Scuola di Musica “Andreoli”, dalla collaborazione con l’Ausl nascono i progetti “Officina dei suoni” e coro “Com’è bello cantar”
di Simone Guandalini
MIRANDOLA - Musica non solo orientata al coinvolgimento di un pubblico giovane, ma che punta ad un’interlocuzione anche con il mondo degli adulti. Questa l’idea alla base del progetto MUSA della Fondazione Scuola di Musica “C. G. Andreoli”. MUSA sta appunto per MUSica Adulta, acronimo che sottintende la volontà di allargare la platea ad un pubblico di età maggiore. Il progetto nasce nel 2022 per rispondere alle crescenti richieste di quella componente della società che attraverso la musica può migliorare il proprio stile di vita.
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A spiegare ancora meglio la concezione che ha portato alla nascita del progetto MUSA è la prof.ssa Elena Malaguti, presidente della Fondazione Scuola di Musica “G.C. Andreoli”: “La Scuola di Musica ha già un pregresso per quanto riguarda il rapporto con il mondo degli adulti. Penso per esempio al coro degli afasici, il coro “Com’è bello cantar”, oppure a corsi di strumentistica individuale per adulti. Attraverso il progetto MUSA abbiamo voluto potenziare in modo organico queste esperienze già presenti, per evidenziare il ruolo, oltre che didattico e educativo, anche sociale e socializzante della musica e il rapporto con il territorio: la scuola di musica è, infatti, figlia del territorio, dei comuni dell’Area Nord e della Fondazione, che sono soci fondatori”.Nel concreto, il progetto MUSA si articola in una serie di proposte musicali collettive per adulti, che si sviluppano in due aree principali: da un lato la cura e il benessere attraverso la musica, dall’altro la cultura musicale per il piacere ludico-intellettuale e parallelamente lo sviluppo di modelli di team building per le aziende. Tre i progetti principali che la Fondazione Scuola di Musica “G.C. Andreoli” ha racchiuso all’interno del macro-progetto MUSA: “Gulliver”, “Officina dei suoni”, e il “Coro Com’è bello cantar”. Se, per quanto riguarda il progetto “Gulliver”, si tratta di un viaggio alla scoperta di importanti pagine del repertorio musicale, i progetti “Officina dei suoni” e il Coro “Com’è bello cantar” nascono, invece, in collaborazione con il distretto di Mirandola dell’Azienda USL di Modena.
“Questi progetti – continua la presidente Elena Malaguti – nascono pensando alla musica come disciplina e come attività, ma soprattutto come strumento di socializzazione e come “star bene”, che si può intendere sia come fattore psicologico (educazione alla bellezza, alla fruizione musicale, avvicinamento all’opera d’arte), sia come percorso individuale o sociale. Il nostro modo di lavorare è sempre quello di avvalerci di tecnici ed esperti: per quanto riguarda questi due progetti, dunque, c’è un’interlocuzione diretta con i professionisti dell’Azienda USL. In “Officina dei suoni” ci sarà il supporto di medici e terapisti occupazionali del Centro per i disturbi cognitivi e demenze di Mirandola, nel caso del coro “Come è bello cantar”, ci sarà anche la presenza di logopedisti dell’Ausl”.Il coro “Com’è bello cantar”, nato nel 2014 con lo scopo di attivare un percorso di rinforzo attraverso l’attività corale per utenti con disabilità fonatorie, articolatorie e deficit comunicativi, è attualmente composto esclusivamente da pazienti afasici. Ora si propone di evolvere l’attuale struttura verso un progetto inclusivo che coinvolga utenti che necessitano di riabilitazione e care-giver/adulti normodotati. Tutti i partecipanti saranno ugualmente attivi nelle varie proposte: - riscaldamento muscolare e vocale - risveglio e attivazione dell’articolazione bucco-facciale - stimolazione della memorizzazione ritmico-melodica “Officina dei suoni”, invece, nasce sulla scia del progetto nazionale “DFC, Comunità amiche della demenza”, di cui sono entrati a fare parte il Comune di Mirandola e quello di San Prospero. Gli incontri si apriranno con una prima parte della durata di 30 minuti condotta da una terapista occupazionale, propedeutica alla conoscenza dell’ambiente e degli strumenti che verranno utilizzati, nonché alla possibilità di costruire piccoli strumenti a loro volta impiegati nella pratica di insieme, cui seguirà l’attività musicale vera e propria di 60 minuti, a cura del Maestro di Musica, incentrata sull’impiego della voce cantata e parlata, di tecnologie musicali, del corpo e di strumenti musicali. A spiegare nel dettaglio gli ambiti di riferimento dei progetti “Officina dei suoni” e “Come è bello cantar” è la coordinatrice del progetto MUSA e referente della sede di Cavezzo della Scuola di Musica “G.C. Andreoli”, Silvia Biasini:
”Officina dei suoni” è un progetto dove la musica viene intesa come mediatrice tra la socializzazione e lo strumento di prevenzione del decadimento cognitivo. Nella realizzazione di questo progetto siamo in sinergia con il Centro per i disturbi cognitivi e demenze di Mirandola. Il corso durerà da ottobre a maggio, si svolgerà alla Scuola di Musica “G.C. Andreoli”, a Mirandola, ed è strutturato sulla base di 32 incontri da un’ora e mezza ciascuno. Si tratterà di un’ora di musica (a tutto tondo: voce, danza, utilizzo di strumenti) e mezz’ora in compagnia di una terapista occupazionale, inviata direttamente dall’Ausl. Il coro “Com’è bello cantar”, anch’esso strutturato da ottobre a maggio, con incontri da un’ora e mezza, vedrà ogni lezione organizzata in questo modo: un’ora di coro e mezz’ora di logopedia. Il coro “Com’è bello cantar” è nato nel 2014, ma la novità di quest’anno consiste nel provare a renderlo inclusivo: non sarà più rivolto solamente agli utenti afasici, ma aperto anche a chiunque voglia mettersi in gioco, a partire dai caregiver”.
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