Ucman, “Noi Sanfeliciani”: “Necessario un progetto di riassetto dell’ente”
SAN FELICE SUL PANARO - Attraverso una nota stampa, il gruppo consiliare "Noi Sanfeliciani" interviene a proposito dell'Unione dei Comuni Modenesi Area Nord, in seguito alla notizia, emersa nella giornata di ieri (mercoledì 23 novembre) e confermata dal presidente Alberto Calciolari, riguardo alla rinuncia alle deleghe nella Giunta Ucman da parte della sindaca di Camposanto, Monja Zaniboni, e del sindaco di San Prospero, Sauro Borghi:
"Abbiamo letto con grande preoccupazione le notizie apparse sui giornali, che danno due o tre Comuni dell’Area Nord in fuga da UCMAN per migrare nelle terre d’Argine, assessori che rimettono le deleghe e dirigenti dei servizi che inviano ai sindaci le loro preoccupazioni per un Ente che presenta delle criticità quando invece dovrebbe essere basato su saldi principi di: economicità, efficienza ed efficacia. Quanto emerge dalle stanze dell’Unione sono fortissime difficoltà che a NOI SANFELICIANI creano grandi preoccupazioni in quanto da quello che si legge, potrebbero addirittura essere la causa della morte dell’Ente. Auspichiamo quindi a questo punto che il resto della “politica” di UCMAN prenda coscienza del fatto che vi siano decisioni che devono essere immediatamente prese! Come gruppo consigliare le chiediamo da tanto tempo, ma ad oggi, non ci è pervenuto alcun progetto di riassetto dell’Ente, seppur annunciato qualche giorno fa dal Presidente di UCMAN nel suo intervento. E’ necessario, a sensazione di NOI SANFELICIANI, prevedere ora più che mai ad una prima fase di “gestione emergenziale” e ad una successiva fase di rilancio, con la speranza che finalmente assieme a NOI tutte le forze politiche che siedono in consiglio possano far nascere un progetto d’insieme che riveda i servizi da erogarsi ai cittadini in una vision generale basata su specifiche linee programmatiche. Abbiamo più volte scritto che affinché l’Unione funzioni tutti i Comuni dovranno conferire i medesimi servizi, che dovranno avere regolamenti comuni e tariffe uniformi. Questa nostra posizione è conosciuta ormai da tempo (maggio 2021), abbiamo fatto proposte concrete redigendo un progetto politico (UCMAN 2.0) che siamo certi possa rilanciare l’Ente, ma purtroppo, per logiche a noi sconosciute, siamo rimasti del tutto inascoltati. I fatti ci dicono che abbiamo ragione e che è ora di intervenire! E’ evidente che per affrontare bene queste questioni, anche le altre amministrazioni devono “credere” ad UCMAN come Ente in grado di fornire i servizi necessari ai cittadini della Bassa, ma le notizie che giungono dagli altri Comuni sono purtroppo di tutt’altra natura ......... Diciamo alle altre forze politiche: «E’ giunto il momento di fare qualcosa!» Visto quanto successo, a nostro avviso, ogni consiglio Comunale, dovrà dare mandato al proprio sindaco di trovare una sintesi delle questioni da troppo tempo aperte che necessitano di una soluzione, questo per il bene di tutti i cittadini della bassa. Nello specifico, viste le criticità emerse siamo nella consapevolezza che siano necessarie, per gestire l’emergenza, fornire immediate, urgenti e corali risposte “politiche” da dare in primis ai cittadini e poi a tutti i dirigenti. Per passare poi ad una seconda fase in cui veramente sviluppare il territorio secondo una specifica strategia fatta di sviluppo economico, infrastrutturale e turistico-ambientale. Ad avviso di NOI SANFELICIANI, bisognerà quindi nell’immediato prevedere a:LEGGI ANCHE:Una volta attuate queste prime misure di organizzazione “emergenziale” è evidente che bisognerà poi prevedere un piano di rilancio di UCMAN che conseguentemente dovrà portare un’importante ricaduta sul territorio, mettendo in campo: dinamiche organizzative associate (es. gestione dei mezzi e degli immobili), investimenti in marketing territoriale, politiche territoriali di area vasta, che superino una limitata visione campanilistica oggi troppo radicata nei nostri Comuni. È giunto quindi il momento di prevedere azioni concrete per evitare che l’Ente imploda su sé stesso e per questo motivo, senza voler cercare per forza un colpevole, ribadiamo a tutte le forze politiche che è assolutamente necessario convergere su di un progetto che non sia solo “emergenziale”, perché la Bassa Modenese merita di essere finalmente valorizzata ed ulteriormente sviluppata nell’interesse di tutti i cittadini".
- un controllo di gestione puntuale su tutti i servizi col supporto fondamentale della regione Emilia-Romagna;
- un’analisi dei costi/benefici per tutte le convenzioni in essere con implicita revisione di quelle ormai inadeguate, con il coraggio di dismettere quelle che palesemente non funzionano (Es. Servizi di ragioneria per i Comuni in forma associata);
- un tetto di spesa al bilancio unionale, partendo, come detto dai dirigenti, da quanto funziona, accantonando momentaneamente quanto non funziona;
- un maggior coinvolgimento di Asp nei servizi alla persona, come previsto anche dalle norme Regionali, dando: da un lato certezza ai costi e dall’altro una maggiore qualità.
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