Il sangue freddo dell’assassino di Alice Neri, ancora a piede libero
Un assassino a sangue freddo o un delitto d'impeto? O tutte e due le cose? L'incognita della morte di Alice Neri ancora non è stata risolta, e da dieci giorni c'è un assassino ancora a piede libero. La giovane mamma di Ravarino, 32enne, che giovedì 17 novembre è uscita per un aperitivo a Concordia e non è più tornata a casa, non ha ancora avuto giustizia, nè un funerale.
I tempi per fare indagini accurate come quelle che si stanno facendo sono necessariamente lunghi, ma stupisce che non ci sia ancora una confessione, che l'assassino tenga un comportamento così freddo da non destare sospetti a chi gli vive vicino. Mentre gli inquirenti lavorano con tutte le accortezze del caso - oggi sarà probabilmente effettuata l'autopsia che darà almeno la certezza che il corpo carbonizzato trovato nell'auto di Alice sia proprio il suo - e indagano su tutte le sconoscenze e i colleghi di lavoro della donna, restano due gli iscritti nel registro degli indagati per omicidio, un atto dovuto che non è indice di colpevolezza.
Si tratta del marito, Nicholas Negrini - che questa settimana sarà interrogato dalla Procura e che potrebbe aggiungere o modificare qualcosa delle dichiarazioni spontanee fatto a caldo - e del collega di lavoro che quella sera è stato l'ultimo a vedere viva Alice. I primi accertamenti delle telecamere pubbliche hanno dato qualche risposta su di lui: la sua macchina è andata via per prima dal bar di Concordia dove con Alice era rimasto a chiacchierare e l'occhio elettronico concordiese lo ha seguito fino all'incrocio che lo portava a San Possidonio, a casa sua. Dieci minuti dopo la stessa telecamera immortalava Alice svoltare verso il luogo dove sarebbe poi stata ritrovata la sua auto, ma non si sa ancora se la donna fosse da sola o se fosse lei a guidare, le immagini sono troppo sgranate per dare questo tipo di risposta.
Cosa è successo dopo? Era tutto programmato? Alice conosceva l'assassino, si doveva incontrare prima dell'alba con lui che le ha teso una trappola mortale O è stato un litigio finito male? E cosa ne ha fatto del cadavere? Sapeva già dove nasconderlo? Lo ha tenuto in casa? O lo ha subito messo nell'auto della donna per poi darla alle fiamme nel pomeriggio? E il telefonino di Alice, che dalle 6 squillava continuamente e a cui qualcuno ha disattivato la geolocalizzazione? Un gesto tecnico non facile nè immediato,
E se i due non si conoscevano, se Alice fosse una vittima causale? Che sangue freddo ha una persona così terribile, capace di uccidere e bruciare una sconosciuta e che in dieci giorni non crolla e non confessa?
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