Casa, terreni e bovini all’asta: imprenditore agricolo di San Felice rischia la rovina per un piccolo debito
SAN FELICE SUL PANARO - Roberto è un imprenditore di San Felice con un’azienda agricola che oggi è florida e in attivo ma che, a causa di una serie di vicissitudini finanziarie e societarie, si ritrova al momento insolvente nei confronti di una banca del territorio per 260mila euro: una cifra a causa della quale l’imprenditore sanfeliciano rischia di perdere all'asta, convocata proprio in questi giorni, la casa e il terreno a San Felice sul quale alleva bovini e coltiva cereali che verranno messi all'asta.
Per capire come Roberto si sia trovato in questa situazione- e perché, di fatto, rischia di perdere tutto- dobbiamo tornare indietro al 2005, precisamente al 27 luglio quando un incendio- del quale ancora oggi non si conosce la causa - distrugge il fienile di via Cavo. Si pensa ad un incendio doloso e i sospetti cadono sull’imprenditore che però, dopo indagini e accertamenti, viene ritenuto estraneo alla vicenda.
Superata questa prima complicazione Roberto decide di andare avanti e sceglie di aprire un conto corrente ipotecario per l’acquisto di una quota latte (una sorta di autorizzazione amministrativa a commercializzare il latte entro un determinato quantitativo) e continua, con regolarità, a pagare le rate del mutuo ipotecario che ammonta a 75mila euro.
Nel 2008, però, ecco presentarsi un nuovo ostacolo quando Roberto decide di uscire dalla cooperativa di cui faceva parte: l’imprenditore non è d’accordo con il bilancio, ma per "chiamarsi fuori", secondo il Consiglio di amministrazione, deve pagare una penale. Per rientrare della somma vengono avviati nei confronti dell’imprenditore due sequestri conservativi. Anche in questo caso la Legge gli dà ragione e un giudice rigetta i procedimenti, ma la cooperativa decide comunque di perseguirlo penalmente. Nel frattempo la banca avvia l’iter per farlo rientrare del debito storico: per l’istituto di credito Roberto non è affidabile nei pagamenti e gli chiede indietro tutti i soldi.
Al peggio non c’è mai fine e nel 2012 la Bassa modenese è dilaniata dal terremoto: molti imprenditori si trovano a fare i conti con gravi problemi finanziari e non sempre le banche si dimostrano disponibili nel trovare una soluzione.
L’azienda agricola di Roberto subisce gravi danni: le stalle un tempo occupate dalle mucche, i capannoni degli attrezzi, la casa e il silos vengono sepolti dalle macerie e l’imprenditore- insieme alla sua famiglia- è costretto a trasferirsi in un container fornito dal Comune di Mirandola installato accanto a quel che resta delle sue proprietà.
Roberto presenta domanda per i contributi messi in campo dalla Regione Emilia-Romagna per sostenere la ricostruzione del tessuto imprenditoriale ma a causa dei suoi problemi precedenti al sisma per la banca Roberto resta un cattivo pagatore: l’istituto di credito rifiuta il piano di rientro proposto dall’imprenditore, declina ogni proposta di mediazione e avvia la procedura esecutiva: dopo un pignoramento del 2010 a causa del quale Roberto aveva già perso vacche e attrezzature agricole.
Assistito dall’avvocato Maurizio Bianchi dell’associazione milanese Autonomi e Partite Iva Roberto sta cercando di ottenere una misura 3 (sostegno a copertura delle spese per i controlli, sostenute dalle singole imprese agricole e dalle associazioni di agricoltori che producono secondo regimi di qualità) e trattare con i creditori. L’imprenditore ha inoltre citato per danni la sua banca: sperando in questo modo di bloccare l’esecuzione delle proprietà.
In tutti questi anni di peripezie Roberto si sente oggi particolarmente afflitto dalla situazione: sfiduciato dalla poca collaborazione che associazioni di categoria e istituzioni locali hanno dimostrato. Tanto che diversi mesi fa ha tentato di scrivere al presidente della Repubblica Sergio Mattarella dal quale ha ricevuto risposta, attraverso il segretariato generale- servizio rapporti con la società civile e per la coesione sociale, qualche giorno fa.
Il suo caso, come indicato nella lettera di risposta, verrà inoltrato e valutato dall'Associazione bancaria italiana per capire tutte le responsabilità.
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