
CARPI - Continua
“CarpInJazz”, la rassegna organizzata dal
Teatro Comunale di Carpi con la direzione artistica di
Carlo Guaitoli, giunta alla terza edizione. L’appuntamento di
mercoledì 20 luglio alle
ore 21.30 (Cortile d’Onore di Palazzo dei Pio, ingresso 10€) è con
Stefano Di Battista, sassofonista di fama internazionale che proporrà un omaggio all’immortale musica di Ennio Morricone insieme al suo quartetto, composto da
Andrea Rea (pianoforte),
Daniele Sorrentino (contrabbasso),
Luigi Del Prete (batteria).
Le musiche da cinema di Ennio Morricone sono una miniera inesauribile, un tesoro di fantasie del pensiero associate a immagini di ogni genere, e sono anche oltremodo versatili, disponibili a essere trattate, ritrattate, riscoperte. La musica di Morricone significa esaltazione di tracce melodiche spesso fortemente emozionali, in una trama di armonie intelligenti, ed è esattamente quello che fa il jazz, e ancora di più quello che fa Stefano Di Battista, che con i temi del Maestro gioca come se fossero materia magica.
Stefano Di Battista nasce a Roma il 14 febbraio del ’69 da una famiglia di musicisti ed appassionati di musica. Inizia a studiare il sassofono all’età di 13 anni in una banda di un piccolo quartiere, composta principalmente da ragazzini. Scopre il jazz, innamorandosi del suono “acidulo” di Art Pepper (“…immediatamente volevo suonare in quel modo… fu l’inizio della mia passione”) e incontra l’uomo che diventerà il suo mentore, il leggendario alto sassofonista Massimo Urbani (“lui era un mostro, suonava senza conoscere cosa venisse dopo. Istintivamente.”). Si iscrive al conservatorio, perfeziona la sua tecnica familiarizzando con la tradizione classica del sassofono (Jacques Ibert, ecc.) conseguendo il diploma con il massimo dei voti all’età di 21 anni. Incomincia poi a suonare in gruppi di vario genere e nel ’92 si trova per caso a suonare al Calvi Jazz Festival; è lì che incontra per la prima volta dei musicisti francesi, primo fra tutti Jean-Pierre Como che lo invita a suonare a Parigi. Per Stefano è una rivelazione (“quando sono arrivato in Francia, avevo l’impressione di essere nato lì. In Italia avevo l’impressione di non esistere…”). Da quel momento in poi, Stefano fa la spola tra Roma e Parigi, dove, nel 1994 decolla la sua carriera decolla. Si stabilisce nella città e incomincia la vita sfrenata del musicista. Pilastro dei vari gruppi di Aldo Romano, membro del sestetto di Michel Petrucciani, Stefano incomincia a pensare alla realizzazione di un progetto a suo nome. Nel ’97 il suo primo album per la Label Bleu, dal titolo “Volare”, lo vede al fianco di Flavio Boltro alla tromba, Eric Legnini al piano (il suo pianista di questi ultimi anni), Benjamin Henocq alla batteria e Rosario Bonaccorso al contrabbasso (“la ritmica che ho sempre desiderato”). Nel ’98 arriva il suo primo ingaggio per la storica Blue Note, per la quale inciderà l’album “A prima vista”, accompagnato dalla stessa formazione di musicisti, che tra le altre cose diventerà il suo gruppo stabile di riferimento. Nel luglio del 2000, registra un disco magistrale dove è affiancato da Elvin Jones alla batteria (il leggendario batterista di John Coltrane), Jacky Terrasson al piano e Rosario Bonaccorso al contrabbasso. Il disco, dall’omonimo titolo, uscirà poi nell’Ottobre 2000. Il nuovo disco, oltre ad avere grandi riconoscimenti da parte della critica internazionale, vince il prestigioso premio francese Telerama, classificandosi al primo posto nelle classifiche europee come disco più venduto.
CarpInMusica prosegue il
29 luglio con
TOQUINHO che, insieme a
Camilla Faustino, celebrerà 50 anni di successi con un omaggio alla musica brasiliana e agli amici di sempre: Tom Jobim, Vinicio de Moraes, Baden Powell, Carlos Lyra, Chico Buarque, Menescal.
LEGGI ANCHE: