Appunti di gusto | Tutto quello che c’è da sapere della giuggiola
Dalla forma rotonda, allungata o piriforme la giuggiola è il frutto di inizio autunno di una pianta che può vivere veramente a lungo. E’ senza dubbio un prodotto d’altri tempi, oggi poco utilizzato, ma che vale la pena di riscoprire per la sua bontà.
Il suo paese di origine si dice sia la Cina, non per niente viene anche chiamato “dattero cinese”, perché una volta seccata la giuggiola lo ricorda molto per l’aspetto e per il gusto. Ad inizio maturazione invece i frutti sono verdi e ricordano il sapore della mela.
Sembra siano stati i romani ad importare il giuggiolo in Italia. Considerato il simbolo della quiete, ne addobbavano i templi della dea del Silenzio.
Diffuso soprattutto in Veneto si narra che in passato anche i Gonzaga ne avevano avviata una vera e propria coltivazione: i signori di Mantova, amanti della cucina agrodolce, ne erano davvero ghiotti.
Tra fine settembre e inizio ottobre ad Arquà Petrarca, un piccolo e antico borgo sui Colli Euganei in Provincia di Padova, si tiene la fiera a tema: il paese ha eletto questo piccolo e dolce frutto come simbolo locale. Le giuggiole raccolte su queste verdi colline diventano poi liquori, sciroppi e marmellate che sono l’orgoglio del territorio.
Chi non conosce l’espressione “andare in brodo di giuggiole” per definire uno stato d’animo di grande felicità?
Sapevi che il brodo di giuggiole in realtà è un buonissimo liquore ricco di vitamina C da servire come aperitivo o fine pasto?
Poiché il legno del giuggiolo è durissimo ma di scarso impiego, pare che un tempo venisse usato per costruire piccoli strumenti musicali a fiato. Il Pascoli ne fa menzione in una poesia: “Festoso strepito de’ flauti di giuggiolo”.
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