Giornata Mondiale dell’Alzheimer, a Nonantola Roberto Mercadini porta in scena “A chi dimentica”
NONANTOLA - In occasione della settimana di iniziative legate alla Giornata Mondiale dell’Alzheimer, promosse da AUSL, Comuni e Associazioni, l’associazione GP Vecchi, con il patrocinio del Comune di Nonantola, ha organizzato per domenica 18 settembre, alle ore 21, al Teatro Troisi, “A chi dimentica. Monologo sull’Alzheimer”.
Protagonista dell’evento Roberto Mercadini, attore teatrale, scrittore e youtuber. L’artista si definisce “poeta parlante”, recita poesie ed è un interprete del teatro di narrazione, ma anche un divulgatore e uno scrittore. Tra i suoi monologhi, quello sull’Alzheimer esprime nel profondo cos’è questa malattia, ma offre una prospettiva diversa rispetto a quella a cui siamo abituati.
A chi dimentica. Monologo sull’Alzheimer
La prima cosa che viene in mente quando si parla di Alzheimer è la perdita progressiva della memoria. Prima spariscono i contenuti più complessi e recenti, poi, a mano a mano, quelli più elementari e intimi. Fino a non ricordare più neppure il proprio nome, a non sapersi riconoscere quando ci si vede allo specchio. È così che si dimentica: come tornando indietro nel tempo. Ma, se ci fermiamo a questo, dell'Alzheimer ancora non abbiamo capito nulla. Abbiamo dimenticato qualcosa di straordinariamente importante.
Molti di noi non sanno che un malato di Alzheimer deve spesso lottare contro le mortificazioni e i colpi che le persone “sane” gli infliggono; magari senza minimamente rendersene conto: per pura noncuranza, per semplice impreparazione. Il peggior nemico da abbattere, poi, è il pensiero – imperante - che di fronte all'Alzheimer non rimanga altro che la rassegnazione.
Invece c'è tutta un'altra faccia da esplorare. Un inaspettato e vasto lato luminoso delle cose. Molte possibilità di migliorare (e allungare) la vita di chi ha questa malattia. Innumerevoli iniziative splendide e fantasiose, in tutto il mondo: occasioni di lavoro, di svago, di arricchimento culturale, di socialità.
E ci sono – sorprendente ma vero – persino agguerritissimi attivisti (non parenti o coniugi, ma persone direttamente colpite dalla malattia), che tengono blog, che fondano associazioni internazionali, che lottano per una società più aperta e più giusta. Una società dove esista un'idea più intelligente di cosa sia la demenza. E dove chi dimentica non sia dimenticato.

Protagonista dell’evento Roberto Mercadini, attore teatrale, scrittore e youtuber. L’artista si definisce “poeta parlante”, recita poesie ed è un interprete del teatro di narrazione, ma anche un divulgatore e uno scrittore. Tra i suoi monologhi, quello sull’Alzheimer esprime nel profondo cos’è questa malattia, ma offre una prospettiva diversa rispetto a quella a cui siamo abituati.
A chi dimentica. Monologo sull’Alzheimer
La prima cosa che viene in mente quando si parla di Alzheimer è la perdita progressiva della memoria. Prima spariscono i contenuti più complessi e recenti, poi, a mano a mano, quelli più elementari e intimi. Fino a non ricordare più neppure il proprio nome, a non sapersi riconoscere quando ci si vede allo specchio. È così che si dimentica: come tornando indietro nel tempo. Ma, se ci fermiamo a questo, dell'Alzheimer ancora non abbiamo capito nulla. Abbiamo dimenticato qualcosa di straordinariamente importante.
Molti di noi non sanno che un malato di Alzheimer deve spesso lottare contro le mortificazioni e i colpi che le persone “sane” gli infliggono; magari senza minimamente rendersene conto: per pura noncuranza, per semplice impreparazione. Il peggior nemico da abbattere, poi, è il pensiero – imperante - che di fronte all'Alzheimer non rimanga altro che la rassegnazione.
Invece c'è tutta un'altra faccia da esplorare. Un inaspettato e vasto lato luminoso delle cose. Molte possibilità di migliorare (e allungare) la vita di chi ha questa malattia. Innumerevoli iniziative splendide e fantasiose, in tutto il mondo: occasioni di lavoro, di svago, di arricchimento culturale, di socialità.
E ci sono – sorprendente ma vero – persino agguerritissimi attivisti (non parenti o coniugi, ma persone direttamente colpite dalla malattia), che tengono blog, che fondano associazioni internazionali, che lottano per una società più aperta e più giusta. Una società dove esista un'idea più intelligente di cosa sia la demenza. E dove chi dimentica non sia dimenticato.

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