Nuove tendenze per l’estremo saluto ai nostri cari: ne parliamo con Elisa Simoni e Maurizio Incerti
di Simone Guandalini - Non è mai facile affrontare temi legati alla morte e soprattutto alla perdita dei propri cari: spesso la gestione delle incombenze che seguono i momenti del lutto (dalla gestione della salma all’organizzazione del funerale) è un compito che vorremmo evitare e a cui non arriviamo preparati quando siamo chiamati a svolgerlo.
E', però, possibile dire che negli ultimi anni siano emerse due tendenze per quanto riguarda le decisioni in questo ambito: una netta preferenza per la cremazione e per la successiva dispersione delle ceneri in natura, piuttosto che per le inumazioni, e l'utilizzo di una casa funeraria in cui esporre
il proprio caro per un ultimo saluto da parte di parenti e amici prima dei funerali.
Lo abbiamo chiesto a Elisa Simoni, titolare, insieme al marito Maurizio Incerti, delle Onoranze funebri "Fenice", operative a Modena e sul territorio della Bassa modenese, relativamente a Bomporto, Solara, Sorbara, San Michele, San Prospero e Bastiglia, che hanno una finestra di osservazione molto ampia vista la loro esperienza più che ventennale in questo settore, a partire da Elisa che, dal 1998, prima ha iniziato a lavorare nell’attività di servizi funebri del papà, Dante Simoni, insieme alla mamma Renza Casarini, e poi ha proseguito dal 2013 con la propria agenzia (Fenice) insieme a Maurizio.
Come dicevamo, registriamo queste tendenze, ma è bene fare un distinguo, perché, se “le cremazioni vanno effettivamente per la maggiore – spiega Elisa Simoni - in realtà il servizio offerto dalle case funerarie è ancora richiesto solo da una nicchia di utenza, questo anche in conseguenza ad una questione economica: naturalmente, la casa funeraria o la casa del commiato, che si differenziano per la possibilità dell’una rispetto all’altra di esporre anche il corpo, è certamente un ambiente più elegante rispetto alle camere ardenti degli ospedali di Modena e provincia, però il servizio inevitabilmente ha un costo che non tutti possono o vogliono sostenere”. “Le cremazioni, invece, - continua Elisa Simoni – riguardano circa il 70% dei funerali da noi gestiti: è una scelta che si sta diffondendo molto anche fra la popolazione più anziana e assistiamo a tante dispersioni delle ceneri in natura, per esempio nelle campagne modenesi o nei fiumi, legalizzate ormai da molto tempo”.A questo proposito, la legge ha individuato tre modalità per ottenere la cremazione:
- Lasciare le proprie volontà al congiunto più prossimo (se vi sono congiunti di pari grado, per esempio più di un figlio, deve essere d’accordo la totalità degli stessi);
- Lasciare indicazioni precise nelle disposizioni testamentarie;
- Iscriversi ad una società per la cremazione.
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