto, jackpot continua a salire: tempistiche e come riscutere la vincita
- Mercosur -Ue, Lettera aperta: il "prezzo giusto" della terra modenese non è un numero a Bruxelles
- Domenica 15 marzo a Mirandola si presenta il libro "Metodo Montenegro" sulle cronache ironiche di un docente precario
- Da venerdì 20 marzo Fondazione Ago di Modena ospita la mostra di Alessandro Lupi “Così è, se ci appare”
- test
- Mercosur, il Parmigiano Reggiano può vincere la sfida: stop al “Parmesan” ma resta il nodo pesticidi
Ultime 24h
I più letti
Most Read Posts
- Terremoto oggi in Grecia: scossa a Creta, paura ma nessun danno
- SuperEnalotto, jackpot continua a salire: tempistiche e come riscutere la vincita
- Infortuni, il giuslavorista: 'Modello 231 efficace per mappare zona grigia di appalti e subappalti"
- Usare le scale e non l'ascensore, oggi l'iniziativa anti sedentarietà del 'No Elevators Day'














































