Carpi, rassegna “Memoria Breve”: il 22 novembre l’incontro con la giornalista Anna Maria Giordano
CARPI- Si terrà martedì 22 novembre alle ore 18.45, presso la libreria La Fenice di Carpi, un nuovo appuntamento della rassegna Memoria Breve: una conversazione sul ruolo del giornalismo nella costruzione della memoria della complessa attualità che stiamo vivendo con la giornalista Anna Maria Giordano. Introduce e modera l’incontro il giornalista Nelson Bova.

Anna Maria Giordano è tra i programmisti registi di Radio 3 dal 1993 ed è tra gli ideatori e conduttori di Radio3 mondo e Radio3 Europa. Ha lavorato per Euronews, primo canale televisivo europeo multilingue, curando settimanali di informazione politica, economica e culturale. Collabora con SBS Radio, servizio radiofonico pubblico australiano multilingue e con RTSI, Radio della Svizzera Italiana. È cofondatrice di Audiodoc- prima associazione di audio documentaristi italiani- e di MediaAid, onlus che promuove l'utilizzo dei media come strumenti di sviluppo attraverso progetti di cooperazione internazionale. L’evento si inserisce all’interno della rassegna Memoria Breve. Pratiche che non si insegnano ma si esercitano, che si svolgerà in diversi luoghi della città di Carpi da ottobre a dicembre, per domandarsi come trasmettere oggi la memoria del passato e come costruire la memoria dell’oggi per le generazioni future. Memoria e storia si intrecciano con la pratica artistica, storie e vite attraverso la complessità del secolo breve come punto di partenza per riflettere sull’oggi. Senza lo studio e il ricordo del passato non si può capire il presente, né costruire il futuro. Questo progetto vuole accendere un focus sull’insegnamento, la condivisione della storia e della memoria anche attraverso la pratica artistica: trasmetterne l’urgenza, il valore e smuovere una riflessione sull'importanza della memoria storica collettiva come pratica di cittadinanza attiva. Come scriveva Primo Levi: «se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare. Le coscienze possono nuovamente essere sedotte e oscurate: anche le nostre. La memoria è come il mare: può restituire brandelli di rottami a distanza di anni».
I prossimi appuntamenti della rassegna
Giovedì 1 dicembre ore 21.00 - Auditorium San Rocco, Carpi - Nuovo Canzoniere partigiano + Coro delle Mondine di Novi in concerto. Introduce Claudio Silingardi vicepresidente dell’Istituto storico di Modena. Perchè continuare a cantare? Il canto come veicolo di memoria e coesione sociale. Ingresso libero e gratuito fino a esaurimento posti Due gruppi molto diversi tra loro ma uniti dallo stesso obiettivo: trasmettere memoria, tenere vivi gli ideali e raccontare la storia attraverso il canto e la musica. Da una parte il Coro delle Mondine di Novi di Modena che con un approccio molto tradizionale cerca, con impegno e tenacia, di mantenere vivo attraverso il canto il senso di un mestiere che oggi non esiste più, ma che ha rappresentato una categoria di lavoratrici ormai ritenute simbolo di evoluzione e rivoluzione, icone di un femminismo precursore del grande fenomeno storico, testimoni e protagoniste di lotte politiche e sindacali. Donne che partivano per la risaia per aiutare le famiglie ad andare avanti, donne la cui mente si aprì nell’incontro e nel confronto con donne di altre regioni, di altri dialetti, ma dalla stessa radice. Il senso di comunità, di squadra, di solidarietà sono la vera forza, la vera bellezza della mondina, e la mondina è bella perché ispira libertà, perché fa sognare, perché incita e incoraggia, perché la mondina non ha paura. Il coro costituito nel 1972 da “vere mondariso”, da figlie e nipoti di mondine e da donne che amano le tradizioni popolari, si impegna affinché questa storia non vada perduta e, pur non conoscendo la musica, si affida all'orecchio e le voci ottengono una coralità che commuove e coinvolge, consapevoli che i valori e gli ideali che un tempo hanno consentito la conquista di diritti umani inalienabili, sono il vero patrimonio da trasmettere alle giovani generazioni. A seguire il Nuovo Canzoniere Partigiano, capitanato da Silva Cantele alias Phill Reynolds, che nasce da un lavoro di ricerca e attualizzazione dei canti della Resistenza italiana. Canti di lotta su nuovi percorsi sonori, che ricordano a tutti noi dopo più di 70 anni, uno dei momenti più importanti della storia del popolo italiano. Canzoni che vogliono parlare ai giovani d'oggi e idealmente avvicinarli ai coetanei di allora per salvaguardare e trasmettere i pensieri di giustizia e libertà come germogli di condivisione sociale e impegno civile. Sabato 3 dicembre incontro con Elvira Mujcic scrittrice e traduttrice, alle ore 18.45 presso la Libreria La Fenice con la presentazione di “Dieci prugne ai fascisti”(Elliot Edizioni, 2016). La scrittrice incontrerà le classi quarte e quinte degli istituti superiori di Carpi durante la mattinata presso l’Auditorium San Rocco, per la presentazione del libro “Consigli per essere un bravo immigrato” (Elliot Edizioni, 2019) Elvira Mujčić è nata nel 1980 a Loznica, una località serba. Trasferitasi a Srebrenica, in Bosnia, vi ha vissuto fino all'inizio della guerra, nel 1992, di cui quest’anno ricorre il trentennale. Risiede in Italia da più di vent'anni e lavora come scrittrice e traduttrice letteraria. Nel 2007 ha firmato Al di là del caos. Cosa rimane dopo Srebrenica, un diario di viaggio che è un urlo contro l'orrore di un efferato genocidio della storia recente, consumatosi l'11 luglio 1995. Il romanzo "E se Fuad avesse avuto la dinamite?" (2009) è invece la storia di Zlatan, un ragazzo fuggito dalla guerra in Bosnia che, dopo anni trascorsi da esule in Italia- ormai trentenne- torna a interrogarsi sulle contraddizioni e le incomprensioni della sua gente. L'esperienza dello sradicamento e del difficile dialogo tra culture e linguaggi caratterizza anche i libri successivi di Mujčić, in particolare: La lingua di Ana (2012), Dieci prugne ai fascisti (2016) e Consigli per essere un bravo immigrato (2019).

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