Riciclaggio di denaro. A Modena +21% di segnalazioni in sei mesi
Un 1° semestre '22 che ha fatto raccogliere a UIF- Banca d'Italia ben 74.233 segnalazioni, con un incremento nazionale di circa il 6% rispetto all'anno precedente e con un pacco di denaro sporco di ben 48 miliardi. Segnalazioni purtroppo fondate e concrete considerato che ben 72.658 sono poi state "trasmesse agli Organi Investigativi".
Un'attività di forte prevenzione, diretta dalla UIF e con la "collaborazione dovuta per legge" dai segnalanti in ogni territorio nazionale: a partire dalle agenzie bancarie, postali e assicurative e- sempre più necessariamente- dai consulenti e professionisti, perché sempre più coinvolti nel dirigere tecnicamente le operazioni di riciclo volute dalle imprese. L'unica professione che sfugge a questo dovere di segnalare è ancora quella degli avvocati: delle 74.233 segnalazioni nazionali, solamente n°13 (tredici) provengono dai legali d'Italia!
I dati in Emilia-Romagna
Dall'Emilia Romagna, nel 1° semestre di quest'anno, sono partite 4.603 indicazioni di riciclaggio: 25,6 al giorno, cioè più di una ogni ora che passa.
Però, e questa è una buona notizia, rispetto al 1° semestre dell'anno scorso, s registra un calo regionale di circa 300 segnalazioni: pur restando l’Emilia-Romagna la 5° regione dopo Lombardia, Lazio, Campania e Veneto.
I dati nel modenese
Dopo le 1.055 pratiche partite da Bologna segue Modena con 784, al secondo posto tra le province regionali. Modena è però la prima provincia se si rapporta il numero delle segnalazioni rispetto alla popolazione abitante nelle province: Modena al 1° posto nero, seguita Bologna e Reggio Emilia.
Dalle tabelle UIF si vede che il calo emiliano-romagnolo è dovuto al calo in ben 7 province, con il triste contrasto di Modena che porta una crescita dei fascicoli sul riciclaggio di un incredibile +21,17%. Segue Piacenza con un +15%.
Le province regionali sono inoltre tra le più "rosse", cioè peggiori, nella mappatura del traffico finanziario illecito verso i cosiddetti "Paesi Paradisi Fiscali". Un traffico illegale che vede sempre più coinvolte le imprese emiliano-romagnole, i loro consulenti e professionisti e prestanome di comodo. Un dato che purtroppo trova coerenza con l'elevata esposizione dell’Emilia-Romagna con i reati di "illecite esternalizzazioni e distacchi transnazionali" a carico delle imprese, come documenta l'ultimo Report dell'Ispettorato del Lavoro.
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