
Silver, pseudonimo di Guido Silvestri (Carpi-1952), è un fumettista italiano noto soprattutto per aver ideato cinquant’anni fa Lupo Alberto; anomalo ma anche ironico personaggio immaginario protagonista di una omonima serie a fumetti, icona della cultura popolare italiana.
Con la sua caratteristica pelliccia blu, un’espressività da Oscar e la battuta sempre pronta, vive le sue spassose giornate nei pressi della fattoria McKenzie; un microcosmo di vivaci personaggi che, attraverso i loro rapporti e le loro storie sono stati accolti con crescente favore da parte di grandi e piccini.
Perché il lupo è azzurro?
“Il colore di Lupo Alberto non è una scelta artistica. Innanzitutto Lupo Alberto era nato in bianco e nero, e per diversi anni non si presentò il problema del suo colore. Quando in seguito si trattò di “tinteggiarlo”, immaginai che dovesse avere il colore, grossomodo, di un lupo siberiano, grigio con riflessi azzurri. Ma le percentuali di nero e blu erano sempre altalenanti a seconda del tipografo, creando un curioso effetto cangiante”
Un lupo anomalo che non mangia le galline, ma addirittura ne corteggia una, giusto?
“Credo nella libertà di amare chiunque, senza limiti di età, sesso, razza, o specie animale. Se poi vogliamo riferirci al fatto che i lupi di solito le galline le mangiano, ebbene, forse in quel lontano inverno di cinquant’anni fa ho semplicemente voluto ribaltare l’ancestrale stereotipo del lupo feroce predatore. Ho ammansito un lupo, tutto qua. Non lo aveva già fatto anche San Francesco?”
Cosa consiglieresti a un giovane che vuole fare il fumettista?
“Copiare, copiare, copiare, disegnare, disegnare, disegnare, fino allo sfinimento, e poi di leggere, leggere, leggere, studiare, studiare, studiare, e non sentirsi mai soddisfatti dei risultati raggiunti. È altresì inutile tediare il fumettista affermato: qui grazie a Dio non si va per raccomandazioni. Se hai talento qualcuno te lo riconoscerà. Se non ce l’hai, non ce l’hai. Amen”
Quale personaggio dei tuoi è il tuo preferito e perché?
“I propri personaggi si amano un po’ tutti, e tutti in modo diverso, come figli. Ad alcuni ci sentiamo più vicini in certi momenti, di altri si amano alcuni aspetti del carattere. Se da giovane potevo solidarizzare con Lupo Alberto, così recalcitrante agli obblighi sociali, oggi avverto maggiori affinità con Enrico la Talpa, accomodante, irrequieto ma sazio. E quando in casa strillo (sono un papà severo!) mi sento un pochino Mosè”
Hai mai pensato di realizzare altri personaggi?
“Ho un cassetto pieno di nuovi personaggi. Ma Lupo Alberto esige da me tutta l’attenzione. Perciò temo che prima o poi mi toccherà comprarmi un altro cassetto”