Settimana della Celiachia: il Policlinico segue circa 1200 pazienti
MODENA- La Settimana nazionale della Celiachia (14-22 maggio) che volge al termine è l’occasione per ricordare che l’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena, con la Gastroenterologia del Policlinico diretta dal professore Antonio Colecchia, è sede di riferimento provinciale di un ambulatorio dedicato alla Malattia celiachia dell’adulto con un ambulatorio apposito al quale si accede da CUP (prime visite) con richiesta del medico di medicina generale e dello specialista e da CIP (controlli) con impegnativa rilasciata alla visita. Per i pazienti in cui la malattia insorge in età pediatrica è attivo un ambulatorio gastroenterologico che afferisce alla Pediatria, diretta dal prof. Lorenzo Iughetti.
L’ambulatorio, di cui è referente la dottoressa Valentina Boarino, vanta un’esperienza ultraventennale e segue ad oggi circa 1200 celiaci, effettuando circa 60-70 nuove diagnosi/anno in pazienti adulti; negli ultimi anni vengono seguiti anche pazienti non adulti ma di età superiore a 14 anni (età di transizione). L’ambulatorio della Gastroenterologia Pediatrica, di cui è referente la dottoressa Anna Rita Di Biase segue ogni anno circa 400 pazienti l'anno. “La Celiachia – spiega la dottoressa Boarino – è un’enteropatia cronica autoimmune determinata, in soggetti geneticamente predisposti, dall’assunzione di glutine, proteina presente in molti cerali quali frumento, orzo, segale. A lungo andare si determina uno stato infiammatorio con scomparsa dei villi intestinali (atrofia) con conseguente manifestazione di sindrome di malassorbimento. È quindi fondamentale una diagnosi accurata e precoce. È molto importante non improvvisare diete fai da te, che potrebbero essere dannose per la salute, ma consultare uno specialista”. Gli esami per diagnosticare la celiachia comprendono: esami del sangue, e in caso di risultato positivo, gastroscopia con biopsia a livello del duodeno. “Una volta diagnosticata la celiachia – aggiunge la dottoressa Di Biase - l’intestino e la mucosa del paziente devono ritrovare la loro funzionalità originale: per questo motivo e per ridurre i sintomi, anche invalidanti, della malattia, il paziente deve seguire una dieta rigorosamente priva di glutine”. L’Azienda Ospedaliero – Universitaria ha costituito un Percorso diagnostico-assistenziale grazie al quale i pazienti con sospetto clinico di Celiachia (valutati in ambulatorio, inviati dal Medico di Medicina Generale o da altri specialisti), vengono presi in carico. La Celiachia una malattia sistemica, l’ambulatorio collabora con altre specialistiche nell’ottica di un approccio multidisciplinare e collabora strettamente con l'AIC (Associazione Italiana Celiachia “Presso il nostro servizio – conferma il prof. Antonio Colecchia – effettuiamo la gastroscopia con le biopsie duodenali, necessarie a confermare la presenza di celiachia e la successiva visita per la comunicazione della diagnosi, il rilascio dell’esenzione e le indicazioni per l’inizio della dieta senza glutine e per il successivo follow up. L’ambulatorio inoltre è centro di riferimento per pazienti che vengono inviati da altri ambulatori per la conferma della malattia e per il follow up”.In questo percorso è fondamentale la collaborazione con l’Anestesia e Rianimazione 1, diretta dal prof. Massimo Girardis e con la Pediatria, diretta dal prof. Lorenzo Iughetti, quando è necessario effettuare la gastroscopia con biopsie dei pazienti pediatrici che vengono effettuate in sala operatoria. “Già dall'età pediatrica – conclude il prof. Lorenzo Iughetti, - va comunque sottolineato che la malattia celiaca non è solo una patologia con espressione gastroenterologica ma anzi va considerata come malattia sistemica dal momento che l’impatto della malattia si esprime non solo con sintomi di tipo gastroenterologo. Intuire che ad esempio la bassa statura può avere come origine la malattia celiaca è fondamentale per contribuire a ripristinare una crescita corretta. L’approccio integrato dell’ambulatorio di gastroenterologia pediatrica risulta quindi fondamentale per una diagnosi corretta e completa”
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