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09 Maggio 2026
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Nomadelfia, “I luoghi di don Zeno”: mostra fotografica a Mirandola, San Giacomo Roncole, Fossoli, Nonantola e Carpi

“Nomafelfia. Profezia di giustizia e di fraternità”. Sarà questo il titolo e il filo conduttore del progetto che riporterà nel territorio modenese, dove è nata, l’originale esperienza di Nomadelfia, la città dove la fraternità è legge, fondata dal sacerdote carpigiano don Zeno Saltini a partire dagli anni ’30 del secolo scorso. Tra i cosiddetti "luoghi di Don Zeno", particolare rilevanza avranno San Giacomo Roncole, Mirandola, Nonantola, Fossoli, Carpi e Modena, coinvolti in un programma di iniziative in che sono in programma dal 16 settembre fino al 23 ottobre e sono promosse da Nomadelfia, Diocesi di Carpi e Fondazione Fossoli. Il progetto è stato presentato nel corso di una conferenza stampa svoltasi nella sede della Provincia di Modena, a cui hanno preso parte il presidente della Provincia Gian Domenico Tomei, il sindaco di Carpi Alberto Bellelli, il presidente della Fondazione Fossoli Pierluigi Castagnetti, Francesco, storico e responsabile dell'archivio di Nomadelfia, e l'arcivescovo di Modena-Nonantola e Carpi, Mons. Erio Castellucci.
"Questa mostra è molto importante e ci aiuta a recuperare un debito che le istituzioni hanno nei confronti di Nomadelfia, perché don Zeno è stato vittima di provvedimenti ingiusti da parte della Chiesa - ha commentato il presidente della Fondazione Fossoli, Pierluigi Castagnetti -. Questa mostra ci permette di redimere le colpe di rimozione, nascondimento e non valorizzazione nei confronti di don Zeno. Sono particolarmente legato all'immagine dei bambini che abbattono il muro del campo di Fossoli: lì c’è tutta la storia di Fossoli, c'è il passaggio dal luogo della morte al luogo della vita. Sarà importante il legame col Festival della filosofia che quest'anno si occupa di giustizia". "Per noi tratta di un ritorno - spiega, invece, Francesco, storico e responsabile dell'archivio di Nomadelfia - perché il futuro si costruisce con radici ben fondate. Perché Nomadefia è nata a Modena? Per l'esperienza di solidarietà che don Zeno ha vissuto a Modena, Carpi e Mirandola. In lui c’è sempre stata l'aspirazione alla giustizia sociale, idea che in don Zeno è fortissima e parola tra le più usate da lui. Per lui, la giustizia è il primo passo verso l’amore. Qual è la sua idea di giustizia? Giustizia è dare a ciascuno il suo, secondo le sue vere esigenze. Nomadelfia parla sempre di esigenze umane. Giustizia è rispondere a queste esigenze umane. Giustizia è dare a ciascuno quello di cui ha diritto. Don Zeno ha ancora qualcosa da dire? Sicuramente, la fraternità è tornata di moda anche grazie alla recente enciclica del Papa. Il ritorno di Nomadefia è una riscoperta delle radici". "Quando penso a Don Zeno - ricorda, invece, Mons. Erio Castellucci, arcivescovo di Modena-Nonantola e Carpi - mi viene spontaneo parlare dei sognatori, che sembrano fuori dal tempo perché spesso vengono troppo presto e anticipano ciò che succederà dopo. Dobbiamo riconoscere che spesso quando questo accade in abito ecclesiastico, queste persone sono colpite. Quelli del calibro di Don Zeno Saltini, sono, però, personaggi che hanno la capacità di guardare oltre l’orizzonte e cambiare la storia".
Nel corso del 2021, a causa delle limitazioni imposte dalla pandemia, non è stato possibile ricordare a livello pubblico due importanti anniversari legati alla vita di don Zeno e a Nomadelfia: il 90° anniversario della prima messa nel duomo di Carpi (6 gennaio 1931), una data importante perché fu in quell’occasione che don Zeno accolse come figlio Danilo (detto Barile) un giovane appena uscito dal carcere e il 40° anniversario della morte di don Zeno (15 gennaio 1981). L’obiettivo del progetto “Nomadelfia. Profezia di giustizia e fraternità” non è solo rievocativo di un passato, ma è soprattutto quello di presentare una realtà unica dove i trecento abitanti che la popolano nelle vicinanze di Grosseto, suddivisi in nuclei familiari, vivono concretamente nella quotidianità i valori a cui si ispirano: giustizia e fraternità. «Nomadelfia esiste ed è un’esperienza profetica per la società e per la Chiesa»  ha ricordato il compianto Presidente dell’europarlamento David Sassoli lo scorso 11 luglio 2021 nel corso della visita al Campo di Fossoli, aggiungendo che si tratta di «un luogo che, dopo aver vissuto la disperazione del campo di concentramento, del campo di prigionia, del campo per rifugiati, nel dopoguerra ha visto aprirsi ad altri colori.  Nomadelfia è una provocazione: non circola denaro, non esiste disoccupazione, uomini e donne lavorano all’interno della comunità senza ricevere uno stipendio, in quanto non si può pagare il fratello. Anche il concetto di famiglia è diverso da quello esistente ovunque». Il progetto “Nomadelfia. Profezia di giustizia e fraternità” è promosso da Nomadelfia, Diocesi di Carpi e Fondazione Fossoli con il patrocinio della Provincia di Modena, dei Comuni di Carpi e di Mirandola e dell’Arcidiocesi di Modena-Nonantola, in collaborazione con le Fondazioni Cassa di Risparmio di Carpi e di Mirandola. Nomadelfia Nomadelfia si trova a otto chilometri da Grosseto su un territorio di circa quattro chilometri quadrati, conta poco più di 300 abitanti (50 famiglie e diverse persone singole) ed è una popolazione comunitaria di volontari cattolici che ha messo a fondamento della sua vita la fraternità evangelica, stata fondata nel 1931 da don Zeno Saltini. Il nome “Nomadelfia” è un neologismo creato dall’antico greco, e vuol dire: “legge di fraternità”. I membri di Nomadelfia lavorano all’interno della comunità senza compenso economico. Il lavoro infatti qui è vissuto come atto d’amore gratuito e come responsabilità condivisa. La proprietà dei beni è collettiva, con l’impegno a possedere solo il necessario ad una vita dignitosa. Le famiglie di Nomadelfia non vivono isolate ma in “gruppi familiari” formati da quattro o cinque famiglie, con un numero di membri compreso fra le 20 e le 35 persone. In questa forma di coabitazione si condividono tutti gli aspetti della vita, imparando il sostegno reciproco ed il perdono. Fisicamente, il gruppo familiare è composto da una casa centrale, dove si svolge la vita diurna del gruppo, e da una serie di piccoli appartamenti per la notte ed i momenti di riposo, destinati alla singola famiglia. Anche se la famiglia mantiene una sua individualità, la responsabilità educativa è condivisa da tutti i membri della comunità; una responsabilità che si estende anche all’esterno, attraverso l’accoglienza di bambini in stato di abbandono: un impegno ad un amore gratuito e incondizionato, che tutte le famiglie di Nomadelfia hanno sottoscritto. Si diventa Nomadelfi dopo essersi sottoposti ad un periodo di prova di almeno tre anni. Questa regola vale anche per i figli nati o accolti nella comunità, i quali, compiuti i 18 anni, sono liberi di fare le loro scelte. I figli che lasciano la comunità vengono aiutati ad inserirsi nel mondo del lavoro e nella società, e restano comunque legati alle loro famiglie. Al suo interno, Nomadelfia è organizzata come una democrazia diretta, nella quale tutti i membri effettivi partecipano attraverso l'Assemblea ad approvare le decisioni più importanti e a rinnovare le cariche costituzionali. Per la Chiesa, Nomadelfia è un’Associazione Privata di fedeli ed una parrocchia comunitaria. Per lo Stato, Nomadelfia è un’Associazione Civile, i cui membri versano nel fondo comune tutti i beni ricevuti a qualsiasi titolo. Il sostentamento della comunità è garantito da una cooperativa agricola. Attraverso il loro impegno gratuito nell’associazione, i Nomadelfi riescono a coprire la maggior parte delle esigenze della loro vita quotidiana, ed in particolare la cura dei bambini e degli anziani, la gestione degli aspetti amministrativi; le attività domestiche nei 12 gruppi familiari e i lavori di manutenzione ordinaria delle abitazioni. La Scuola Familiare di Nomadelfia include tutti i cicli scolastici, dalla scuola dell’infanzia alle superiori. Qui  l'insegnamento è basato sulla solidarietà e sulla collaborazione: attraverso l’istruzione si punta anzitutto allo sviluppo dei talenti del ragazzo, senza utilizzare i voti ma valorizzando l’impegno. Nomadelfia è impegnata anche nell’accoglienza di visitatori, in piccole forme di sostegno a situazioni di povertà e in intense attività di apostolato. Fra queste segnaliamo in particolare una tournée estiva di spettacoli di danze, attraverso cui si spiegano alcuni aspetti della vita comunitaria, ed un Musical che racconta la storia del fondatore don Zeno. La visita di Papa Francesco presso la comunità è stata preceduta da una udienza privata, concessa a tutta la popolazione, avvenuta in Vaticano il 17 dicembre del 2016, nonché da una visita effettuata dal suo predecessore Giovanni Paolo II il 21 maggio del 1989. Gli eventi in programma Mostra fotografica “Nomadelfia. Oasi di fraternità” di Enrico Genovesi La mostra, inserita nel programma del FestivalFilosofia 2022, sarà allestita presso la baracca visitatori del Campo di Fossoli dal 16/9 al 23/10. La presentazione avrà luogo sabato 17 settembre alle ore 18 alla presenza delle Autorità, dell’autore Enrico Genovesi, della curatrice Giovanna Calvenzi e del sociologo Sergio Manghi.   Mostra fotografica “I luoghi di don Zeno” a cura di Nomadelfia Questa mostra fotografica attinge all’immenso archivio fotografico di Nomadelfia e propone immagini inedite di don Zeno Saltini e di Nomadelfia e sarà allestita, sempre dal 16/9 al 23/10 nei luoghi-simbolo del territorio modenese Campo di Fossoli, San Giacomo Roncole (parrocchia), Mirandola (Duomo), Abbazia di Nonantola, Carpi (Cattedrale, Sala Duomo e Casa Mamma Nina), Modena (Seminario Metropolitano). Domenica 18 settembre è prevista l’inaugurazione della mostra “I luoghi di don Zeno” a Mirandola alle ore 10 e a San Giacomo Roncole alle ore 11.30. Conferenza FestivalMemoria Nell’ambito del programma del Festival Memoria 2022 è prevista, sabato 30 settembre, la relazione di Sergio Manghi, sociologo dell’Università di Parma, sul tema “Percorsi di fraternità”. Manghi ha curato l’introduzione al volume fotografico di Enrico Genovesi “Nomadelfia. Oasi di Fraternità” ed è autore di numerosi saggi e studi sul tema della fraternità. Modulo sull’enciclica “Fratelli tutti” Come momento di attualizzazione del concetto di “Fraternità” il Laboratorio Teologico Realino di Carpi propone un modulo sull’enciclica “Fratelli tutti” di Papa Francesco nel 3° anniversario della pubblicazione. Martedì 11 ottobre, relatore il professor Brunetto Salvarani e martedì 18 ottobre, relatore monsignor Erio Castellucci (presso il Museo Diocesano alle ore 21). Martedì 25 ottobre alle ore 21 al cinema Eden di Carpi la proiezione del docufilm inedito “Legge di fraternità” di Ivan Corbucci. Celebrazione Sarà l’Abbazia di Nonantola ad ospitare sabato 15 ottobre alle ore 18.30 la celebrazione presieduta dall’arcivescovo di Modena-Nonantola e vescovo di Carpi monsignor Erio Castellucci per ringraziare per l’opera di Nomadelfia, in suffragio di don Zeno, delle mamme di vocazione e dei Nomadelfi che dal nostro territorio hanno vissuto l’esperienza di Nomadelfia. Lancio del Festival della Fraternità E’ Carpi la sede scelta da Nomadelfia per la presentazione del Festival internazionale della Fraternità “My brother wave – L’onda di mio fratello”, sabato 22 ottobre alle ore 11 all’Auditorium Loria, alla presenza di Autorità ed esponenti del mondo del cinema e dello spettacolo. Nel periodo delle iniziative una delegazione della comunità di Nomadelfia sarà sempre presente e disponibile a promuovere incontri nelle scuole e nelle parrocchie per portare una testimonianza sulla realtà di Nomadelfia oggi e per diffondere una cultura di pace e di fraternità.

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